Sicurezza sismica e terremoti: la Fondazione Eucentre centro di riferimento internazionale

Dal simulatore mobile, alle prove sugli elementi non strutturali, fino alla sperimentazione ibrida: le nuove frontiere dell’ingegneria sismica

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Fondazione Eucentre promuove e sviluppa la ricerca e la formazione nel campo della riduzione del rischio, in particolare quello sismico. Nei laboratori della Fondazione Eucentre a Pavia, oltre un centinaio di ricercatori, tra dipendenti e consulenti, studiano gli effetti degli eventi sismici su edifici e infrastrutture. Un'attività che prosegue dal 2003, quando Eucentre - oggi ente di ricerca no-profit - nacque su iniziativa del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, dell’Università degli Studi di Pavia, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dalla Scuola Universitaria Superiore di Pavia (IUSS).

«Fondazione Eucentre è nata con la prospettiva di creare un centro di riferimento internazionale per comprendere i fenomeni che stanno alla base della vulnerabilità degli edifici», ha detto il presidente della Fondazione Riccardo Pietrabissa, intervistato da Ingenio in occasione della cena di gala del quinto seminario internazionale “Nigel Priestley” (co-fondatore della ROSE School, scuola di alta formazione in ingegneria sismica e sismologia avviata dallo IUSS nel 2001).

>>> Guarda la videointervista a Riccardo Pietrabissa, presidente Fondazione Eucentre

L’evento si è tenuto al Collegio Riboldi a Pavia il 23 e 24 maggio scorsi e ha visto la partecipazione degli studenti di master e dottorato in “Ingegneria sismica e sismologia” e “Rischi idrologici, meteorologici, geologici, chimici e ambientali” dello IUSS che hanno avuto l’opportunità di presentare e discutere i loro lavori di ricerca a un pubblico di esperti internazionali.

«Negli ultimi anni Eucentre ha cominciato ad allargare il suo spettro di competenze focalizzandosi anche sullo studio degli elementi non strutturali di un edificio che sono considerati gli aspetti più critici nel collasso degli edifici - ha continuato Pietrabissa - pensiamo agli impianti, ai serramenti, alle facciate o ai contenuti di valore all’interno degli edifici, ad esempio negli ospedali o nei musei».

Proprio al tema degli elementi non strutturali è stato dedicato l’evento “The 4th International Workshop on Seismic Performance of Non-Structural Elements (SPONSE)”, che si è svolto sempre presso il Collegio Riboldi il 22 e 23 maggio e che ha richiamato circa cento esperti provenienti da diversi paesi (tra cui USA, Cina, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Messico) per condividere esperienze e discutere sullo stato attuale delle conoscenze relative alla prestazione sismica degli elementi non strutturali. Ad esempio, per quanto riguarda le murature «sono stati presentati diversi lavori come lo sviluppo di tamponature in muratura a bassa danneggiabilità che sfruttano giunti di scorrimento o di dilatazione - ha detto il professore Guido Magenes, Ordinario di Tecnica delle Costruzioni dell’Università degli Studi di Pavia e Scientific Advisor della Fondazione Eucentre - si tratta di tamponature che hanno ottime performance nel caso in cui l’edificio venga colpito da una scossa sismica, sia per quel che riguarda il cosiddetto stato limite del danno, che per la sicurezza ultima nei confronti del collasso e della protezione della vita».

Tra le numerose attività di Eucentre c’è anche la sperimentazione ibrida. Come ha spiegato il professore Alberto Pavese è «una simulazione a metà tra una prova sperimentale e una modellazione numerica. In sostanza, una parte dell’elemento strutturale che si vuole analizzare, viene studiato sia all’interno di un computer sia in una macchina di prova in laboratorio. Questi due mondi, quello sperimentale e quello numerico, interagiscono tra loro e questo consente di fare prove in parte virtuali e in parte reali dando la possibilità di testare strutture molto grandi, come ad esempio i ponti».

Fondazione Eucentre, i prossimi obiettivi

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«Recentemente abbiamo finito di realizzare una piattaforma sismica a sei gradi di libertà - ha spiegato il presidente Pietrabissa - un progetto molto ambizioso sul quale prevediamo nei prossimi due anni di costruire un’ulteriore piattaforma sovrastante per riuscire a simulare quello che avviene in un piano alto di un edificio. Inoltre abbiamo cominciato a testare il laboratorio mobile, un camion in grado di simulare la potenza di un terremoto, da usare per gli edifici esistenti “on site”». 

Come precisato dal professore Gian Michele Calvi del dipartimento Tecniche sperimentali di Eucentre e professore della Scuola Universitaria Superiore di Pavia «il laboratorio mobile esterno si sposta assieme ad altri quattro mezzi: uno trasporta la potenza idraulica ed è in grado di produrre un flusso di olio fino a seimila litri al minuto e quindi di alimentare qualsiasi tipo di laboratorio, quando è indipendente può alimentare una tavola mobile montata su un camion della grandezza di cinque metri per due e mezzo».

>>> Guarda le videointerviste realizzate a Fondazione Eucentre in occasione del V seminario internazionale “Nigel Priestley”