Mobilità
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Ritorna la conferenza dedicata all'accessibilità e alla mobilità verticale meccanizzata nel costruito

Gli ascensori sono ancora considerati dai progettisti come dei “corpi estranei”, da aggiungere alla pianta di un edificio, con un semplice segno grafico che ne indichi la presenza: un quadrato e una x. L’inserimento di un ascensore all’interno di un organismo edilizio è invece un’opportunità progettuale importante per la valorizzazione dell’architettura e dei suoi spazi distribuitivi.

Abbattere le barriere archittoniche. Progettare spazi accessibili

Progettare spazi accessibili significa garantirne la fruizione da parte delle persone che li vivono, singolarmente o in relazione tra loro; persone tra loro diverse per condizioni fisiche o psicologiche.

Alcune leggi fondamentali hanno introdotto nel corso degli ultimi decenni l’obbligo di rendere spazi ed edifici pubblici e privati accessibili, ponendo quindi particolare attenzione alla mobilità.
L’Italia, nella sua Costituzione, tratta il tema della disabilità e fin dagli anni del dopoguerra si impegna attivamente nel dibattito internazionale sull’inclusione sociale seppur in un contesto non sempre altrettanto avanzato; è del 1989 la prima legge italiana in materia di abbattimento delle barriere architettoniche su cui si fondano gli articolati strumenti legislativi attuali per una concreta accessibilità di beni, spazi e servizi. Tra le tante questioni al centro del progetto d’architettura centrale è il tema dei percorsi e del raccordo delle quote diverse; un tema che trova spesso soluzione solo tramite l’utilizzo di sistemi meccanici di sollevamento (ascensore, piattaforma elevatrice, servoscala).

Il ruolo dei sistemi meccanici di sollevamento

Per dare un’idea della dimensione del fenomeno legato a questa conquista tecnologica, si consideri che solo in Italia sono in funzione quasi un milione di impianti di ascensori e, stando alle statistiche, non sarebbero ancora abbastanza. Infatti, solo per citare l’esempio del settore residenziale, il Dpr 286/89 impone la presenza di un impianto elevatore per ogni nuovo edificio residenziale con più di tre livelli fuori terra (dpr 236/89). Nonostante questo, solo nel 40% circa degli edifici residenziali esistenti con 4 piani è presente un ascensore (Istat 2011), con una carenza di circa 800 mila impianti.
Questi numeri sottolineano quanto il settore della mobilità meccanizzata sia ancora, non solo fertile in termini numerici, ma anche alla costante ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e progettuali, soprattutto per la trasformazione del patrimonio edilizio esistente.

Ascensore un'opportunità progettuale, oltre il segno grafico 

Tuttavia, trattandosi di macchine, nonostante la loro larghissima diffusione, gli ascensori vengono ancora considerati dai progettisti degli edifici come dei “corpi estranei”, da aggiungere alla pianta di un edificio ad un certo punto non ben specificato della definizione del progetto, con un semplice segno grafico che ne indichi la presenza: un quadrato e una x. In realtà, l’inserimento di un ascensore (o di un’altra soluzione per l’accessibilità) all’interno di un organismo edilizio è un’opportunità progettuale importante per la valorizzazione dell’architettura e dei suoi spazi distributivi, dando un significato all’esperienza di movimento che i passeggeri-utenti-abitanti fanno quotidianamente.

Il cluster Accessibilità Ambientale di SIdTA di recente formazione abbraccia i temi già portati avanti da un gruppo di lavoro dell’Università Iuav di Venezia che si adopera dal 2013 per cercare di evidenziare la necessità per progettisti e architetti di andare oltre quel semplice segno grafico, il quadrato e la x, per comprendere il ruolo fondamentale che i dispositivi e le soluzioni tecnologiche per l’accessibilità hanno nella definizione di un progetto di Architettura.

4° conferenza “Oltre il Quadrato e la X. Mobilità verticale per l’accessibilità”, al via la call for paper

Da questa intenzione deriva l’organizzazione, con cadenza biennale, della conferenza intitolata appunto “Oltre il Quadrato e la X. Mobilità verticale per l’accessibilità” giunta quest’anno alla quarta edizione.

La call for paper per la quarta edizione di “Oltre il Quadrato e la X” è bandita per selezionare, raccogliere e pubblicare contributi al fine di definire un quadro completo e articolato su ricerca, soluzioni innovative, avanzamenti tecnologici e casi studio rappresentativi di best practice riguardanti l’accessibilità, i sistemi di sollevamento per persone e cose e l’Universal design.

>>> Maggiori informazione sulla call for paper a questo LINK


Evento promosso da:
SidTA – Società Italiana della Tecnologia dell’Architettura
Cluster Accessibilità Ambientale
Università Iuav di Venezia

Curatore scientifico:
professor Dario Trabucco

INGENIO sarà Media Partner dell'evento

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