Modello ESI: lo strumento innovativo per investire in efficienza energetica

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Il modello ESI, acronimo di Energy Savings Insurance, è uno schema innovativo che ha lo scopo di promuovere, in particolare presso le piccole e medie imprese, gli investimenti in tecnologie efficienti o in generazione distribuita e fonti rinnovabili. Esso è stato lanciato con successo in Messico e Colombia, ed è stato addirittura riconosciuto dal Global Innovation Lab for Climate Finance come uno degli strumenti più promettenti per mobilitare gli investimenti del settore privato nell’efficienza energetica. Con il progetto europeo ESI Europe, si prevede un’iniziale implementazione dello schema anche in Italia, Portogallo e Spagna e lo sviluppo di strumenti che consentano una più ampia diffusione del modello anche in altri paesi europei.

Il modello ESI uno strumento per le Piccole Medie Imprese (PMI)

Come già accennato, ESI è pensato per le PMI, caratterizzate da una struttura aziendale medio-piccola, che solitamente dispongono di poche risorse per implementare progetti di efficienza energetica e, non avendo competenze interne quali l’energy manager, spesso nutrono forti dubbi circa la loro reale efficacia. Se il rischio associato all’investimento è troppo alto, tanto vale non farlo e focalizzarsi al meglio sul proprio core business. Considerando che l’efficienza energetica è un elemento chiave della sostenibilità e che questa sempre più determinerà la competitività e la proposta di valore delle imprese, tale difficoltà ad investire può trasformarsi nel tempo in un vincolo alla crescita. ESI punta proprio a superare il problema del rischio e ad instaurare un clima di fiducia tra le parti che consenta di cogliere i benefici di un uso razionale dell’energia.

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Gli elementi su cui si basa il modello ESI

Il modello si basa su quattro elementi fondamentali:

  • il contratto standardizzato con garanzia sui risultati,
  • la validazione sia del progetto proposto che del fornitore che lo propone da parte di un soggetto terzo,
  • la copertura assicurativa per garantire al cliente finale una compensazione in caso di sinistri o di mancato raggiungimento dei risultati,
  • la possibilità di accedere più facilmente a finanziamenti esterni, poiché un minore rischio facilita la cosiddetta “bancabilità” dell’investimento.

L’obiettivo primario è, dunque, creare fiducia e per tale motivo ci si è rivolti a importanti player di mercato, lo studio legale Chiomenti e SGS, per sviluppare rispettivamente il contratto e le procedure di validazione.

Un aspetto particolarmente innovativo del modello è la presenza del validatore, che ha il compito di valutare la capacità del progetto di fornire i risparmi promessi, verificare l’effettiva installazione e svolgere il ruolo di arbitro tecnico in caso di controversie, evitando di incorrere in eventuali lungaggini giudiziarie e quindi, di fatto, tutelando il cliente finale anche sotto questo profilo.

Il modello ESI, rispetto ad un approccio tradizionale, tramite il quale un’azienda si dota di una nuova tecnologia direttamente presso un fornitore, presenta dei costi sicuramente maggiori, provocati dal canone assicurativo e dal compenso dell’ente di validazione (peraltro coperto dal progetto ESI nella fase dei progetti pilota che sarà avviata l’anno prossimo), ma offre la garanzia dei risultati, la copertura della polizza in caso non vengano raggiunti, un servizio chiavi in mano da parte di soggetti qualificati e la consapevolezza che, in caso di eventuali problemi, il validatore si attiva per risolvere facilmente e velocemente i contrasti.

Modello ESI non è un contratto a garanzia di prestazioni (EPC)

ESI potrebbe anche essere facilmente confuso con un contratto a garanzia di prestazioni (Energy Performance Contract o EPC), ma si differenzia da esso, in primis, per l’utilizzo di un testo già definito e standardizzato, oltre che per la presenza della validazione e della garanzia assicurativa. Inoltre, un EPC prevede solitamente la presenza di un canone legato alla prestazione, mentre in ESI il pagamento ne è completamente slegato: il monitoraggio viene comunque effettuato, attraverso procedure di misura e verifica basate sul protocollo IPMVP, per verificare il rispetto di quanto promesso e procedere all’eventuale compensazione economica.

Ovviamente, come accennato precedentemente, partecipare a un meccanismo di questo tipo comporta dei costi aggiuntivi, ma per le prime implementazioni e l’avvio dei progetti pilota è previsto che la validazione sia gratuita per i fornitori che vorranno fare da “apripista”.

Per avere informazioni più dettagliate sul modello, il contratto standardizzato o le procedure di validazione è possibile accedere al sito web del progetto europeo e su quello del partner che segue la sua implementazione in Italia, la FIRE.

Se interessati a partecipare ai progetti pilota suggeriamo di mettervi in contatto con la segreteria o di venirci a trovare al nostro stand a KeyEnergy (padiglione B7, stand 046).