Architetti: serve un’Agenda Urbana per le città del Mediterraneo

A Roma l’assemblea Generale dell’UMAR, Unione Architetti del Mediterraneo

I principi della Dichiarazione di Roma

Roma, 8 luglio 2019. Attuare una vera e propria Agenda urbana per le città del Mediterraneo sulla scia dell’Agenda Urbana 2030 puntando a realizzare, in particolar modo, l’obiettivo 11 che mira a “rendere le città e gli insediamenti urbani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”.

E’ questo il principale obiettivo della Dichiarazione di Roma lanciata nel corso dell’Assemblea Generale dell’UMAR, Unione Architetti del Mediterraneo, che ha scelto la capitale italiana e la sede del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori per celebrare il 25° anniversario della sua fondazione.

Una scelta significativa che testimonia l’incisiva presenza degli architetti italiani all’interno dell’Unione e che è finalizzata a sostenere con forza tutte le azioni tese ad affermare il valore di una architettura che contribuisca al dialogo, a momenti di riflessione e che promuova una crescita condivisa e sostenibile dei Paesi dell’area del Mediterraneo.

Come ha sottolineato il Presidente degli architetti italiani, Giuseppe Cappochin, nel suo intervento - che rappresenta l’ossatura della Dichiarazione di Roma - “anche le città del bacino del Mediterraneo stanno subendo veloci trasformazioni, muovendosi tra la conservazione del loro patrimonio culturale e lo sviluppo della città contemporanea. Possono quindi fornire autorevoli contributi per la definizione di una vera e propria Agenda urbana per l’area mediterranea”.

Un progetto questo - ha aggiunto - al quale crediamo fortemente e per la cui realizzazione siamo pronti a fornire il nostro contributo nella consapevolezza che quella che stiamo vivendo è una stagione caratterizzata da trasformazioni epocali che richiede una grande capacità in termini di pianificazione, progettazione e risposte concrete”.

Per Lilia Cannarella, Vice Presidente Aggiunto del Consiglio Nazionale e Tesoriere dell’UMAR, “in questo scenario l’Unione degli Architetti del Mediterraneo, in quanto organizzazione multiculturale, può fornire alla Comunità internazionale - anche alla luce dell’emergere dei temi legati ai flussi migratori - proposte concrete per promuovere uno sviluppo sostenibile delle città e dei territori, alimentando il dialogo culturale e promuovendo cooperazione e collaborazione. Tutto ciò valorizzando comune identità, comune storia condivisa, modello urbano mediterraneo e conseguente stile di vita”.

All’Assemblea dell’UMAR hanno anche partecipato il presidente dell’Unione Internazionale degli Architetti, Thomas Vonier, ed i vicepresidenti Nikos Fintikakis e Lorenz Braker.

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Aderiscono all’Unione degli Architetti del Mediterraneo i Consigli Nazionali degli Architetti - od organismi similari - di Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Palestina, Portogallo, Spagna, Tunisia e Turchia.

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