Il Paese che vogliamo: lavoro, innovazione, opportunità

19/06/2013 2219

Anticipato a luglio l’appuntamento con il 58 Congresso CNI

Al centro del Congresso il dibattito nazionale sulle problematiche che riguardano la crisi

Intervista al Presidente Marco Belardi - Ordine degli Ingegneri di Brescia

Si terrà a Brescia, dal 24 al 26 luglio, il 58° Congresso Nazionale degli Ingegneri. “Il Paese che vogliamo: lavoro, innovazione, opportunità” - questo il tema del tradizionale appuntamento del CNI – “un momento di confronto cruciale, in grado di dar vita non solo a stimoli o spunti, ma a idee pratiche e strumenti concreti, utili alla ripresa” – secondo Marco Belardi, padrone di casa e Presidente dell’Ordine di Brescia - "Brescia è la prima sede scelta dal Consiglio Nazionale attivo dal 2011, e non per caso.Vorremmo convincere il CNI e la categoria a ripensare la formula dell'appuntamento: il Congresso è infatti di breve durata e dovrebbe costituire il culmine del confronto. È la sintesi delle idee, la cui formazione non è mai fatto istantaneo. Il dibattito va avviato subito: utilizzando in modo efficiente le nuove forme di comunicazione disponibili per fornire idee, contributi e proposte ad un confronto dialettico il più aperto e ricco possibile.
La nascita di una piattaforma sul Web va in questa direzione: il sito diventerà un luogo di incontro per valorizzare le esperienze annuali evitando che, come accaduto fin qui, gli sforzi dell'ente organizzatore del singolo evento finiscano nell'oblio.
Mi aiuterò con un esempio concreto: ogni anno, l'Ordine che organizza il Congresso realizza un sito ad hoc per l'evento. Questo comporta il dover partire da zero ogni anno, avviando ex novo l'indicizzazione sui motori di ricerca e tutte le altre problematiche relative alla costruzione di un portale. Tutte cose che complicano la vita a chi organizza l'evento, non favoriscono l'utenza interessata e scoraggiano gli investimenti degli sponsor.
Vorrei che il congresso di Brescia costituisse l'occasione per lanciare un autentico network professionale e tracciare la nuova frontiera della categoria: fatta di idee forti e di condivisione, di un nuovo linguaggio che armonizzi le differenze e ci faccia diventare una forza sociale concreta piuttosto che una mera entità numerica, per quanto notevole".

Presidente, ritiene che il confronto previsto, in uno dei territori a maggiore concentrazione industriale d'Italia, possa essere uno stimolo anche per la ripresa?
Certo. L'analisi accurata della situazione deve portare a valutazioni utili all'indispensabile ripresa. È il momento di leggere il presente con oggettività e pragmatismo: per fare le scelte giuste e fare in modo che le facciano anche le generazioni future.
In questi giorni, come sempre in questo periodo, si leggono tante notizie sulle scelte universitarie dei nostri figli: la facoltà di ingegneria è ancora una tra le preferite come laurea anti-crisi in grado di garantire lavoro. Questo è certamente vero, ma non più per qualsiasi indirizzo. Credo che il confronto con interlocutori come l'Università ed il mondo economico sia indispensabile per creare i migliori percorsi di studio: quelli di cui il mercato sente la necessità e per cui genera domanda.
Il Congresso costituisce un momento di confronto cruciale, in grado di dar vita non solo a stimoli o spunti, ma a idee pratiche e strumenti concreti, utili alla ripresa.

Preparare un Congresso nazionale è uno sforzo organizzativo notevole. Come saranno coinvolte la città e le realtà bresciane e che apporto offriranno?
Lo sforzo è sicuramente importante. Per questo, oltre all'opportuno supporto organizzativo di alcune organizzazioni professionali, contiamo sulla massima sensibilità e coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà economiche e produttive locali. Mi aspetto che ognuno faccia del suo meglio per garantire un risultato all'altezza delle aspettative.

Se la ripresa e le idee anticrisi verranno discusse a Brescia, che esortazione vuole lanciare a indirizzo della città e al grande comparto industriale italiano?
Quella di portare avanti la nostra cultura d'impresa, la nostra visione lucida e la nostra convinzione che si possa lavorare per un mondo migliore. Dopotutto, credo che di fronte alla nostra brescianissima voglia di fare, non ci sia crisi che tenga.

 

Fonte: www.congressonazionaleingegneri.it