Gazebo, pannelli solari, tettoie, muri: tra edilizia libera e permessi di costruire. A ognuno il suo: ecco come

Tar Latina: la posa di un gazebo facilmente rimovibile e di modeste dimensioni è attività edilizia libera, ma serve il permesso di costruire per una tettoia in legno stabilmente ancorata al suolo ha carattere permanente

permesso.jpg

Non tutti gli interventi edilizi sono abusivi al 100%, nel senso che spesso capita che, all'interno di un controllo, ci si trovi di fronte a più opere, alcune conformi alla normativa urbanistico-edilizia e altre perché rientranti nella cosiddetta edilizia libera.

E' molto interessante, in tal senso, scandagliare la recente sentenza 564/2019 del Tar Latina, riferita ad un ricorso contro un'ordinanza di demolizione comunale del cancello posto sulla particella (in quanto realizzato senza autorizzazione edilizia e paesaggistica), di un gazebo e di una tettoia (in quanto realizzati senza titoli edilizi e paesaggistici), di apparecchiature per i consumi energetici poste sulla copertura dell’edificio (in quanto realizzate in assenza di titoli e non rientranti nella tipologia di cui all’Allegato A del dpr 31/2017, punto 6), di un muro di contenimento (in quanto realizzato in totale difformità dalla D.I.A. e successiva variante, peraltro priva di efficacia perché carente di autorizzazioni paesaggistiche e archeologiche).

Di fronte al ricorso del proprietario di tali opere edilizie, il Tar differenzia la situazione - e i conseguenti illeciti o meno - per ogni singola opera:

  • cancello (non abusivo): ai fini della valutazione circa la necessità del permesso di costruire di un’opera e della presupposta autorizzazione paesaggistica, nonché della conseguente sanzione, è necessario considerare nello specifico come essa è realizzata (forma, dimensioni, ecc.); pertanto l'Amministrazione ha l'onere di motivare in modo esaustivo, attraverso una corretta e completa istruttoria, che rilevi esattamente le opere compiute, il perché non ritenga che si tratti di una struttura realizzabile in regime di edilizia libera;
  • gazebo (non abusivo): è descritto come opera in legno di facile rimozione, dunque non stabilmente infissa al suolo e a carattere non permanente. Si tratta quindi di uno degli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici, ai sensi dell’art. 6, comma 1°, lett. e) quinquies del dpr 380/2001, in coordinamento con quanto stabilito dall’art. 3, comma 1°, lett e.1), trattandosi di struttura che non amplia il preesistente edificio, ma di un manufatto separato a servizio dello stesso, realizzato in area pertinenziale (cfr. Cass.pen., III, 2.10.2018 n. 54692); il glossario delle opere libere (DM 2.3.2018) prevede tra l'altro che il gazebo realizzabile senza titoli edificatori debba essere di limitate dimensioni e non stabilmente ancorato al suolo;
  • pannelli solari (non abusivi): le apparecchiature per il contenimento dei consumi energetici la cui installazione era stata comunicata rientrano nell’attività di edilizia libera, ai sensi dell’art. 6, comma 1°, lett. e quater del dpr 380/2001, e come tali sono contemplate nel glossario delle opere libere, di cui al DM 2.3.2018. L’installazione delle predette opere (cancello, gazebo e impianti ecologici) non richiede, dunque, preventivi titoli edificatori o nulla osta;
  • tettoia (abusiva): trattasi di opera in legno stabilmente ancorata al suolo (dunque a carattere permanente e, perciò, a modifica dello stato dei luoghi) e di dimensioni medie (mq 15,00); le predette caratteristiche rendono la struttura suscettibile di alterare l’assetto del territorio e di incidere sul carico urbanistico in termini volumetrici;
  • muro di contenimento (abusivo): è descritto quale opera “di considerevoli dimensioni” e realizzata fuori terra; perciò, per l’impatto che essa ha sul territorio e sull’assetto urbanistico, necessita dei titoli edificatorio.

In conclusione, delle opere per le quali l’ordinanza ingiunge la demolizione solo il gazebo, il cancello e le apparecchiature tecnologiche sono insuscettibili di titoli edificatori. Perciò sul punto il provvedimento deve essere annullato, mentre può essere confermato per il resto.

LA SENTENZE INTEGRALE E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF


Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su