Chiude il traforo del Gran Sasso: Abruzzo spaccato a metà

12/05/2019 2130

Gran Sasso: il concessionario conferma chiusura traforo dal 19/5

Strada dei Parchi Spa, concessionaria delle autostrade A24 e A25, va avanti con l'intento di chiudere il traforo del Gran Sasso, sull'A24, nel tratto fra Assergi e Colledara-San Gabriele, in entrambe le direzioni, a partire dalla mezzanotte del 19 maggio 2019.

teramo-laquila.jpgA tale proposito la società ha presentato un piano in una riunione svoltasi ieri in Prefettura a Teramo, presenti tutti gli enti e i soggetti coinvolti.

Il piano prevede l'utilizzo della viabilità ordinaria, vale a dire la Ss 80 con il Passo delle Capannelle. Questo non significa semplicemente aumentare la distanza tra Teramo  e L'Aquila di 20 km e, teroricamente, di 45 minuti di percorrenza. Significa soprattutto tagliare in due un'arteria che unisce Tirreno e Adriatico, con ripercussioni anche sull'intera rete dell'infrastrutture dell'Italia Centrale.

Anas, peraltro, ha evidenziato che non è pensabile di dirottare 10-11 mila veicoli al giorno (numeri Strada dei Parchi) sulla statale 80, non vi sarebbero le necessarie condizioni di sicurezza. Se a questo si aggiunge che, causa di urgenti lavori di manutenzione, saranno chiuse dal 20 maggio al 30 giugno le rampe di entrata in autostrada A25 dello svincolo di Bussi/Popoli, diventa evidente come le aree interne, non solo abruzzesi, nonché il bacino romano, resterebbero incredibilmente isolati.

Un quadro che riporterebbe l’Abruzzo indietro di sessant’anni.

Ricordiamo che il traforo, sormontato dai 2912 metri del Corno Grande, attraversa la montagna ad una quota media di 973 m s.l.m. Con uno sviluppo di oltre 10.000 metri, è uno dei pochi trafori europei di tale lunghezza aventi due corsie per ogni senso di marcia.

Sul fornice ovest del Traforo è collocato l’accesso ai laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, tra i laboratori sotterranei più grandi e importanti al mondo. E secondo Strada dei Parchi, in base a quanto emerge dal piano presentato in riunione, non esiste alcun rischio per i Laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn perché viene garantito l'accesso ai Laboratori a determinate condizioni, tra cui l'impiego di auto elettriche.

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Un braccio di ferro tra Istituzioni e Concessionario alla base delle chiusura

Tutto nasce dal braccio di ferro fra i gestori della principale arteria stradale fra Lazio e Abruzzo da una parte e governo e enti locali dall’altro.

In ballo ci sono i lavori di messa in sicurezza delle falde acquifere e dei corsi d’acqua superficiali a ridosso del traforo, che secondo un’inchiesta della Procura di Teramo sarebbero a rischio inquinamento.

La società concessionaria è stata tirata in ballo dagli inquirenti insieme a Ruzzo Reti, società idrica pubblica di Teramo, e all’Istituto nazionale di fisica nucleare che ha i propri laboratori sotto il Gran Sasso: dieci persone fra manager e dipendenti dei tre enti sono imputate nel processo che si aprirà il 13 settembre.

Gli inquirenti contestano l’assenza di isolamento tra superfici, condutture di scarico delle gallerie e falda acquifera, col rischio di inquinamento delle acque del Gran Sasso. La Regione Abruzzo aveva annunciato nei giorni scorsi la propria costituzione di parte civile chiedendo a Strada dei Parchi lavori di impermeabilizzazione e rifacimento delle grandi condotte di captazione dell’acqua del Gran Sasso. Lavori per un totale di circa 104 milioni di euro.

Ecco le richieste della Regione Abruzzo DG 33 del 25 gennaio 2019

Strada dei parchi respinge ogni responsabilità e soprattutto rigetta l’ipotesi che debba partecipare alle spese dei lavori per la messa insicurezza del sistema idrico, come invece chiesto dagli enti locali territoriali.

 

"Strada dei Parchi, nei giorni scorsi, aveva annunciato che, per evitare di incorrere in ulteriori contestazioni correlate a presunti pericoli di inquinamento delle acque di superficie, sarebbe stata costretta, suo malgrado, ad interdire traffico nelle gallerie del Gran Sasso di A24, in entrambe le direzioni di marcia.

La lettera è stata indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Infrastrutture Toninelli, al Ministro dell’Ambiente Costa, ai Prefetti di L’Aquila e Teramo, alla Regione Abruzzo, all’Ispra, all’Anas e all’INFN e a tutti i soggetti interessati."

Strada dei PARCHI SPA"

 

Da qui la decisione di chiudere il traforo «per evitare di correre il rischio di incorrere in ulteriori contestazioni».