L’acqua protagonista alla Casa dell'Architettura: numeri, modelli di sviluppo, scenari per il futuro

Acqua, territorio e ambiente costruito, innovazione e resilienza

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In un mondo che vede il settore delle costruzioni in forte rallentamento, il mercato dell’acqua continua a mostrare invece un forte potenziale di sviluppo: dati, riflessioni e scenari per il futuro, intorno al tema dell’acqua, saranno al centro del convegno - organizzato dal CRESME in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e H2O - “Acqua, territorio e ambiente costruito, innovazione e resilienza”.

>>> Appuntamento domani 14 giugno alle 9,30 presso la Casa dell’Architettura di Roma.

L’acqua è protagonista del territorio, della città, dell’edificio” afferma Chiara Tonelli, coordinatore scientifico dell’evento. “Questa iniziativa sarà l’occasione per illustrare i vari livelli in cui l’acqua interviene, dalla sua gestione al suo utilizzo, dall’edilizia ai waterfront. L’uomo da sempre è impegnato nella ricerca di nuovi scenari in cui l’acqua sia requisito minimo per la sopravvivenza” aggiunge Tonelli: “dal suo ritrovamento su Marte al tentativo di portarla sulla Luna, è necessario continuare ad investire su questi studi, percorrere queste ipotesi aiuta a portare soluzioni nel mondo dell’abitare e nelle zone desertiche. Al contempo è però sorprendente che l’uomo nel passato recente non abbia messo tra le sue priorità la salvaguardia delle risorse idriche esistenti e la manutenzione delle infrastrutture. Fortunatamente qualcosa oggi si sta muovendo”: crescono, infatti, gli investimenti programmati dai gestori del Servizio Idrico Integrato (SII).

Secondo l’ultima stima CRESME, l’output delle costruzioni nel settore idrico nel 2018 è aumentato del 1,5% rispetto al 2017 e si prevede che questo trend positivo sia confermato nel medio termine. A sostegno di questo scenario c’è anche l’ultimo report annuale di ARERA: per il periodo 2016-2019, infatti, gli investimenti pianificati da un campione di gestori del SII ammontano a 11 miliardi di euro.

Interventi necessari, visto che l’infrastruttura idrica continua ad invecchiare e il problema delle perdite della rete idrica è assai lontano dall’essere risolto. A livello mondiale il 30% dei prelievi di acqua va sprecato a causa delle perdite di rete. A Londra la quota di perdite è del 25%, in Norvegia la quota sale al 32% ma in Italia è ancora più alta, secondo gli ultimi dati disponibili (ISTAT, Censimento delle acque per uso civile 2015) supera il 38% (perdite idriche reali) e la situazione va peggiorando. Il dato non stupisce, se si considera che la rete italiana degli acquedotti è vecchia: su un’estensione complessiva di 337.453 km, quasi 75.000 km hanno più di 50 anni, altri 121.483 hanno tra i 30 e i 50 anni. L’infrastruttura andrebbe cambiata, ma in Italia il 92% degli interventi sono per far fronte all’emergenza. Si calcola che se dovessimo sostituire la rete più obsoleta (sopra i 50 anni), impiegheremmo 52 anni. E nel frattempo anche la restante parte sarebbe da sostituire.

La principale fonte di finanziamento degli investimenti nel settore idrico (80% circa) proviene dalle tariffe applicate agli utenti che tra il 2012 e il 2019 sono cresciute, in media, del 2,7% annuo pur rimanendo tra le più basse d’Europa. La restante parte (20% circa) proviene da contributi pubblici. Il nuovo periodo regolatorio 2020-2023 rappresenta l’occasione per accelerare gli investimenti nel settore idrico con positive ricadute economiche che avranno certamente un forte impatto sul mercato delle costruzioni.

Il mercato dell’acqua, le criticità, forme e modelli di gestione, le misurazioni e le soluzioni tecnologiche più avanzate saranno analizzate nell’ambito dell’iniziativa alla Casa dell’Architettura, all’interno di quattro sezioni tematiche dedicate al rapporto tra ACQUA e AMBIENTE, CITTÀ, EDIFICIO E IMPIANTO che vedranno coinvolti relatori italiani e internazionali operanti nel mondo della tecnologia, della gestione, della progettazione e della politica.

Il programma a questo LINK