Vulnerabilità sismica di edifici in “muratura confinata” - B5

Questo lavoro presenta le curve di vulnerabilità di alcuni edifici in “muratura confinata” di Reggio Calabria, ritenuti rappresentativi dell’intera popolazione, proponendosi di estendere a questa tipologia strutturale alcune metodologie già sviluppate nel caso delle costruzioni in cemento armato (Borzi et al 2007a,b, 2008). Le curve di vulnerabilità sono state generate considerando l’accelerazione di picco al suolo come il parametro rappresentativo della severità dello scuotimento. Gli edifici sono stati modellati mediante un “macro-elemento” recentemente presentato in letteratura (Caliò et al. 2005, 2008), considerando diverse proprietà meccaniche dei materiali costituenti la struttura. Il metodo dell’analisi statica non lineare è stato utilizzato per valutare il loro comportamento sismico. Le curve di pushover così ottenute hanno consentito di determinare la capacità degli edifici nei confronti dello stato limite di danno e dello stato limite di salvaguardia della vita. La capacità è stata poi confrontata con la domanda in termini di spostamento definita come ordinata degli spettri a pericolosità uniforme proposti dal progetto DPC-INGV S1 (Montaldo e Meletti 2007). Alle ordinate spettrali è stata associata una distribuzione probabilistica per tenere conto della variabilità dell’input sismico. Dall’interpretazione in termini probabilistici del confronto capacità-domanda sono state calcolate, per punti, le curve di vulnerabilità degli edifici considerati.

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