Fisco e Professionisti: ciao ciao forfettario, si torna al regime dei minimi! Le anticipazioni

Il regime forfettario perderà la caratteristica del calcolo a forfait del reddito imponibile passando ad una determinazione dello stesso in via analitica che lo avvicinerà, di fatto, al vecchio regime fiscale dei minimi

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Si ricambia? Dal 2020 il regime forfettario come lo conosciamo adesso scomparirà, lasciando scorgere il ritorno di un regime dei minimi adattato. Così, almeno, parrebbe dalle anticipazioni della Manovra finanziaria 2020 e dalle conseguenze di ciò che si legge nel Documento Programmatico di Bilancio 2020, che il Governo ha approvato e trasmesso alla Commissione UE contestualmente all'approvazione del Decreto Fiscale e del disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e al bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022.

Regime dei minimi: la revisione dei parametri

In attesa di visionare il testo completo della misura che sarà inserita nella Manovra 2020 (da inviare alle Camere entro il 20 ottobre 2019), possiamo leggere nel documento che l'obiettivo finale è riequilibrare il regime di tassazione.

Per limitare abusi, quindi:

  • a) viene abrogata la "flat tax" per le persone fisiche esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo con redditi compresi tra 65.000 euro e 100.000 euro
  • b) vengono rivisti i parametri del "regime dei minimi" con limiti di spese personale 20.000 euro, limite beni strumentali 20.000 euro, regime analitico determinazione reddito, regime premiale fatturazione elettronica, esclusione se reddito è maggiore di 30.000 euro.

Regime forfettario: cosa cambierà

Se ad oggi i forfettari determinano il proprio reddito a forfait, cioè in base a determinati coefficienti differenziati in base all’attività svolta, dal 2020 anche le piccole partite IVA dovranno calcolare l’imposta del 15% sul reddito effettivamente prodotto, inteso quantomeno come differenza tra ricavi e costi, esattamente come avveniva nel “vecchio” regime dei mimini.

Quindi: l'introduzione del regime analitico per la determinazione del reddito in base ai costi e ai ricavi effettivi significa che i contribuenti forfettari, che finora non erano tenuti a conservare i documenti delle spese in quanto i costi venivano loro imputati sulla base di una percentuale prestabilita in maniera forfettaria in base all'attività svolta, debbano invece tenere un minimo di contabilità conservando tutti i documenti inerenti al sostenimento dei costi quanto meno per la determinazione del reddito. Per ora, comunque, rimangono almeno esonerati dall'obbligo di conservazione della fatture e di tenuta dei registri contabili.

Attendiamo in ogni caso, la prima bozza della Manovra 2020 per appurare effettivamente cosa cambierà in materia di regime forfettario (e dei minimi).