Sicurezza e progettazione antisismica delle scaffalature metalliche

Un riepilogo del quadro generale delle leggi e delle norme tecniche che guidano la progettazione di scaffalature sicure in zona sismica. L’adeguamento delle scaffalature esistenti ai nuovi criteri di sicurezza e le linee guida per la valutazione della sicurezza dopo il terremoto.

I drammatici e importanti eventi sismici verificatisi in Emilia Romagna lo scorso anno, hanno riportato nuovamente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il problema della sicurezza delle costruzioni in aree soggette ai terremoti. La novità rispetto alle tragiche conseguenze del sisma che aveva colpito la città de L’Aquila quattro anni fa, questa volta è consistita nel fatto che in buona parte le zone interessate sono caratterizzate da diffuse attività produttive ed i riflettori sono stati puntati non solo sugli edifici storici nei centri abitati, ma anche sulle strutture più “moderne” e di recente costruzione quali gli edifici industriali, logistici e di immagazzinaggio. Questi edifici sono costituiti in gran parte da strutture in cemento armato prefabbricate ed “autoportanti”, dalle quali ci si sarebbero aspettate prestazioni migliori. In particolare, l’interesse si è rivolto anche a quelle strutture metalliche la cui importanza statica è spesso sottovalutata, in quanto considerate “solo” attrezzature di lavoro, quali le scaffalature industriali. Si tratta, invece, di strutture vere e proprie, anche se molto particolari, che sopportano carichi verticali elevati a fronte di una massa strutturale propria quasi trascurabile, essendo realizzate con profili sottili e in gran parte forati (mediamente il peso proprio della scaffalatura è inferiore al 5% del carico di progetto). La definitiva entrata in vigore del DM2008, nel luglio 2009, ovvero circa un anno dopo la sua prima pubblicazione, ha ufficialmente sancito il principio che tutto il territorio italiano è zona soggetta a terremoti, anche se di diversa tipologia ed intensità; pertanto la Legge vigente in Italia obbliga sempre a considerare il rischio sismico nella progettazione degli edifici e delle opere strutturali in generale. Parallelamente, in questi ultimi anni si è assistito ad un incremento della richiesta di “sicurezza” sotto tutti i punti di vista e le figure responsabili della sicurezza negli ambienti di lavoro devono essere sempre più specializzate rispetto ai diversi ambiti inerenti le attività svolte. Per le scaffalature, insieme alle norme per la progettazione, è stata scritta una norma dedicata all’installazione, uso e manutenzione dei componenti proprio per guidare ed agevolare il compito della figura preposta a garantire la sicurezza delle operazioni di lavoro relative alle scaffalature. Poiché la stabilità delle scaffalature e delle merci che esse supporta-no dipende da numerosi fattori non tutti identificabili in modo deterministico - quali il tipo di materiale di cui sono costituiti i pallet, la finitura superficiale delle travi di supporto, le condizioni ambientali del magazzino, l’effettivo peso delle singole unità di carico ed il grado di riempimento della scaffalatura nel momento in cui si verifica l’evento sismico – è quasi impossibile garantire la sicurezza assoluta delle scaffalature rispetto al terremoto, tuttavia molto si può ancora fare per migliorare il mutuo scambio di informazioni tra cliente/proprietario ed il produttore/fornitore al fine di realizzare un’installazione il più possibile rispondente alle reali necessità e condizioni d’uso, garantendo ben precise prestazioni in termini di capacità portante e minimizzando i rischi di caduta delle merci in condizioni dinamiche. L’Associazione ACAI-CISI, da anni promotrice e parte attiva nei settori di ricerca e sviluppo delle tecnologie, metodi di calcolo e nelle attività normative nazionali ed internazionali inerenti le scaffalature, ha deciso di prendere ufficialmente posizione sul mercato diffondendo un documento [1] nel quale vengono espressi i principi basilari della progettazione sicura delle scaffalature. Alla base del documento vi è la convinzione che, anche se le scaffalature metalliche pesanti non sono espressamente citate nella Legge italiana in vigore per le costruzioni, esse sono comunque strutture di rilevante impegno statico, sono utilizzate in ambienti di lavoro e devono pertanto essere realizzate e commercializzate come prodotti sicuri in relazione al loro uso, compresa la sicurezza in condizioni sismiche.

Articolo tratto da Costruzioni Metalliche n. 2 - 2013