Certificati i primi calcestruzzi italiani “responsabili”

ICMQ certificati i primi calcestruzzi italiani secondo il Concrete Responsible Sourcing Scheme

ICMQ ha certificato nel mese di giugno tutti i calcestruzzi prodotti dall’impianto di betonaggio di UNICAL S.p.A. sito a Torino, in località Berlia, secondo lo schema internazionale CSC.

certificazione-rss-di-unical-icmq.jpgPer la prima volta in Italia è stata rilasciata una certificazione secondo il Concrete Responsible Sourcing Scheme, sulla base del CSC Manual Version 1.0 del 18.12.2017, integrato con i requisiti addizionali definiti da Federbeton, in qualità di Regional operator del CSC in Italia.

“Oggi - sottolinea Lorenzo Orsenigo direttore generale di ICMQ Spa – anche nel nostro Paese sarà possibile acquistare una vasta gamma di calcestruzzi conoscendo l’intero ciclo produttivo sulla base di un certificato che ne attesta il valore della sostenibilità dal punto di vista non soltanto ambientale, ma anche economico e sociale. Con la certificazione di gestione responsabile, dal committente all’utente finale, si consentirà di conoscere il livello di soddisfacimento dei molti requisiti oggi richiesti nell’ambito di un processo di costruzione, non soltanto tecnici, bensì quelli etici, del rispetto dell’ambiente e delle persone.” 

La valutazione sui diversi prodotti ha riguardato anche la filiera dei componenti del cemento e degli aggregati per la realizzazione del calcestruzzo.

Le verifiche hanno consentito il raggiungimento di  un punteggio pari a 52%, che ha consentito l’acquisizione del rating di certificazione SILVER.

Con la RSS certification rilasciata da ICMQ, UNICAL, che da tempo ha imboccato con autorevolezza e decisione la strada della sostenibilità, si allinea agli standard internazionali che si stanno affermando anche nel settore del “Concrete”, contribuendo ad elevare la capacità competitiva delle aziende italiane.

Come funziona la certificazione Concrete Responsible Sourcing

Similmente ad altri schemi di sostenibilità, i criteri del Responsible Sourcing Scheme (Rss) prevedono alcuni  prerequisiti limitati che non forniscono un punteggio, ma il cui rispetto è obbligatorio, e altri requisiti utili al calcolo del rating finale.

Questi sono suddivisi in quattro macro-aree: management, environment, social, economical.

Ciascuna area contiene una serie di requisiti specifici, che valutano una molteplicità di aspetti. La valutazione dei criteri è attuata guardando sia al processo di produzione del calcestruzzo da parte del produttore che richiede la certificazione, sia alla catena di fornitura del cemento e degli aggregati.

I punteggi della filiera delle due materie prime si sommano in modo pesato (15 per cento per gli aggregati, 25 per cento per il cemento) a quello della produzione del calcestruzzo (60 per cento), per definire il punteggio complessivo finale e conseguentemente la classe di rating raggiunta.

Questa prevede quattro classi (bronzo, argento, oro, platino) che identificano un livello di sostenibilità crescente.


Comunicato di Unical S.p.A.

Unical S.p.A., società del gruppo Buzzi Unicem, è il primo produttore di calcestruzzo in Italia ad aver conseguito la certificazione RSS (Silver level). 

La certificazione RSS viene emessa da CSC -  Concrete Sustainability Council  - ed attesta che una società soddisfa determinati criteri in ambito sostenibile e a tutela dell’ambiente.

L’impianto di Unical di Berlia, situato a Torino, ha ricevuto la certificazione RSS a giugno dopo aver completato la procedura del CSC, che comprendeva la certificazione del cemento prodotto dalla cementeria di Robilante e della cava Ceretto, tutti situati nella stessa regione ed appartenenti anch’essi al gruppo Buzzi Unicem.

Il certificato è stato rilasciato da ICMQ, l'ente di certificazione italiano che aderisce a CSC.

Unical gestisce più di 100 impianti in Italia e da oltre 50 anni viene riconosciuta come azienda leader per la tecnologia e per l’innovazione legata al prodotto e per l’impegno sociale ed ambientale.

Unical fa anche parte di ATECAP, l'associazione italiana che rappresenta le aziende di settore del calcestruzzo e di Federbeton, gestore regionale dello schema per l’Italia.

La certificazione RSS diventerà il riferimento futuro per una valutazione della sostenibilità affidabile e controllata per l'industria del calcestruzzo, in Italia e nel mondo.


Come ICMQ ha rilasciato il primo certificato del Concrete RSS in Italia

Nello scorso mese di Febbraio si sono concluse positivamente le verifiche per il rilascio del primo certificato in Italia del Concrete Responsible Sourcing Scheme. E’ questo lo schema definito Concrete Sustainability Council (CSC - www.concretesustainabilitycouncil.org), associazione internazionale che vede tra i suoi membri fondatori importanti realtà industriali del settore del calcestruzzo dall’Europa, dagli Usa, dall’America Latina e dall’Asia, così come le principali associazioni europee di riferimento per la filiera, tra cui Ermco e Cembureau e della quale Federbeton rappresenta il Regional System Operator (RSO) in Italia.

La prima certificazione è stata rilasciata a Unical S.p.A., primario produttore di calcestruzzi del nostro paese,  appartenente al Gruppo Buzzi con sede a Casale Monferrato.

La certificazione è stata rilasciata a seguito di un iter avviato nel 2° semestre dello scorso anno, che ha visto ICMQ verificare il rispetto dei requisiti previsti dallo schema del CSC, così come dei requisiti addizionali e delle modalità di verifica che ha stabilito Federbeton, con l’avvallo del CSC. E’ questa un’operazione che è stata fortemente voluta da Federbeton, proprio con il dichiarato intento di rafforzare ancor di più il marchio CSC in Italia, affinché esso sia riconoscibile agli occhi degli operatori di mercato pubblici e provati, quale  simbolo di eccellenza e credibilità. 

Lo schema (versione 1 in quanto l’iter è stato registrato nel 2018, ma dal 2019 è possibile impiegare la sola versione 2) valuta la sostenibilità, attraverso una serie di requisiti, che indagano i tre ambiti della sostenibilità: ambientale, economica e sociale.  L’organizzazione, per raggiungere il punteggio certificato da ICMQ, ha dovuto dare dimostrazione del rispetto dei requisiti previsti dal protocollo, i quali sono suddivisi in 4 aree Management, Environmental, Social, Economic. Preliminarmente ha dovuto inoltre soddisfare anche tre prerequisiti, ostativi al rilascio della certificazione.

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Così come previsto dallo schema, la valutazione dei requisiti non è stata rivolta al solo calcestruzzo prodotto nell’impianto, ma sono stati anche valutati, con i medesimi criteri, anche le due principali filiere del cemento e degli aggregati che sono utilizzate per i calcestruzzi prodotti nell’impianto. Essi peraltro sono provenienti da altre aziende del Gruppo Buzzi, rispettivamente dalla cementeria Unicem di Robilante e dalla Cava di Ceretto per gli aggregati, quest’ultima sempre di proprietà Unical.

Le verifiche condotte da ICMQ prevedono un’attività di verifica documentale, che si realizza in due fasi successive (preliminare e finale) e in una verifica finale in campo presso l’unità produttiva. L’intero iter di certificazione, dalla registrazione del progetto da certificare da parte dell’organizzazione, alle attività di verifica degli Assessor di ICMQ e successivo riesame operato sul processo di verifica da parte dell’organismo di certificazione, nonché il rilascio e la pubblicazione del certificato, avvengono impiegando la piattaforma informatica Toolbox, messa a disposizione dal CSC. Tutte le evidenze (documenti ed evidenze fotografiche) richieste per ciascun requisito perseguito, sono caricate dall’organizzazione sul Toolbox, accompagnandole con note di chiarimento per agevolarne la comprensione da parte dell’Assessor, che l’organismo di certificazione nomina per effettuare la verifica. Analizzata tale documentazione fornita, ed eventuali sue integrazioni richieste all’organizzazione, l’Assessor esprime il giudizio di conformità in merito al rispetto  di ciascun requisito perseguito dall’organizzazione, e sottopone il suo operato al riesame dell’iter di verifica (quality assurance) da parte dell’organismo, il quale concede la certificazione o richiede un ulteriore approfondimento di verifica. Il  certificato una volta concesso dall’Organismo compare direttamente nell’elenco dei certificati con marchio CSC rilasciati a livello internazionale il cui elenco pubblico è disponibile sul sito del Sustainable Concrete Toolbox. 


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