Esperienze BIM per il futuro delle Infrastrutture

Perego (One Team): Lo scenario è destinato a cambiare, il "BIM Orizzontale" avrà importanti sviluppi futuri

Un confronto a più voci sulla metodologia BIM applicata alla progettazione e alla realizzazione di opere come strade e ferrovie, ma anche l’occasione per definire il livello di diffusione del Building Information Modeling nel campo delle infrastrutture lineari.

Questo in sintesi l’obiettivo del seminario «Esperienze BIM per il futuro delle infrastrutture - La tecnologia al servizio della sicurezza» organizzato da NORD_ING, società del Gruppo FNM operante nel settore dell’ingegneria e dei trasporti, in collaborazione con One Team, azienda specializzata nei servizi di consulenza per la progettazione.

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«Questo è uno dei pochi convegni dedicato espressamente al cosidetto BIM orizzontale - ha spiegato Riccardo Perego, CEO di One Team - con l’entrata in vigore del Decreto Baratono che disciplina l’obbligo di bandire gare d’appalto e progettare le opere con il BIM, è un tema che si svilupperà molto nei prossimi mesi e anni».

Seminario "Esperienze Bim per il futuro delle infrastrutture - La tecnologia al servizio della sicurezza": il videoservizio dell'evento 
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La diffusione del BIM

Come sottolineato durante il seminario, secondo le ultime statistiche, dal 2015 al 2019 la diffusione dei progetti in BIM nei Paesi industrializzati è passata dal 25 al 65 per cento circa. Secondo i sondaggi oltre i due terzi degli utilizzatori dichiarano di averne tratto guadagno, mentre coloro che sostengono di averci perso sono meno del 5 per cento. Guardando all’Italia invece, la maggioranza delle gare è ancora concentrata sugli edifici e come evidenziato dai dati del rapporto Oice 2018, il 92,5 per cento del totale dei bandi ha riguardato interventi per opere puntuali. Nel dettaglio, dal 2017 al 2018 si è passati da 83 bandi a 268 ma, mentre nel 2017 l’82 per cento erano solo gare di progettazione, oggi questa percentuale è scesa al 46.

«Negli ultimi tre anni One Team ha sviluppato circa 200 progetti di introduzione al BIM nelle aziende tra verticale, orizzontale e BIM for manufacturing (la produzione di componenti per l’edilizia) - ha continuato Perego - e abbiamo rilevato che il settore che sta crescendo è proprio quello orizzontale, dunque è chiaro che la grande committenza pubblica, con l’obbligo del Decreto 560/2017, sta muovendo le proprie pedine, per questo prevediamo una crescita costante e sistematica in questo settore».
>>> QUI la video intervista a Riccardo Perego

Innovazione tecnologica e BIM per le infrastrutture in Ferrovienord

Dopo i saluti istituzionali dell’onorevole Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e del presidente di NORD_ING, Emanuele Poretti, la parola è passata a Paolo Nozza, a capo di Ferrovienord, la concessionaria della rete ferroviaria lombarda, che ha sottolineato come «l’ammodernamento di un sistema infrastrutturale italiano che soffre debba passare proprio dall’innovazione tecnologica e risulti fondamentale per una realtà che conta oltre 500 km di rete ferroviaria, gestisce 120 impianti e ogni giorno movimenta 250mila passeggeri».

Considerazioni confermate poi dalle parole del direttore generale di Ferrovienord, Enrico Bellavita: «per noi il BIM rappresenta un’occasione importante per mettere a fattor comune istruzioni operative, procedure e processi che spesso e volentieri rimangono desiderata, ma scritti solo ed esclusivamente sulla carta. Il BIM è come un fattore abilitante di un colloquio tra varie strutture aziendali e mi riferisco a chi progetta, a chi controlla l’avanzamento dell’opera in sede di direzione lavori, a tutto il processo degli acquisti che in una realtà come la nostra, in qualità di stazione appaltante, spesso e volentieri è causa di problemi e ritardi e infine, agli aspetti manutentivi. Nei progetti di Ferrovienord c’è infatti l’idea di creare una control room di manutenzione che consenta di governare l’intervento in caso di guasto da remoto e l’ausilio di una strumentazione come quella offertaci dal BIM, potrebbe sicuramente migliorare la conoscenza dei nostri impianti». 

Senza tralasciare il fatto che il BIM si rivelerebbe fondamentale per agevolare la realizzazione degli interventi che Regione Lombardia sta chiedendo per lo sviluppo della rete.

«Stiamo discutendo un rinnovo del contratto di programma con la Regione - ha precisato Bellavita - che prevede un miliardo e 600 milioni d’intervento, di cui un miliardo e 185 milioni già finanziati. Mi aspetto che il 19 luglio, data in cui partirà il primo progetto in cui useremo il Bim, possa essere l’embrione di uno sviluppo futuro delle nostre infrastrutture». >>> QUI la video intervista

È dall’autunno scorso infatti, che NORD_ING, ha cominciato a usare il BIM. «Ci stiamo attrezzando per essere pronti a entrare a regime con questo nuovo sistema - ha commentato il consigliere delegato Francesco Adenti - per entrare nella fase di sperimentazione su alcuni progetti pilota. Interverremo su un sottopasso della stazione della linea ferroviaria di Ferrovienord vicino a Como e su questo saremo affiancati da tutor specializzati per poter imparare il più velocemente possibile». >>> QUI la video intervista

Il Decreto BIM e l’evoluzione delle normative

A seguito dell’intervento dell’ingegnere Gianni Gatto, funzionario del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che in merito al decreto 560/2017 ha sottolineato la rilevanza del Capitolato Informativo utile per portare avanti gli appalti digitali, è stato fatto il punto sull’evoluzione delle normative BIM. 

«Lo stato dell’arte è cambiato in maniera repentina - ha detto Alberto Pavan del Politecnico di Milano - perché se da un lato nel nostro Paese è arrivata l’obbligatorietà del BIM, dall’altro la pubblicazione della ISO 19650 e quindi della norma che farà da «mamma» a tutti gli standard BIM, ha cambiato l’evoluzione in Italia e nel mondo. La 19650, che è norma a tutti gli effetti, ha come due unici annex nazionali la normativa inglese e quella italiana e stravolge un po’ il panorama che si era andato consolidando perché detta le linee guida generali per tutto il mondo. A questo punto anche la norma UNI 11337 andrà a definire meglio quali sono i punti di contatto con la 19650 per far sì che diventi un vero allegato nazionale di utilizzo secondo quelle che sono le specificità del mercato italiano». >>> QUI la video intervista

Infrastrutture lineari e BIM: le esperienze

Sul palco si sono poi susseguiti gli interventi di vari stakeholder, leader nel settore delle infrastrutture, come Italferr, Rfi, MM e Anas che hanno declinato lo sviluppo del BIM nelle rispettive realtà aziendali.

L’ingegnere Francesco Folino di Italferr ha presentato il progetto dell’Hirpinia-Orsara (tratta di trenta chilometri per la maggior parte in galleria) sottolineando che «il BIM non solo interviene in tutti gli ambiti aziendali, dalle risorse umane alle attività di procurement, ma soprattutto nell’intero ciclo di vita dell’opera e questo richiede l’adozione di un linguaggio univoco da parte dell’intera filiera». >>> QUI la video intervista

L’architetto Narino di RFI ha invece messo in evidenza l’importanza dell’analisi del dato «il BIM è all’interno di un percorso che ha altre origini, nel nostro processo entra in gioco nel momento in cui abbiamo delineato delle scelte progettuali che riusciamo a comprendere a monte, sulla base dell’analisi dei dati».

Massimiliano Branca di MM, ha illustrato il progetto che riguarda il prolungamento della linea metropolitana 5 di Milano. Il progetto definitivo della nuova tratta che collegherà il capoluogo lombardo a Monza, dovrebbe chiudersi nei primi mesi dell’anno prossimo, mentre l’inizio dei lavori è previsto per il 2022 e la conclusione nel 2027.
«È la prima opera infrastrutturale su cui stiamo adottando questo nuovo metodo - ha detto - sebbene sia molto complesso, i vantaggi sono enormi perché consente di avere tutte le informazioni a portata di mano e anche durante le varie fasi di progettazione non si verificano «cadute di informazioni», proprio perché sono tutte raccolte in un unico ambiente di condivisione dati». >>> QUI la video intervista

L’architetto Ernesto Sacco di Anas ha evidenziato il valore dell’approccio collaborativo insito nel BIM «il vantaggio del BIM è proprio questo, se un’opera pubblica la facciamo insieme, funzionerà meglio, ma presenta anche un limite: se c’è chi non collabora, il sistema non parte, se le stazioni appaltanti non fanno buoni capitolati si ottengono modelli pessimi, se si fanno ottimi capitolati e l’appaltatore restituisce un modello pessimo, sarà difficile rescindere un contratto se sta facendo l’opera in cantiere». 

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