Architettura: il restyling del Politecnico di Milano, prende forma l'idea di Renzo Piano

Uno storico Polo Universitario nato per gradi, quello che oggi conosciamo come il Politecnico di Milano che ha avuto inizio con le prime Facoltà di Ingegneria realizzate negli anni ‘30 e ampliato con le successive strutture dedicate alla Facoltà di Architettura e ad altri corsi di Laurea più specialistici intorno agli anni ’80.

Un patchwork quindi di stili accostati è quello che oggi contraddistingue questo rinomato polo universitario che si presenta, prevalentemente per la parte di ingegneria, con degli edifici imponenti e monumentali tipici dell’architettura moderna degli anni ’30 e per la parte di architettura, con volumi più razionalisti e attuali.

Un processo edificatorio, questo, che ha interessato l’area dal dopoguerra in poi generando infine un luogo sovraccarico di edifici disposti senza seguire un disegno unitario e caratterizzato da una scarsa qualità ambientale e da un’insufficiente disponibilità di spazi.

Data però la continua e progressiva importanza di questo punto di riferimento della formazione universitaria, sia in Italia sia nel mondo, è già da tempo che si è sentita l’esigenza d’intervenire con un progetto d’insieme, in grado di ricreare degli spazi più attuali, vivibili e funzionali all’ateneo stesso.

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Il nuovo Campus universitario nasce da un'idea di Renzo Piano

Per questo motivo, il Politecnico ha intrapreso un intervento di riassetto e di riqualificazione che prevede l’incremento degli spazi aperti e di studio a disposizione degli studenti e il miglioramento della qualità ambientale attraverso la creazione di ampi spazi verdi, il tutto supportato anche da una campagna di crowdfunding, grazie alla quale sono stati raccolti ben 6 milioni di euro.

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Il nuovo Campus universitario nasce da un'idea di Renzo Piano donata al Politecnico e dalla valorizzazione e sviluppo dell'idea originale dello studio ODB-Ottavio Di Blasi & Partners. Il progetto propone un profondo ripensamento degli spazi del Campus di via Bonardi, modellato soprattutto sulle esigenze degli studenti, rendendolo aperto, internazionale, portatore di avanguardia, fondamentalmente incentrato su tre aspetti: il verde, il rapporto con gli edifici storici e le terrazze praticabili.

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L’università è un ruolo fortemente aggregativo, crocevia di scambi, d’informazioni, d’interazione e di conoscenze e questo nuovo progetto punta proprio a migliorare gli spazi in questione aprendo gli ambienti, inondando di luce i luoghi e creando nuovi snodi di “urbanità”. Tutta una serie di interventi che verranno apportati e scelti osservando quelle che sono state le dinamiche spontanee degli usi e dei flussi nel corso di questi lunghi anni di attività dagli studenti stessi e da chi gravita intorno all’intero complesso.

Il livello interrato esistente, quello del patio di Architettura, è stato riscontrato essere il luogo più vissuto come centro d’aggregazione. Si è pensato così alla realizzazione di quattro nuovi edifici posti a questo stesso livello e sufficientemente bassi per garantire la perfetta visibilità dalla strada dei fabbricati di Giò Ponti già presenti. Questi nuovi edifici ospiteranno un laboratorio all’avanguardia di modellistica architettonica, tecnologie digitali e di progettazione, oltre ad aule per la didattica e aree per lo studio supplementari, per un totale di 4.200 mq.

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Il vecchio laboratorio di modelli, conosciuto familiarmente come “Sottomarino”, verrà eliminato per consentire la nascita di un nuovo spazio aperto da vivere in forma aggregativa. Verrà infatti realizzato un bosco di ben 8.000 mq, che collegherà direttamente il patio di Architettura con il “Trifoglio” e la “Nave”, in un continuo di spazi aperti e chiusi, dove anche le coperture dei nuovi edifici saranno praticabili, con conseguente eliminazione di cemento e parcheggi interni e dove il verde farà da tessuto connettivo capace di mettere in relazione edifici vecchi e nuovi del Campus.

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Stato avanzamento lavori al Politecnico di Milano

Ad oggi questo è lo stato di avanzamento dei lavori che stanno procedendo a ritmi sostenuti, proprio grazie e nel rispetto della raccolta fondi che ha visto come protagonisti anche alunni e sostenitori dell’ateneo stesso.

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Sono stati effettuati gli scavi del nuovo edificio B e installate le prime recinzioni intorno all’Edificio 11 impedendone il collegamento con l'area antistante all'edificio 13 (Trifoglio).

È iniziata la preparazione del percorso esterno verso via Ponzio e la demolizione dell’Edificio 13A Tender, dell’Edificio 12 – Sottomarino, del "trullo" e delle passerelle di collegamento tra l'Edificio 11 e 12 e tra il 13 e 14 e della rampa 2 - porzione della passerella di accesso da via Bonardi. 

È stato demolito l'Edificio 16 -Ex Mauro (rimane la parte a sud verso Via Bonardi), il tratto di passerelle tra via Bonardi e l'edificio 13 (Trifoglio) e l’interno dell’Edificio 11 (aule M1 e M2)

Sono iniziati i lavori di adeguamento e consolidamento dell’Edificio 13 e infine, gli scavi per il nuovo edificio A, opere di fondazione dell'edificio B ed esecuzione dei lavori interni all’edificio 12.

Interventi importanti che sono stati pensati in maniera approfondita anche riguardo alla logistica dei cantieri stessi, in quanto i lavori devono procedere di pari passo con la continuità delle attività della vita universitaria.

Una serie quindi di soluzioni temporanee e parallele supporteranno i flussi e le attività di professori e studenti durante tutto l’arco dei numerosi cantieri attivati che daranno forma al nuovo progetto del campus.

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