"L'Italia è un Paese riformabile". All'apertura del 58^ Congresso nazionale degli Ingegneri, parla il presidente Armando Zambrano.

25/07/2013 3029

Modernizzazione, riorganizzazione ed efficienza. Attraverso queste direttrici passa sia la possibilità della crescita del Paese che dei singoli professionisti. E' il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri Armando Zambrano, nella relazione di apertura del 58° Congresso nazionale in corso a Brescia, che ha voluto sottolineare agli oltre mille colleghi in platea come il futuro sia comune. "Dobbiamo dare contributi concreti alla vita del Paese - ha continuato il Presidente - cercando soprattutto la collaborazione e l’intesa con le altre professioni, soprattutto tecniche". Una spinta che arriva da uno degli ordini professionali comunque in crescita: nonostante il reddito medio negli ultimi 5 anni sia diminuito in termini reali del 22% passando da 44.945 euro nel 2007 a 34.671 euro nel 2012. "Il numero degli iscritti all’albo degli ingegneri negli ultimi 10 anni - ha detto ancora Zambrano - è passato da 150.294 a 234.425 con un aumento del 56%. Un ordine degli ingegneri sempre più giovane e sempre più femminile che stiamo facendo dialogare con tutte le altre professioni soprattutto tecniche così da essere attori di iniziative e proposte utili per il Paese. Se parliamo di semplificazione dobbiamo palare di ingegnerizzazione delle procedure. Noi siamo convinti che il Paese sia riformabile. Niente lamentele, dunque, ma proposte concrete spesso a costo zero. Dobbiamo affrontare la sfida di andare oltre il lobbismo delle singole rappresentanze". Ingegneri che sono pronti dovrebbero affiancare anche nella redazione delle leggi gli uffici competenti dei Ministeri. "Vogliamo una politica che sia forte - ha concluso il Presidente - tanto forte da non aver paura di ascoltarci perché proponiamo iniziative utili a tutti e non per noi".
Sulla stessa linea il magistrato Cosimo Ferri, a Brescia in rappresentanza del Ministero di Grazia e Giustizia di cui è Sottosegretario, che condivide il pensiero espresso da Zambrano: "La burocrazia è un costo sia per lo Stato che per i privati - ha spiegato Ferri davanti alla platea di ingegneri - per cui deve essere assolutamente ridimensionato. Basta pensare al valore del silenzio assenso, che secondo noi, si può applicare in molte più situazioni, così come trovo più significativo il controllo post lavoro che all'inizio delle procedure".

 

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