Il Rito della Vocazione dell’Ingegnere - un anello per ricordare il valore della nostra firma

Il valore di una firma

ANDREA-DARI---INGENIO-002.jpgTre anni fa, su Ingenio, scrissi un editoriale dedicato al valore che ha la firma di un ingegnere, di un professionista tecnico, al valore che gli viene assegnato, al valore che noi stessi gli affidiamo. Evidenziai come la nostra firma non fosse un semplice graffio con cui completiamo un progetto.

"La nostra firma è una soglia. Varcata questa soglia un disegno diventa un progetto, un insieme di materiali diventa un pilastro, una trave, una fondazione, una insieme di ingranaggi diventa una macchina, uno strumento, un robot, una insieme di bit diventa una banca dati sicura, … La nostra non è una semplice firma, è un’attestazione, che consente a un edificio di diventare una scuola, e a me padre di poter mettere in tale guscio i miei figli.

La nostra firma non solo attesta che quel progetto l’abbiamo fatto noi, ma che quel progetto è sicuro, affidabile, comporta delle prestazioni, ha con sé delle garanzie."

Il tema della firma mi è caro, perchè penso a quali responsabilità porti, penso alle parole dell'ultima lezione di Piero Pozzati, penso a temi ad essa collegati, come quello dell'equo compenso e della formazione obbligatoria.

E penso a quanto sia importante che ognuno di noi sappia utilizzarla con la massima dedizione.

 

L'anello degli ingegneri canadesi

Dal 1925 l’Università di Toronto tiene una cerimonia chiamata il Rito della Vocazione dell’Ingegnere (The Ritual of the Calling of an Engineer).

Il rito nasce con lo scopo di indicare ai giovani ingegneri il significato della professione e le responsabilità che ne derivano. Al tempo stesso, ricorda agli ingegneri più anziani il loro ruolo di educatori e mentori nel loro percorso formativo.

Il testo del giuramento è stato scritto dal celebre scrittore Rudyard Kipling, su richiesta del professor Herbert E. T. Haultain. 

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La cerimonia è gestita dalla Società dei Sette Guardiani (The Corporation of the Seven Wardens).

Il giuramento è volontario ed è aperto agli ingegneri canadesi, ma possono essere ammessi anche ingegneri provenienti da università estere.

Le cerimonie sono riservate e non sono aperte al pubblico.

L’inizio del rito è marcato da una serie di colpi vibrati con un martello su un’incudine.

È il codice Morse delle lettere S, S, T: Steel, Stone, Time (Acciaio, Pietra, Tempo) oppure Soul, Spirit, Time (Anima, Spirito, Tempo).

ring-ritual_of_the_calling_of_an_engineer_oath.jpgIl momento più solenne del rito è la consegna dell’Anello di Ferro. È un piccolo anello di acciaio, talvolta di acciaio inossidabile, che viene indossato al dito mignolo della mano dominante.

L’anello deve essere restituito alla Società quando il proprietario lascia la professione o venisse comunque a mancare.

Alcuni ingegneri possono scegliere di ricevere l’anello appartenuto ad un parente o ad un insegnante, dando così alla cerimonia una sfumatura personale.

Attenzione, l'anello forgiato non certifica qualcuno come ingegnere professionista ma è un simbolo dell'accettazione dei valori etici e di responsabilità. Ha lo scopo di sposare l'ingegnere alla sua chiamata e fornire un promemoria per tutta la vita dell'obbligo che è stato preso prima dai loro "superiori ed uguali".

Da cosa nasce il rito dell'anello

Tutto nasce dalla storia del primo ponte metallico sul Fiume Saint Lawrence, Quebec, Canada: fu il primo ponte metallico ad unire i due paesi di Sainte-Foy e Lévis, che collassò due volte di seguito tra il 1907 e il 1916 a causa di una progettazione errata e materiali scadenti. 88 lavoratori muoiono nei due disastri.

Si dice che ogni anello sia fatto con l'acciaio di quel ponte e che la superficie dell'anello sia sfaccettata perchè - essendo portato sulla mano dominante - possa lasciare un segno sul foglio da disegno: tutto questo per ricordare all’ingegnere di mettere la massima attenzione nel suo lavoro.

Anche la struttura dell'anello ha alcuni significati: I bordi sono ruvidi per simboleggiare l'inesperienza dei giovani ingegneri. Ciò crea un senso di umiltà e gli ricorda quante cose devono ancora imparare. Con il tempo i bordi ruvidi cominciano a levigarsi, man mano che l'ingegnere firma progetti e cresce in esperienza, in età e saggezza.

Nel corso della cerimonia i giovani ingegneri vengono invitati a non perdere mai di vista i propri riferimenti etici, nonostante le pressioni esterne. Devono capire che il loro lavoro ha un impatto più vasto sulla collettività. Devono sapere che dovranno fare delle scelte etiche nella loro carriera e non solo cercare di tenersi fuori dai guai; devono rispettale lo standard professionale più alto possibile. La cerimonia sottolinea anche la necessità di uno spirito cameratesco che induca gli ingegneri ad aiutarsi reciprocamente nella crescita professionale. 

Inoltre, un rivetto del ponte crollato è invece legato con una catenella al martello usato per dare inizio al Rituale.

Ingegneri, la necessità di creare uno spirito di appartenenza

Questo rito quasi medioevale non fa sorridere, non sa di vecchio.

Il conoscerlo, a mio vedere, richiama l'attenzione sulla necessità che in un momento come questo - in cui chi governa i paesi sottolinea nelle parole e nei fatti che uno vale uno, e non contano competenza, esperienza e conoscenza, in cui la contaminazione di corsi universitari fra le diverse professioni e le diverse specializzazioni corre il rischio di farci perdere il senso dell'ingegneria, in cui si finanziano le start up fatte da smanettoni nei garage e ci si dimentica di sottolineare, con i fatti, il valore della formazione e del sacrificio personale dedicato per svolgere una professione - sia necessario sottolineare il rispetto dei valori etici, della fratellanza, del senso di responsabilità.

Forse più che obbligarci a prendere fittizzi crediti professionali sarebbe il caso di investire di più sul valore della nostra firma, anche nei passaggi formali di ingresso nell'Ordine e di iscrizione all'albo. 

Se riuscissimo a far vibrare questo valore, il valore dell'appartenenza, della responsabilità, della competenza, del proprio ruolo per la società, probabilmente l'iscrizione all'albo non richiederebbe un obbligo di legge, e l'ottenimento di crediti formativi.


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