Bonus Facciate: misura utile per l'edilizia o spreco di risorse pubbliche?

08/11/2019 1220

Bonus facciate, arrivano le prime osservazioni  

condomini-fatiscenti.jpg

Il Bonus facciate è tra le principali novità fiscali legate alla casa e previste dalla Manovra in fase di approvazione.

Il provvedimento, che dal 2020 e per un anno, consentirebbe il 90 per cento di detrazione dall'Irpef delle spese sostenute per interventi di recupero e restauro delle facciate degli edifici, rientra tra quelle misure che stanno facendo discutere maggiormente la platea di addetti ai lavori e non solo. 

Nonostante a più riprese sia stato sottolineato l'impatto positivo che avrebbe sul mercato stagnante del settore edile e sia stato ribadito che sarà cumulabile con altre agevolazioni per la casa, il nuovo sconto fiscale ha già suscitato un dibattito.

Il nuovo super Bonus infatti è finito nel mirino di cinque associazioni che, in una nota congiunta, hanno espresso il loro punto di vista sulla misura che potrebbe partire dal prossimo primo gennaio.

«Il bonus facciate affosserà gli investimenti di efficienza energetica e prevenzione sismica»

È l'allarme lanciato da Legambiente, Renovate Italy, Kyoto Club, Green Building Council Italia (Gbc) e l'Associazione Nazionale Isolamento Termico e Acustico (Anit) che, in una nota congiunta, hanno chiesto al Parlamento di modificare la norma.

«Il bonus facciate? Sarebbe il benvenuto per le nostre città, se non fosse in aperta rotta di collisione con l’ecobonus per le ristrutturazioni energetiche e sismiche del patrimonio edilizio - si legge nella nota - un aiuto fiscale che ne ammazza un altro non si è mai visto, specialmente se, come in questo caso, “a perdere”, perché meno sostenuti, sarebbero gli investimenti più necessari per la sicurezza sismica e la riduzione dei consumi energetici».

«La ragione è semplice da comprendere - prosegue il testo - da un lato c'è una detrazione del 90% a chi effettua qualsivoglia intervento di riqualificazione finalizzata all’abbellimento delle facciate, dall’altra un ecobonus che, per l’involucro edilizio (e quindi, di nuovo, soprattutto le facciate), concede una detrazione tra il 70 e il 75% (incrementabile all’80% se accompagnato da interventi per la sicurezza sismica), in funzione del livello di efficienza energetica raggiunta. In mezzo ci sono i proprietari e i condomini che decidono che è ora di dare una rinfrescata alla facciata rabberciata del loro edificio e, legittimamente dal loro punto di vista, contano di spendere il meno possibile e di sfruttare le migliori opportunità che il mercato offre in quel momento».

«L’intervento sulla facciata è una di quelle manutenzioni importanti che, mediamente, un condominio affronta ogni 30 o 40 anni»

«Il momento fatidico è dunque una “finestra di opportunità” in cui quello che si realizza ha buone probabilità di non venir più toccato per i decenni a venire - proseguono le cinque associazioni, impegnate sul fronte del risparmio energetico - se si migliora una facciata per prendere la detrazione più alta senza occuparsi degli aspetti di sicurezza sismica e di risparmio energetico, ci sono buone probabilità che, a meno di terremoti, sui muri di quell’edificio non si farà più nulla per i prossimi anni: e ci sarà così una casa con una facciata abbellita, ma che sprecherà energia e, di conseguenza, inquinerà l’aria per riscaldare le abitazioni, da oggi fino ad oltre la metà del nostro secolo.

Così com’è il provvedimento è sbagliato, danneggia gli investimenti delle imprese, dà un messaggio sbagliato ai cittadini ed entra in conflitto con le misure per ridurre l’inquinamento urbano e le emissioni di gas serra: l’isolamento delle facciate è l’intervento più efficace per ridurre i consumi energetici legati alla climatizzazione degli edifici».

Le organizzazioni hanno scritto al Presidente del Consiglio chiedendo una correzione di rotta, ricordando che isolando l’involucro degli edifici è possibile abbattere fino a due terzi delle spese energetiche e delle connesse emissioni.

La richiesta delle Associazioni

condomini-2.jpg

In sintesi, nel documento stilato dalle associazioni, si chiede che l’articolo della finanziaria sul bonus facciate sia modificato, prevedendo che per tutti gli interventi, ad esclusione ovviamente degli immobili vincolati come beni culturali, sia introdotto un obbligo di rispetto dei requisiti di coibentazione richiesti per l’Ecobonus. 

«Si può, e si deve, cogliere l’opportunità del rinnovo facciate per ottenere benefici in termini di efficienza energetica degli edifici - aggiungono - il risultato sarà identico, in termini estetici, ma nel frattempo si sarà fatto anche qualcosa di davvero importante, sia per il benessere abitativo e la sicurezza di chi, in quegli edifici, ci vive, sia per accelerare sul raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni atmosferiche, di cui il settore civile è la fonte principale».

«Purtroppo sulla sfida della messa in efficienza energetica degli edifici siamo in tremendo ritardo - conlcudono - è urgente abbattere le emissioni che alzano la febbre del pianeta e ammorbano l’aria delle nostre città: occorre una convergenza di sforzi, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un provvedimento che coniuga una riduzione di entrate fiscali con la creazione di un ostacolo in più».

I suggerimenti di ANIT per un «Ecobonus potenziato»

ANIT_logo.jpg

Nel dettaglio, l'Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e acustico (Anit), in una nota ha osservato che «i progetti di riqualificazione energetica non ancora iniziati, ma deliberati, potrebbero essere bloccati con la prospettiva di poter usufruire nel 2020 di migliori coefficienti di detrazione e minori requisiti, senza alcun vantaggio energetico ambientale e con conseguente rischio di bloccare il mercato edilizio».

L'Associazione che rappresenta i professionisti e le aziende che si occupano di risparmio energetico e acustica in edilizia, ha richiesto per tale provvedimento:

  • che gli interventi ammessi al Bonus facciate siano quelli che prevedono anche un miglioramento dell’efficienza energetica e che dovranno, nei propri ambiti di applicazione, rispettare i limiti di legge previsti per l’Eco Bonus
  • che possano accedere al Bonus facciate anche interventi di finitura MA solo nel caso degli edifici di valore storico artistico e sotto la tutela dei beni culturali che oggi vengono esclusi dall’applicazione del DM 26 giugno 2015 e s.m.
  • che nei soli primi due casi citati rientrino negli interventi incentivabili anche quelli di manutenzione ordinaria e le opere accessorie a completamento dell’opera
  • che sia resa obbligatoria la comunicazione all’ENEA come previsto per tutti gli interventi di efficientamento al fine di quantificare il risparmio conseguito

Per Anit, in questo modo, il Bonus Facciate «diventerebbe una sorta di Ecobonus potenziato, valido solo per l’anno 2020. Ciò creerebbe un forte impulso alla riqualificazione (sia estetica, sia energetica) delle facciate e risulterebbe in linea con la Strategia Energetica Nazionale necessaria per il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Europa e inseriti nelle Direttive Europee.


In vista dell'approvazione della legge di Bilancio, Ingenio continuerà a raccogliere commenti, pareri e considerazioni sul nuovo beneficio fiscale che ha suscitato perplessità