Verso una migliore regolamentazione dei controlli nelle costruzioni: riflessioni

DAL SERVIZIO TECNICO CENTRALE: NUOVI PROVVEDIMENTI PER LA SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI

Forse per il continuo susseguirsi di eventi tragici, che il settore delle costruzioni risulta in questi ultimi periodi quello oggetto di maggiore attenzione da parte di tutti i mezzi di comunicazione sia scritta che non, quasi a voler dimostrare che la precarietà delle costruzioni è dovuta anche ad una grave carenza legislativa in quest’ambito.

In realtà tutti gli studi sui dissesti degli edifici portano alla conclusione che la maggioranza delle costruzioni crolla per errori umani in sede di progettazione e/o costruzione ed in misura poco rilevante per prescrizioni normative carenti. 

La sicurezza delle costruzioni deriva infatti dalla qualità dei materiali e dalle procedure per la garanzia della qualità adottate in fase progettuale e di realizzazione.

Possiamo quindi affermare che il percorso normativo nel nostro Paese è stato articolato, complesso ed estremamente avanzato, partendo dalle prime norme del 1907:

tabella-normativa-italiana-costruzioni.jpg 

Come si vede, l’evoluzione normativa ha avuto tre grandi capitoli, a distanza di circa 30 anni uno dall’altro: 1907, 1939, 1971 e 2005-2018.

Dal precedente quadro cronologico, richiamiamo la Legge 1086/71 poichè seguita ancora oggi quale importante riferimento per le opere in c.a.  c.a.p.  e acciaio, cercando quindi di conoscere le modalità evolutive delle costruzioni durante questi ultimi cinquant’anni.

Abbiamo assistito ad un’alternanza di cicli nel settore delle costruzioni, frammezzati da altri che, per il notevole quantitativo di costruzioni realizzate, sono stati definiti periodi di Boom dell’edilizia.

Tutto questo, ci ha portati ad assistere ad una grande numero di opere costituite da fabbricati, porti, aeroporti, strade e autostrade, ponti, ferrovie, dighe ecc, soprattutto nel periodo intorno agli anni 60 e 70.

Non è quindi casuale se il settore delle costruzioni ha concorso in passato in termini importanti al valore del P.I.L. del nostro Paese. Oggi invece il settore, caratterizzato da un basso livello di produttività e da una carenza di risorse, pesa intorno al 7-8% in termini di PIL, ben sotto la media europea. 

Ricordando che l’Italia è il Paese con il più importante patrimonio immobiliare esistente, va purtroppo segnalato che questa grande ed importante crescita delle costruzioni, ha trascinato al suo interno un’altra crescita scellerata ovvero:

  1. Realizzazione di costruzioni senza rispetto del territorio 
  2. Contestuale passaggio dal costruire nel rispetto delle regole all’abusivismo spesso condonato dai governi
  3. Attività costruttiva finalizzata unicamente al lucro, spesso ai confini della legittimità, a spese della sicurezza delle opere e del rispetto del territorio.

Arriviamo così in periodi più recenti a vivere in un Paese che riesce a distinguersi per il dissesto idrogeologico, frane, smottamenti, alluvioni, costruzioni con cedimenti strutturali o interamente crollate e così via, il tutto con conseguenze tragiche, con un importante numero di vittime innocenti.

Dobbiamo inevitabilmente riconoscere che la grande confusione in essere da tanti, troppi anni, nata spesso da innaturali commistioni e intrecci tra pubblico e privato, da una irresponsabilità sempre più estesa, speculazioni e facili guadagni con origini illecite, una superburocratizzazione esasperante ed esasperata, ci pone di fronte al continuo ed inesorabile procedere di un Sistema che ha condotto l’Italia a diventare un Paese che si basa sull’incertezza, dove l’Operaio e l’Imprenditore si trovano nell’impossibilità di fare previsioni e programmare i propri investimenti non solo a lunga scadenza, bensì anche nell’immediato.

Alla base e all’origine di tutto ciò l’inefficienza e la corruzione; una gigantesca tassa occulta che impoverisce l’intero paese su tutti i fronti, fa perdere credibilità all’economia, l’immagine all’estero si frantuma, con una diminuzione degli investimenti diretti. 

Il risultato maggiormente dannoso e pericoloso, è la realizzazione di opere con gravi difetti e scarsa qualità, insicure, e costi di costruzione superiori rispetto ad altri Paesi Europei.

Ebbene, nonostante questo stato di cose, c’è chi, con un comportamento onesto e corretto, superando difficoltà ed ostacoli, è riuscito a giungere all’obbiettivo che si era prefissato, con decisioni importanti quanto innovative, indirizzate a revisionare e riorganizzare il settore delle costruzioni nella sua interezza.

E’ lecito chiederci chi siano e dove troviamo queste rarità. Una prima risposta ci viene data dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un Organismo importante che opera all’interno del Ministero Infrastrutture e dei Trasporti, con una precisa serie di mansioni, finalizzate alla sicurezza delle costruzioni pubbliche e private, tra cui:

  • Elaborazione di Norme tecniche, Circolari e Linee guida
  • Aggiornamento di Capitolati speciali tipo relativa all’edilizia ed alle opere marittime
  • Organismo di rappresentanza del M.II.TT. in ambito Europeo, per l’attuazione della Direttiva 89/106 sui prodotti e materiali da costruzione, oggi sostituita dal Regolamento UE 305
  • Non per ultimo d’importanza, l’abilitazione del Laboratori di prova dei materiali strutturali e di geotecnica su terreni e rocce, riconosciuti con apposito Decreto Ministeriale con attività di pubblica utilità

A proposito di quest’ultima mansione, secondo quanto stabilito all’art.111 (comma 1bis) del Codice degli Appalti, il S.T.C. ha avviato un percorso complesso finalizzato ad elaborare un prezzario delle attività dei Laboratori di prova non soggette a ribasso, riconoscendone quindi i valori qualitativi e professionali dei Laboratori stessi, e le ricadute del loro operato sulla sicurezza.

Da evidenziare la procedura adottata dal S.T.C. per elaborare questo importante documento innovativo, attraverso l’adozione di criteri di correttezza, di trasparenza e di logica, con priorità assoluta al concetto di semplificazione, concetto che si contrappone a quello di burocratizzazione, nell’ottica generale di dare la giusta importanza ai controlli sulle costruzioni da parte dei laboratori, con le connesse responsabilità che ricadranno su tutta la filiera.

Ci si augura pertanto che questo documento venga utilizzato anche per tutte le costruzioni, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso pubblico o privato, in quanto costituirà un importante tassello a favore di una migliore garanzia del livello di sicurezza delle costruzioni che, come già accennato, comprende anche le varie responsabilità a carico di ogni singolo Addetto ai lavori ovvero: Stazione Appaltante, Proprietà, Progettista, RUP, Costruttore, Laboratorio di controllo tecnico e Collaudatore.

Ritengo che Cittadini, Professionisti, Imprenditori e Fornitori di materiali, confidino che sforzi e impegni di tale importanza condotti da parte del S.T.C., non vengano vanificati ma siano riconosciuti, supportati e confortati dal contributo propositivo che assumeranno, speriamo nel breve, i Politici incaricati e preposti a governare il nostro Paese, anteponendo questi argomenti alle continue e innumerevoli discussioni scarse e/o prive di importanti contenuti, tralasciando altresì le campagne elettorali condotte con abituale continuità.  

In conclusione, che ognuno si impegni a rispettare il lavoro che è chiamato a svolgere con serietà, per una rapida ripresa dell’Economia Italiana e poter confidare in costruzioni durature e sicure.

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