Nuovo San Siro: «un'astronave» adagiata su una collina verde

Anche lo studio faentino "Marco Peroni Ingegneria" ha proposto un progetto per il «nuovo» San Siro 

Un catino perfettamente circolare di 63.550 metri quadri sospeso dalla base senza sostegni e dotato di una copertura mobile composta di “petali” fotovoltaici. Il tutto collocato su un’estesa collina verde artificiale affiancata da tre torri-scultura. Sono alcune delle peculiarità del progetto per il nuovo stadio di Milano firmato da Marco Peroni Ingegneria

Mentre è in corso il dibattito sull’abbattimento o il restyling del vecchio Meazza, anche lo studio faentino ha “voluto dire la sua” con una proposta per l’area dello stadio. 

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I dettagli del progetto  

«Nella nostra versione il nuovo San Siro poggerà come un’astronave su una collina verde artificiale - si legge nella nota descrittiva - lo stadio vero e proprio è stato pensato come un catino perfettamente circolare sospeso dalla base senza sostegni. La conformazione circolare delle gradinate permette di avvolgere la struttura con cavi di precompressione che stringono l’insieme e lo rendono un corpo unico poggiato a terra».

Come nel progetto presentato da Sportium, società composta da MANICA Architecture e Progetto CMR, anche lo studio d’ingegneria romagnolo ha conservato il richiamo ai percorsi a spirale esterni che avvolgono lo stadio. 

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«Nel nostro progetto vengono enfatizzati e utilizzati come rampe di distribuzione esterne, proprio come nel vecchio stadio e non ridotte a un mero gioco di cerchi esterni a solo scopo estetico - prosegue la nota - l’unico segno che si stacca dalla regolarità della geometria esterna del catino è la parte dell’hospitality (bar e ristoranti vip) che fuoriesce dal volume in un corpo aggettante ed è sostenuta dalla lama dei vani scala e gruppi ascensori. La stessa copertura del corpo hospitality diventa un grande terrazzo con vista sulla collina verde sottostante».

Anche la copertura si differenzia dai progetti presentati.

«Il nostro stadio ha una copertura mobile costituita da petali fotovoltaici che si muovono come un otturatore fotografico - si legge - ciò permette la completa chiusura dell’ambiente in modo da poterlo utilizzare anche in caso di maltempo ma soprattutto è una soluzione che consente di mitigare (come richiesto dal bando) il rumore esterno, per esempio in caso di grandi concerti».

La collina verde artificiale

Lo stadio poggia su una vasta struttura ondulata che con i suoi alti e bassi rimanda a una collina. 

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«Si tratta in realtà di una piastra attrezzata sotto alla quale ci sono i percorsi di accesso allo stadio, i negozi di merchandising e i musei delle due squadre di calcio - continua la descrizione - inoltre vi troverà spazio la cittadella dello sport di Milano. Nella parte del vecchio stadio abbiamo infatti posizionato il nuovo palazzetto dello sport, completamente interrato e illuminato dall’alto con aperture vetrate, a cui accedere direttamente da sotto la collina. La piastra è una struttura prefabbricata molto semplice e la copertura in reticolare spaziale di acciaio consente l’andamento curvilineo del disegno e permette di sostenere il peso della terra soprastante».

Le tre torri-scultura 

«Nella stessa zona del palazzetto troviamo piani intermedi di accesso alle tre torri-scultura che sono un po’ il punto di riferimento del nuovo complesso.

La geometria delle torri è ispirata alle opere dell’artista Alessandra Bonoli di Faenza: ciascuno degli edifici sembra poggiare su un punto e quindi ciascuna di esse è instabile; solo il reciproco sostegno tra le tre torri rende il complesso staticamente verificato e questo ha quindi un significato più profondo che possiamo facilmente intuire. La parte rimanente del lotto è completata con un grande centro commerciale sempre sotto ai lembi della collina. Una volta entrati al di sotto della piastra si può accedere a tutte le funzioni previste come in una sorta di grande galleria coperta» conclude lo studio.

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Il nuovo Stadio e il parere della Soprintendenza

Nel frattempo sulla vicenda San Siro si è espressa anche la Soprintendenza alle Belle Arti secondo cui andrebbero «valutate ipotesi alternative come l’adeguamento e la trasformazione dell’impianto». In particolare, sarebbe il secondo anello a costituire un valore artistico da conservare e tutelare. Uno stop inaspettato che ora rimescola le carte in tavola. Intanto, lunedì 14 ottobre, la Lega ha presentato un’ulteriore progetto realizzato da tecnici del Politecnico e basato sullo studio dell’ingegnere Riccardo Aceti: questa volta però si parla di riqualificazione del Meazza e valorizzazione del terzo anello che potrebbe diventare una galleria panoramica di 11mila metri quadrati.

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