Progetto ECONOMIA CIRCOLARE: Case history BUZZI UNICEM

17/07/2019 1495

LʼEconomia Circolare: il progetto di Confindustria

Negli ultimi anni sia la società che l’imprenditoria italiana stanno acquisendo sempre più la consapevolezza che per uno sviluppo economico sostenibile sia necessario ricorrere a modalità che guardino simultaneamente all’aspetto tecnologico, all’aumento di produttività e a un uso più efficiente delle risorse di cui si può disporre.

L’economia circolare ha l’obiettivo di mantenere quanto più a lungo possibile il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse, riducendo la produzione di rifiuti al minimo. In tal modo, la sostenibilità e le performance dei processi produttivi crescono di pari passo, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, a beneficio anche delle future generazioni.

L’Unione Europea ha ritenuto opportuno redigere un Piano d’azione proprio per agevolare la transizione verso un modello di crescita di tipo “circolare”, che l’industria italiana può dire di aver addirittura anticipato, valorizzando da tempo i residui produttivi e di consumo, ma occorre ancora impegnarsi e lavorare per portare in modo stabile e organico la cultura e le logiche “circolari” all’interno dell’intero sistema produttivo.

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Obiettivi del progetto di Confindustria

Confindustria ha sviluppato un’iniziativa ad hoc per lʼinformazione, lʼaggiornamento e la condivisione di esperienze e buone prassi, rivolta alle imprese e al management, attraverso azioni mirate che puntano a far emergere le opportunità legate al modello economico circolare, attivando dinamiche di knowledge-sharing e  diffondendo le best practice disponibili nel Paese.

Il progetto, realizzato con il sostegno dell’Associazione 4.Manager, si avvarrà del contributo di esperti provenienti dal mondo della ricerca e delle Istituzioni e prevede una struttura articolata, composta da una pluralità di iniziative tra loro interconnesse (workshop sul territorio e webinar online e un concorso per individuare le aziende best performer dell’economia circolare), con l’obiettivo di fornire informazioni, esempi e strumenti per l’aggiornamento sulle opportunità offerte dall’economia circolare e l’impatto che questa può avere sulle imprese e sull’intero sistema economico-produttivo.

BUZZI-UNICEM.jpgCase history: BUZZI UNICEM

Un’azienda internazionale, dedicata alla produzione e vendita di cemento, calcestruzzo preconfezionato ed aggregati naturali. Buzzi Unicem impiega circa 9.900 dipendenti in 14 paesi e nel 2018 ha realizzato un fatturato consolidato di € 2,9 miliardi.

Il gruppo si caratterizza per la visione a lungo termine dell’impresa, la priorità̀ dedicata allo sviluppo sostenibile, le strutture produttive di alta qualità̀. Buzzi Unicem persegue la creazione di valore attraverso la profonda e sperimentata conoscenza del settore in cui opera e l’efficienza gestionale.

Fasi del ciclo di vita su cui si è concentrato il progetto: Uso e Valorizzazione Energetica

Il progetto prevede l'utilizzo di combustibili alternativi derivati dalla selezione e dal trattamento dei Rifiuti Solidi Urbani, sempre a valle della raccolta differenziata, in parziale sostituzione di quelli fossili tradizionali (coke di petrolio, carbon fossile) nei forni di produzione del clinker da cemento.

Tale utilizzo genera un risparmio sui costi energetici produttivi e riduce l'impatto ambientale (emissioni) di una cementeria. Come tecnologie e procedure innovative l'azienda utilizza il CSS (Combustibile Solido Secondario) che deriva dalla selezione dei materiali contenuti all'interno degli RSU Indifferenziati e dal loro trattamento.

Il processo di produzione del CSS prevede la biostabilizzazione della parte organica residua. Si rimuove la parte metallica ed inerte (recupero di materia), senza uso dei separatori, ed infine si rimuove il cloro organico contenuto negli RSU Indifferenziati attraverso l'utilizzo di lettori ottici NIR.

La frazione ottenuta da questo processo viene poi finemente triturata, per agevolare efficacemente la combustione all’interno del forno della cementeria.

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LINK all'area di CONFINDUSTRIA con le Case History


Il caso Robilante

La Cementeria BUZZI UNICEM S.p.A. di Robilante (CN) attiva dagli anni 60 e rinnovata nel corso del tempo, produce annualmente circa 1.000.000 t/anno di clinker.

Il clinker è un prodotto intermedio del cemento realizzato tramite preparazione e successiva cottura di una "miscela generatrice" composta da calcari e scisti e con l'eventuale aggiunta di additivi naturali e/o materiali di recupero da altri processi industriali per l'apporto di ferro, silice ed allumina. Il clinker viene successivamente macinato con l’aggiunta di limitate quantità di gesso ed eventuali altri componenti secondari (correttivi) per produrre le diverse qualità di cemento, come previsto dalla norma tecnica europea UNI EN 197/1.

Prima il recupero di materia e successivamente quello di energia dai rifiuti nell'industria del cemento (co-processing) costituiscono una soluzione virtuosa per la gestione integrata dei rifiuti: è infatti una soluzione sicura per la collettività, l'ambiente e l'industria, che permette il risparmio di risorse naturali non rinnovabili e il recupero di rifiuti in condizioni controllate.

Il cementificio di Buzzi Unicem di Robilante:

  • utilizza CSS e rifiuti dall’anno 2003
  • con la prima Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del 2007, l’azienda ha ottenuto il permesso di utilizzare 70.000 tonnellate/annue di combustibile da rifiuto, con vincolo per provenienza e caratteristiche. Nell’anno 2011, il limite è stato portato a 110.000 tonnellate/annue
  • nel 2016 ha raggiunto una percentuale di sostituzione delle materie prime naturali del 5% circa e di sostituzione dei combustibili fossili tradizionali di oltre il 30%.
  • nel periodo di vigenza dell’AIA - Autorizzazione Integrata Ambientale, sono stati effettuati numerosi interventi nel comparto emissioni in atmosfera, grazie ai quali la situazione risulta pienamente conforme alle BAT (Best Available Techniques, Migliori tecniche disponibili) per il settore cemento, stabilite a livello europeo dalla Decisione di esecuzione della Commissione  2013/163/UE del 26 marzo 2013 e dal documento BRef “Reference Document on Best Available Techniques in the Cement, Lime and Magnesium Oxide Manufacturing Industries” del novembre 2013.