Notre Dame dopo l’incendio

Proposte e idee per la navata e la guglia ottocentesca: Ricostruire o Ripensare?

Ecco ci risiamo. A poco più di venti giorni dall’incendio del 15 aprile 2019 che ha devastato la copertura lignea che sovrasta la navata, il transetto e l’abside della cattedrale gotica di Notre Dame a Parigi, come ultimamente accade per i disastri delle grandi opere (vedi ad esempio il Ponte Morandi a Genova e il progetto di Renzo Piano) ecco fioccare le idee per la ricostruzione - Sir Norman Forster in primis - presentate dalle varie Archistar internazionali. 

notredame_idea-roof_fosterpartners01.jpgNorman Foster pensa ad una copertura in vetro per illuminare lo spazio sottostante ed un nuova guglia in acciaio cristallo e acciaio inossidabile

notredame_idea-roof_fuksas.jpg Massimiliano e Doriana Fuksas ipotizzano per la copertura e la guglia ad una struttura di cristallo come simbolo della fragilità della storia

Proposte alcune fortemente criticabili ed altre decisamente improbabili (spero da intendere come semplici esercizi di fantasia creativa), in attesa del concorso internazionale di architettura annunciato da primo ministro francese Édouard Philippe nel corso di una recente conferenza stampa per la copertura e la guglia ottocentesca disegnata da Eugène Viollet-le-Duc - Flèche come la chiamano i francesi - che da sempre ha caratterizzato l’immagine della capitale francese.

notredame_idea-roof_studio-nab.jpg Una serra didattica dedicata all’agricoltura urbana e all’orticoltura la proposta di Studio NAB di Nicolas Abdelkader

Le idee che rimbalzano sui vari siti in rete, hanno come filo conduttore la trasformazione e l’utilizzo del sottotetto sfruttando moderne coperture trasparenti in acciaio e vetro. Strutture leggere e iconiche con suggestive ambientazioni molto più vicine all’immagine di moderni centri commerciali piuttosto che ad una cattedrale simbolo religioso e soprattutto dello stile gotico francese.

notredame_idea-roof_ejezeta.jpg Un’altra serra proposta dallo studio cileno ejezeta.cl

Roof Garden, serre didattiche (le serre possono stare ovunque, perché la necessità di inserirla sopra una chiesa poi?), vetrate colorate per moltiplicare la luce naturale proveniente all’interno della chiesa attraverso una miriade di colori differenti (solo l’idea, personalmente mi fa accapponare la pelle!), guglie in cristallo che illuminate di notte, dovrebbero essere interpretate come simboli della fragilità della storia ma anche irrealizzabili strutture composte da archi e sfere o sculture a forma di fiamme in ricordo dell’incendio in sostituzione della guglia ottocentesca. Queste sono solo alcune delle idee arrivate per Notre Dame.

notredame_idea-roof_alexandre_fantozzi.jpg Una fantasiosa versione per la copertura di Notre Dame costituita da vetrate colorate simile a quelle del rosone e delle aperture per l’artista Alexandre Fantozzi dello studio brasiliano Aj6 studio

Posso comprendere la necessità di ricostruire il tetto facendo uso di tecniche costruttive più moderne e all’avanguardia (in fondo già la copertura in legno presente fino ad un mese fa non faceva parte dell’impianto originario della cattedrale ma era risalente per una porzione ad un primo restauro del XIII sec. ed in parte all’opera di restauro di Viollet-le-Duc del XIX sec.), ma mi sembra che in generale le proposte viste tendano a stravolgere eccessivamente l’architettura, rischiando di tramandare un’immagine distorta di quello che era la cattedrale gotica con caratteristiche architettoniche e stili ben riconosciuti e riconoscibili in ogni parte del mondo.

notredame_idea-roof_vizumatelier-and-sejoune.jpg Un fascio di luce che collega la terra al cielo che sormonta una sottilissima nuova guglia è la proposta dello studio slovacco Vizumatelier  - Nell'immagine a fianco, La nuova guglia con fari che puntano al cielo di Anthony Séjourné

notredame_idea-roof_poa-and-summumarchi.jpg L’idea del gruppo spagnolo POA [Por Otra Arquitectura] - Nell'immagine a fianco, La proposta dello studio Summumarchi con la solita serra in cristallo

Ricostruire o ripensare?

In attesa delle linee guida per il Concorso Internazionale le idee proposte, non essendo progetti strutturati definiti e dettagliati, rimangono semplici spunti per ragionare su cosa potrà diventare Notre Dame e la sua guglia. Il dibattito tra storici e modernisti (quelli per intenderci che dicono no al finto storico per cui gli interventi di restauro devono essere ben visibili lasciandone traccia) si annuncia vivace nei mesi a venire a Parigi così come avvenne tempo addietro per altri importanti interventi nella come Les Halles, il Museo d'Orsay, la Piramide del Louvre o Les Deux Plateaux del Palais-Royal solo per citare alcuni esempi.

Stay Tuned! 

PS.: Ho citato interventi importanti ed “visivamente invasivi” come Les Halles, le Pyramides del Louvre piuttosto che il Museo d’Orsay, ma potrei proseguire con altre decine e decine di interventi in Europa così come nel mondo come ad esempio il Prado di Madrid, l’Opéra Nouvel a Lione, il Museo delle arti di Nantes, il Palazzo del Reichstag a Berlino e tantissimi altri ancora; sorrido al pensiero di come in Italia siamo ancora fossilizzati su interventi marginali come la realizzazione della nuova ala espositiva di Palazzo dei Diamanti a Ferrara.

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1. Una guglia simile a quella Viollet-le-Duc ma che sovrasta una nuova copertura in vetro per l’architetto russo Alexander Nerovnya
2. Monumentali e alquanto improbabili fiamme ricoperte di foglie d'oro in sostituzione della guglia ottocentesca andata distrutta per ricordare l’incendio del 15 aprile, ipotizzata dal designer francese Mathieu Lehanneur
3. Sfere e archi che avvolgono una scala per la guglia per il gruppo cipriota Kiss The Architect. Una provocazione?