Le BIM Library, gli Appalti Pubblici e Privati e il Mercato della Costruzione

Sulla natura delle BIM Library

Presso l'Università degli Studi di Brescia, ove è intensa la collaborazione, sui temi della Impresa 4.0, tra Accademia, Digital Innovation Hub e Polo Tecnologico, anche per il settore della costruzione, si indaga da tempo sulla natura delle BIM Library, avendo l'occasione di assistere primari produttori di componenti edilizi e impiantistici nello sviluppo dei sistemi di transazione informativa digitalizzata.
 
A partire da queste esperienze, è possibile proporre alcune riflessioni sugli scenari evolutivi delle BIM Library pubbliche e private.
 

Scenari evolutivi delle BIM Library pubbliche e private

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È in atto, come noto, sia a livello nazionale sia a livello sovranazionale, un notevole sforzo teso a normare e a normalizzare i product data template inerenti ai componenti edilizi e impiantistici, oltre che a digitalizzare in maniera efficace le informazioni/prescrizioni attinenti alle norme armonizzate legate alla CPR.
Al contempo, le BIM Library si evolvono, tanto nella loro dimensione pubblica quanto in quella privata.
Vi è, tuttavia, il rischio di adottare un approccio universalista che tenderebbe a immaginare che, per ogni produttore e per ogni prodotto presente nel catalogo e nel listino, possibilmente aggiornati in tempo reale, qualsiasi dato e ogni informazione possa essere reso disponibile e accessibile indiscriminatamente al fine di favorire la comparazione e la scelta simmetrica da parte degli operatori professionali e imprenditoriali.
Nella realtà, però, le logiche dei singoli mercati, dal punto di vista culturale e da quello normativo, variano notevolmente, così come è necessario indirizzarsi ai differenti destinatari che vi agiscono in maniera mirata e selettiva.
 
Se, dunque, gli organismi di progettazione e le imprese di costruzioni/installazioni più attrezzate hanno già allestito proprie BIM Library ottimizzate in accordo alle proprie modalità operative, ai produttori (e ai distributori) servono soluzioni in grado di offrire analoga versatilità e finalizzazione, andando oltre i «segnaposto».
 
Per questa ragione, prima ancora di divenire digital marketplace, corredato da opportune opzioni dettate dal digital marketing, le BIM Library dei produttori hanno la necessità di assolvere a compiti tipici di un dispositivo gestionale, possibilmente legato ai sistemi informativi di supporto alle decisioni di natura aziendale, connettendosi, tra l'altro, alla progettazione (meccanica) dei prodotti, degli impianti produttivi e della logistica tipiche della manifattura di quarta generazione industriale.
 
Si tratta, infatti, per le aziende produttrici, di comprendere in che maniera la BIM Library possa migliorare le relazioni da esse intraprese coi progettisti, coi distributori e cogli esecutori.
 
Il tema, infatti, non è certo primariamente quello di consentire l'accesso ai dati numerici e strutturati relativi alla propria merceologia a chicchessia, bensì esso consiste nel trarre il maggiore profitto possibile dalla cessione «gratuita» e «indirizzata» dei corredi informativi.
Tale vantaggio si presenta, in effetti, sotto la duplice veste della migliore profilazione dell'utente che si dimostra interessato agli «oggetti» forniti digitalmente dal produttore e della capacità, da parte delle stesse entità informative, di influenzare, sinanche di condizionare, le preferenze dei progettisti, dei distributori o degli esecutori.
Nella misura in cui il dato assume valore per il mercato, al fine di estrarlo e di elaborarlo (di capitalizzarlo e di sfruttarlo), la via universalista, per quanto idealmente ammirevole, appare in tutti i suoi limiti.
 
Se, del resto, sinora la presenza sul mercato digitalizzato poteva limitarsi, per un produttore, alla «esposizione passiva», corroborata da alcune funzionalità elementari di data analytics, ormai l'esigenza appare quella di instaurare una relazione il più possibile personalizzata e dinamica coi soggetti di riferimento, a partire dai progettisti.
 
Nel breve termine, d'altronde, l'obiettivo resta la possibilità di influenzarne le scelte (ad esempio, mettendo a disposizione dell'utente della BIM Library funzionalità di supporto ai processi decisionali, conferendo maggiore intelligenza combinatoria agli oggetti), mentre, nel medio e nel lungo termine, lo scopo risiederà nella predizione, vale a dire nella previsione delle strategie adottate da progettisti, da distributori o da esecutori, permessa dall'analisi dei dati relativi ai loro comportamenti posti in essere nei confronti della BIM Library stessa.
 
L'intento, infatti, dovrebbe mirare, da parte dei produttori, a erogare servizi a valore aggiunto agli utenti della BIM Library, acquisendo, al contempo, da essi conoscenza.
Da questo punto di vista, l'approccio universalistico risente di una concezione piuttosto statica, scarsamente (inter)attiva, delle transazioni commerciali che potrebbero essere abilitate da una BIM Library.
Tutto ciò per circoscrivere la questione a una dimensione tradizionale del problema.
 
Allorché, invece, si ipotizzi che le entità informative proposte dai produttori entrino direttamente nel circuito degli ambienti di calcolo è palese che il sistema di attribuzione delle responsabilità muti, accrescendo l'accountability del produttore, ma anche il proprio ruolo decisionale, entrando nel corpo medesimo dei processi progettuali: non solo grazie ad algoritmi raccomandativi.
 
Analogamente, come già accade per i produttori di macchinari, la sensorizzazione e l'interconnessione dei componenti edilizi e impiantistici, permetterà ai soggetti manifatturieri di restare permanentemente in contatto coi propri prodotti, una volta assemblati, posati, incorporati, installati, cosicché la propria comprensione come intelligence dei livelli di prestazione degli stessi, nonché delle azioni promosse dai propri clienti, aumenterebbe considerevolmente.
Oltre a entrare nel vivo dei processi progettuali, i produttori potrebbero orientare, grazie allo sfruttamento di grandi moli di dati qualitativi offerti da serie storiche, i comportamenti degli esecutori.
 
D'altra parte, qualora i produttori dovessero rispondere, in termini di smart contract, rafforzati per la notarizzazione dal ricorso ai registri distribuiti, puntualmente e lungo assi temporali, della vita utile di servizio dei componenti e del loro contributo al sistema tecnologico, il loro interesse a influire direttamente nei processi progettuali e realizzativo aumenterebbe a dismisura.
 
A fronte di questi scenari, Multi Vendor BIM Library di natura pubblica, eventualmente legate al Codice dei Contratti, a parte il fatto che, nel tempo, dovrebbero probabilmente autofinanziarsi rivolgendosi agli operatori privati grazie a formule partenariali, si situerebbero in un mercato digitalizzato in cui la disponibilità della «scheda tecnica» risulterebbe aspetto minoritario e nel quale la responsabilizzazione sul dato, oltre che la sua detenzione, sarebbe oggetto di notevoli incognite e controversie.
Si tratta di una grande sfida per i soggetti pubblici regolatori del mercato.
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