Riscaldare gli edifici industriali con i sistemi radianti a pavimento

La classificazione catastale degli immobili industriali

Il modello del capannone industriale nasce dal sistema produttivo italiano che, mentre nell’Ottocento era basato su affascinanti e monumentali opifici, poi diventati grandi fabbriche cittadine con migliaia di dipendenti, attualmente prevede piccoli e medi complessi produttivi disposti in specifiche lottizzazioni al di fuori dell’abitato. A livello legislativo, la posizione delle aree industriale, è stabilita dal P.U.C. - Piano Urbanistico Comunale, mentre è il P.I.P. - Piano per gli Insediamenti Produttivi - lo strumento che attua le previsioni del piano regolatore e contiene le informazioni quantitative per la progettazione dei fabbricati e la dotazione di aree e servizi.

Dopo la Germania, l’Italia è il paese Europeo con la più elevata quota di immobili classificati ‘industriali’. Solo in parte questi edifici sono in grado di rispondere alle esigenze produttive dell’industria moderna, che richiede spesso una flessibilità e una commistione di attività che poco si sposano con una rigida classificazione monofunzionale. Oggi attività produttiva, commerciale e i servizi associati richiedono spazi in grado di rispondere a molteplici esigenze in maniera integrata: l’efficace insediamento di macchinari e persone, la connessione alle reti, la circolazione dei materiali, ‎il comfort, un’agevole manutenibilità, il contenimento dei consumi, la capacità di assolvere a una funzione di immagine e rappresentanza.

Nella classificazione del catasto, gli immobili industriali sono divisi, in relazione alla destinazione d’uso, nelle seguenti categorie: 

  • C2: magazzino;
  • C3: laboratorio artigianale;
  • D1: opificio;
  • D7: fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industriale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni.

Alle categorie catastali degli immobili destinati all’esercizio dell’attività produttiva corrispondono diverse tipologie edilizie con caratteristiche molto differenti tra loro. Infatti, di pari passo con la trasformazione dell’industria e dei sistemi produttivi, negli ultimi anni anche gli spazi per la produzione sono stati realizzati con logiche differenti per rispondere in modo sempre più adeguato alle esigenze di comfort ambientale, sicurezza, flessibilità degli spazi interni, manutenibilità degli impianti e immagine dell’azienda.

Le tipologie edilizie italiane industriali più frequenti sono il capannone industriale, l’edificio industriale avanzato, la piattaforma logistica (magazzino con struttura a travi e pilastri prefabbricata) e il laboratorio artigianale.

Riscaldare e raffrescare gli edifici industriali

La scelta del tipo di impianto di riscaldamento in un edificio industriale si basa essenzialmente su considerazioni di ordine economico e di comfort. La riduzione dei consumi energetici rappresenta un aspetto fondamentale per un buon impianto di riscaldamento sia per gli evidenti risparmi economici che ne derivano che per una corretta politica ambientale. Altro fattore estremamente importante in un impianto di riscaldamento per edifici industriali è il livello di comfort che si vuole ottenere per poter lavorare in ambienti liberi da ingombri, privi di movimenti di aria e di polvere.

Riscaldamento radiante a pavimento negli edifici industriali

Il riscaldamento a pavimento è il mezzo più efficace ed energeticamente più valido per riscaldare magazzini e capannoni con grandi altezze poiché la diffusione del calore per irraggiamento permette di riscaldare ad altezza d’uomo. Oltre al massimo comfort, nel settore industriale si ottengono risultati eccezionali in termini di consumi energetici, con risparmi che possono arrivare anche al 50% rispetto ad un impianto ad aria. L’uniformità delle temperature assicura una sensazione di benessere e consente di mantenere l’impianto a una temperatura di gestione molto bassa.

Il sistema di riscaldamento per edifici industriali viene integrato a scomparsa nella struttura del pavimento in modo da offrire la massima libertà di distribuzione e utilizzo degli spazi. Il sistema a bassa temperatura si adatta all'utilizzo di fonti di energia rinnovabile ed è estremamente efficiente dal punto di vista energetico. Ciò consente di ridurre i costi operativi durante tutta la vita dell'impianto.

L’impianto di riscaldamento a pavimento industriale è ideale per qualsiasi tipo di attività: non ha nessuna controindicazione per questioni antincendio, in quanto non ci sono componenti infiammabili e nessun macchinario od organo ad alta temperatura.

sistema-radiante-edificio-industriale_uponor.jpg Sistema radiante per edifici industriali. Fonte: Uponor

Le tipologie di sistemi radianti industriali

La tipologia più utilizzata nei sistemi radianti industriale è rappresentata di seguito in figura. Il sistema è composto da una barra di ancoraggio delle tubazioni.

sistema-radiante-edificio-industriale_particolare-costruttivo.jpgSistema radiante per edifici industriali con e senza isolante

Vi sono poi in commercio sistemi speciali brevettati. Un esempio è riportato di seguito in figura: la tubazione viene vincolata mediante particolari clip ad una struttura metallica composta da tralicci e rete elettrosaldata.

sistema-radiante-per-edifici-industriali_eurotherm.jpg Sistema radiante per edifici industriali. Fonte: Eurotherm

Lo spessore del massetto deve essere indicato dal progettista strutturale in funzione dei sovraccarichi massimi e distribuiti e in funzione degli ancoraggi e della presenza di eventuali scaffalature o attrezzature.

L’isolante nei sistemi industriali 

Per la realizzazione di un impianto di riscaldamento a pavimento di tipo industriale spesso ci si pone la domanda se sia opportuno realizzare l’isolamento termico della pavimentazione, oppure se sia preferibile installare l’impianto senza isolamento. Tale scelta dovrà essere determinata da una serie di fattori di natura tecnica ed economica da verificare di volta in volta di fronte ad un caso specifico.

sistemi-radianti-edifici-industriale_rdz.jpg Sistema radiante per edifici industriali. Fonte: RDZ

Aspetti positivi dell’isolamento verso il basso:

  • Diminuzione delle dispersioni di calore verso il terreno
  • Maggiore velocità di messa a regime dell’impianto (minore inerzia)

Aspetti negativi dell’isolamento verso il basso:

  • Riduzione della resistenza meccanica delle pavimentazioni
  • Maggiori costi di realizzazione degli impianti.

Risulta del tutto evidente che l’isolamento termico della pavimentazione riscaldante rispetto al terreno comporta una riduzione dei costi di gestione: è opportuno tuttavia valutare l’entità di tale riduzione al fine di determinarne la reale convenienza economica.

In generale se la temperatura ambiente di progetto è superiore ai 17-18°C o se la falda d’acqua sotterranea è ad una profondità inferiore ai 2 metri è sempre consigliato isolare verso il basso.

Al di là di considerazioni puramente economiche la scelta di realizzare l’isolamento e le sue caratteristiche è determinata anche dagli aspetti meccanici: il tipo di attività lavorativa potrebbe richiedere resistenze meccaniche della pavimentazione non sempre compatibili con l’inserimento di uno strato isolante di tipo comprimibile.

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