50 anni fa l'uomo sulla Luna: il ricordo di Amalia Ercoli Finzi e il suo racconto sulle sfide nello spazio

INGENIO ha voluto celebrare i cinquant'anni di anniversario dello sbarco sulla Luna con due articoli. 

  • il primo articolo "50 anni fa lo sbarco sulla lunaè stato scritto dall'Ing. Marco Belloni, ingegnere italiano che lavora in ESA - Agenzia Spaziale Europea - ed è dedicato non solo al ricordo della conquista della Luna e della discesa su di essa dei primi uomini, ma anche alle prospettive future50 anni fa lo sbarco sulla luna50 anni fa lo sbarco sulla luna
  • il secondo testo è questa intervista - con le domande di Marco Belloni - all'ing. Amalia Ercoli Finzi - una delle massime esperte internazionali in ingegneria aerospaziale, consulente scientifico della NASA, dell'ASI e dell'ESA, che è stata Principal Investigator responsabile dello strumento SD2 sulla sonda spaziale Rosetta (ecco il video di quando ebbi il piacere di farle dedicata proprio a Rosetta).

È stata la prima donna in Italia a laurearsi in ingegneria aeronautica. Lo fece con votazione di 100 e lode presso il Politecnico di Milano, dove è stata poi docente.

Ecco quindi l'intervista dedicata all'anniversario dello sbarco sulla luna.

Andrea Dari


L'uomo sulla luna: l'intervista ad AMALIA ERCOLI FINZI

amalia ercoli finzi parla dello sbarco sulla lunaMarco Belloni:

In questi giorni si celebra il ciquantenario del primo uomo sulla Luna. Ci può raccontare un suo ricordo di quella notte?

Amalia Ercole Finzi:

Emozione grandissima, incollati al televisore, ma già felici di essere arrivati alla Luna: le probabilità di farcela erano poche, comunque si sapeva che la NASA aveva lavorato bene, con tante missioni preparatorie

La tecnologia disponibile negli anni 60 è stata sufficiente per portarci sulla Luna tanto da ritenerla, nelle ultime missioni Apollo, quasi un viaggio di routine. Perché oggi dovrebbe essere considerata un'impresa così ambiziosa ed importante tale da essere  il prossimo obiettivo di tutte le agenzie Spaziali mondiali?

Amalia Ercole Finzi:

Andare sulla Luna é possibile (l'abbiamo dimostrato) e anche sicuro, ma adesso il problema non é quello di andarci (cosa che potrebbe essere interessante per un turista), ma di motivare una missione lunare con equipaggio in termini scientifici e, perché no, socio-economici.

Nell'immaginario collettivo l'esplorazione di altri pianeti ha un grande impatto emozionale. Dopo il ritorno sulla Luna, quale sarà il passo successivo e perché?

Amalia Ercole Finzi:

Marte é senza dubbio il prossimo obiettivo, anche perché é l'unico pianeta che "potrebbe" ospitarci, ma la missione con equipaggio verso Marte é un obiettivo estremamente ambizioso, con tanti problemi, al momento non ancora risolti.

Tra le tante cose che ha fatto, il suo nome è associato ad una delle missioni più visionarie ed ardite dell'esplorazione spaziale. Parliamo ovviamente di Rosetta e del Lander Philae che nel 2014 riuscì nell'impresa di atterrare sulla cometa Churyumov-Gerasimenko. 

Amalia Ercole Finzi:

Rosetta é stata un grandissimo successo europeo, che ha aperto la strada a possibili missioni di esplorazione di corpi lontani, indispensabili per conoscere il nostro Sistema Solare a partire dalle sue origini.

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Perché è importante continuare ad investire nello sviluppo di tecnologie per lo Spazio e quali sono i ritorni nella vita quotidiana dei cittadini?

Amalia Ercole Finzi:

Lo spazio, ovvero i suoi ritorni sulla vita di tutti i giorni la fanno ormai da padroni, con i satelliti meteorologici, per le telecomunicazioni, per la navigazione e via dicendo. I futuri vantaggi per l'umanità saranno strepitosi e ci consentiranno di vivere meglio. Tutti ne beneficeranno e questo aumenterà le possibilità di vivere in pace.

Tornando alla missione Rosetta, le comete sono estremamente importanti per lo studio del sistema solare, ma anche come potenziali incubatori di vita. Avere avuto la possibilità di studiarle e analizzarle così da vicino presumo abbia avuto una  grande valenza scientifica. Ci può raccontare cosa abbiamo imparato?

Amalia Ercole Finzi:

Siamo riusciti a vedere qualcosa che é nato col Sistema Solare e tale é rimasto: un viaggio a ritroso di miliardi di anni! Abbiamo trovato tante molecole organiche, addirittura un aminoacido: manca solo la scintilla della vita.

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Eppure tutto è stato fatto utilizzando sistemi a controllo remoto, cosiddetti "unmanned". Perché quindi non affidare l'esplorazione spaziale solo a sistemi robotici? Non sarebbe meno costoso e più sicuro?

Amalia Ercole Finzi:

Meno costoso e più sicuro certamente, ma non altrettanto efficace dell'esplorazione umana. La capacità degli uomini (e delle donne) di affrontare situazioni impreviste e di decidere al momento le strategie da seguire é assolutamente insostituibile e, almeno per ora, non c'é macchina altrettanto brava!

Negli ultimi anni si è assistito alla nascita e alla crescita di imprese private che vedono nello Spazio soprattutto un'opportunità di business.  Lei come le giudica? Sono un bene o un male?

Amalia Ercole Finzi:

Non solo un bene, ma un grande bene, che può ridurre drasticamente i costi , i tempi e la complessità delle missioni spaziali. Certamente il tutto deve essere fatto in condizioni di sicurezza e di quello che io chiamo "reciproco rispetto", ossia senza procurare danno ad altri e, in ultima analisi, alla nostra splendida Terra.

La sensazione che si ha leggendo i tweet dei premier mondiali è di una nuova "corsa allo spazio", simile a quella che fu il motore del programma Apollo. Da profonda conoscitrice di questo settore, come si pone l'Italia, sia come guida scientifica che come player industriale in questo scenario globale?

Amalia Ercole Finzi:

In ambito spaziale l'Italia gode di grande stima e apprezzamento  e ha dimostrato di saper essere attore e addirittura primo attore in grandi imprese quali Rosetta, Giotto, Cassini, ecc. In questo mondo, il mondo spaziale, io sono orgogliosa di essere italiana.