Dighe, quante novità: nuovo Piano Invasi e assegnazione prima parte in Gazzetta Ufficiale. Tutte le opere

MIT: via libera all’intesa con Regioni, Anci e Upi che conclude il processo di concertazione, avviato lo scorso febbraio, per individuare gli indicatori di valutazione delle azioni e i criteri di ripartizione delle risorse ai fini della predisposizione degli ulteriori stralci del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico

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Piano Invasi: la prima parte

Novità di rilievo nel settore idrico e delle dighe. Partiamo dalla recente pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del DPCM del 17 aprile 2019 relativo all'Adozione del primo stralcio del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico - sezione "Invasi".

Questo decreto punta a velocizzare la programmazione e la realizzazione degli interventi per la mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità e promuovere il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche. In totale parliamo di 260 milioni di investimento, con 57 interventi previsti, di cui 30 a valere sui 200 milioni previsti dalla Legge di Bilancio 2018 (prima lista completa degli interventi sezione idrico - sezione Invasi) e 27 a valere sui 60 milioni stanziati dalla Manovra 2019 (seconda lista completa degli interventi).

Il Mit deve quindi stipulare delle convenzioni con i soggetti attuatori, dando priorità ai progetti immediatamente cantierabili, come ad esempio:

  • l'Ato 5 di Ascoli Piceno, nelle Marche, per un importo di 27 milioni;
    i 20 milioni destinati ai lavori di adeguamento dello sbarramento antisale alla foce dell'Adige con bacinizzazione del fiume per il contenimento dell'acqua dolce a monte in Veneto;
    le opere di adduzione primaria dal serbatoio sul fiume Chiascio in Umbria (17,2 milioni di euro);
  • Cassa di espansione Baganza (Parma), cofinanziata per 6 milioni di euro su 61 di costo totale, proteggerà la città dalle inondazioni dell’omonimo torrente
  • una nuova diga in Molise destinata a contenere le piene è prevista in Molise, finanziata con 30 milioni di euro
  • la diga di Lentini in Sicilia, per cui vengono finanziati 1,8 milioni di euro per i lavori di sistemazione del paramento di valle che contribuiscono alla sicurezza complessiva, anche dall’erosione delle piogge

Altri interventi hanno, invece, la funzione di alimentare territori importanti dal punto di vista agricolo o densamente abitati e, quindi, con un rilevante fabbisogno in termini di acqua potabile.

Piano Invasi - parte II: altri 540 milioni in arrivo!

Con un ulteriore decreto del MIT di prossima firma, verrà adottato un documento contenente appunto gli indicatori di valutazione e criteri di ripartizione delle risorse finanziarie pari a 540 milioni di euro (secondo step Piano Invasi, altre dighe, altri progetti, altre possibilità).

Il sistema di valutazione permetterà di individuare, all’interno di ciascuno dei sette distretti, un novero di opere prioritarie finalizzate agli obiettivi del Piano nazionale, consistenti nella mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità e nel potenziamento delle infrastrutture idriche. Inoltre, gli indicatori saranno anche in grado di misurare la coerenza con la pianificazione di bacino e assicurare la sinergia tra misure dirette agli invasi e azioni di miglioramento della rete idropotabile.

I criteri di ripartizione delle risorse sono stati invece elaborati con lo scopo di assicurare a ciascun distretto, diversamente caratterizzato da fabbisogni idrici e quantità di opere in esercizio, risorse finanziarie con cui promuovere la realizzazione di interventi strategici nel settore dell’acqua.

Basati sia sulla domanda di risorsa idrica – che a sua volta tiene conto del consumo di acqua ripartito tra industria (21,30%), idropotabile (22,50%) e agricoltura (56,20%) – sia sulla domanda di infrastruttura idrica, calcolata sul numero di grandi dighe e sulla quantità di metri cubi di acqua invasata a scopo irriguo e potabile, i criteri suddivideranno i 540 milioni di euro tra le sette Autorità di distretto.