Certificare il sistema di gestione BIM secondo lo schema SG BIM ICMQ: quali differenze rispetto alla Iso 9001?

La specifica tecnica sviluppata da ICMQ nel gennaio del 2017, è il risultato del lavoro di un gruppo di esperti scelti in rappresentanza di tutte le parti interessate nella realizzazione di un’opera con il metodo BIM: stazioni appaltanti, progettisti, organismi di certificazione, utilizzatori finali dell’opera.

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Ricordiamo infatti che il gruppo, oltre a ICMQ, ha visto la presenza di ATE, Buildingsmart, CTE, ENEL, ITALFERR, Ministero delle infrastrutture, RFI, e ha sviluppato la specifica secondo la High Level Structure che Iso (ente di normazione a livello mondiale) ha definito per tutte le norme che trattano sistemi di gestione – Iso 9001, Iso 14001, Iso 45001 etc... Ciò comporta da un lato che la sua implementazione è perfettamente integrabile con le certificazioni anzidette di cui l’azienda potrebbe essere in possesso, e dall’altro che la specifica si basa su una struttura internazionalmente conosciuta e di comprovata efficacia.

Inoltre, al fine di conferire allo schema di certificazione una valenza istituzionale, la stessa è attualmente oggetto di revisione in sede UNI, all’interno di un apposito gruppo di lavoro creato per sviluppare una PdR (Prassi di Riferimento) che porti allo sviluppo di una certificazione nazionale per le aziende che operano in BIM accreditabile da Accredia e certificabile da tutti gli organismi di certificazione interessati.

Fatta questa doverosa premessa, la domanda sorge spontanea:

Se l’azienda è già in possesso di un certificato Iso 9001 in cui potrebbe indicare l’uso del BIM, perché la stessa dovrebbe implementare un sistema di gestione BIM secondo la specifica ICMQ?

Sintetizziamo in tre punti la risposta.

  1. La norma Iso 9001 ha l’obiettivo di assicurare che i processi aziendali siano strutturati e monitorati per garantire la soddisfazione del cliente finale, qualunque servizio o prodotto l’azienda realizzi, non entrando nel merito del “modo”  in cui questo sia svolto.
    La certificazione SG BIM ICMQ, pur lasciando libertà sul modus operandi, richiede all’azienda evidenze specifiche in merito a come abbia approcciato il metodo BIM, dando evidenza delle risorse, infrastrutture, know-how e processi specifici applicati su commessa. La verifica di questi elementi ulteriori a quelli previsti in modo generico  dalla Iso 9001, fornisce al mercato una garanzia in più sulla concreta capacità dell’azienda di operare con il suddetto metodo.
  2. Gli audit di certificazione secondo la Iso 9001 vengono generalmente svolti da uno o più ispettori competenti nel generico settore di riferimento, come ad esempio il settore EA 34 “Servizi di ingegneria”, se si considera il caso degli studi di progettazione.
    Tutti gli audit di certificazione svolti da ICMQ per il sistema di gestione BIM, sono invece effettuati da un team in cui, all’auditor esperto di sistemi di gestione, viene sempre affiancato un esperto tecnico BIM. Ciò garantisce un approccio altamente qualificato in grado di valutare con attenzione la metodologia BIM applicata in tutte le sue sfaccettature, e interloquire con gli esperti BIM aziendali “parlando lo stesso linguaggio”. Viene da se che in assenza di una competenza pluriennale nel BIM, un ispettore qualificato nel generico settore non avrà gli strumenti per verificare correttamente la gestione dei processi seguita dall’azienda in ambito BIM.

UNI e l'avvio di una prassi di riferimento (pdR) per lo sviluppo di uno schema di certificazione nazionale e accreditabile da Accredia

UNI, dando avvio allo sviluppo di una prassi di riferimento (pdR) finalizzata alla pubblicazione di uno schema di certificazione nazionale e accreditabile da Accredia, conferma l’importanza della scelta di creare uno strumento di garanzia ad hoc per disciplinare una materia, quella appunto dell’applicazione del metodo BIM da parte degli operatori di filiera, altamente specialistica e riferita a una normativa ancora in evoluzione. Ciò conferma la volontà dell’Ente normatore di dare maggiore enfasi ai contenuti dello schema di certificazione, rispetto a quanto evidentemente la norma Iso 9001 non possa garantire per la genericità delle sue prescrizioni.

>>> www.icmq.it