La figura dell'EGE (Esperto Gestione Energia): di cosa si occupa, competenze e responsabilità

L’evoluzione della figura dell’Esperto Gestione Energia

riqualificazione-energetica-degli-edifici.jpgL’esperto in gestione dell’energia, conosciuto con l’acronimo (EGE), è la figura professionale interdisciplinare che nasce dalla necessità di agire nel contesto di un mercato dell’energia in continua evoluzione. Tale mercato è, infatti, sempre più basato su princìpi quali la liberalizzazione dello stesso e sulle le misure energetiche e ambientali contenute nel Pacchetto clima-energia (20-20-20). 

Proprio questo contesto richiede, in misura sempre crescente, figure professionali capaci di coniugare conoscenze nel campo energetico ed ambientale con competenze gestionali, economico-finanziarie e di comunicazione, dotate della capacità di mantenersi continuamente e costantemente aggiornate sull’evoluzione delle tecnologie, delle metodologie e della normativa, in modo da poter impostare un’efficiente gestione dell'energia presso qualsiasi organizzazione. 

La figura dell’EGE è, così, chiamata a interpretare al meglio i cambiamenti che hanno interessato il settore nell’ultimo decennio, mutando l’equilibrio degli interessi tra consumatori, fornitori di energia, gestori di rete ed Energy Service Company.

Come conseguenza dei cambiamenti in atto, anche la figura professionale dell’EGE necessita continuo aggiornamento; proprio in questi mesi si è discussa una norma al CTI per la più concreta definizione della figura dell’EGE.

Dalla figura dell’Energy Manager alla definizione dell’EGE

Il D.Lgs. n. 115 del 2008, ha introdotto la figura dell’EGE definendola come “il soggetto che ha le conoscenze, l’esperienza e le capacità necessarie per gestire l’uso dell’energia in modo efficiente”. 

Dal 1991 fino al 2008, però, l’unica figura professionale di riferimento per le attività inerenti l’energy management era quella dell’Energy Manager (art. 19 L. 10/91) ossia il responsabile della conservazione e dell’uso razionale dell’energia.

Nel 2009, poi, veniva pubblicata la norma UNI CEI 11339:2009, che definisce i requisiti generali e le procedure per la qualificazione della figura professionale di EGE; ripresi nel 2014, con il D.Lgs. n. 102 (art. 8 comma 2, art. 12 commi 1 e 6 lett. b). 

Il ruolo dell’EGE viene, poi, richiamato anche: - nel “Decreto 7 marzo 2012 - Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara della Pubblica Amministrazione per l'acquisto di servizi energetici per gli edifici - servizio di illuminazione e forza motrice - servizio di riscaldamento/raffrescamento”; e nel “D.M. 28 dicembre 2012 - Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e il gas per gli anni dal 2013 al 2016 e per il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi.  

Quali sono i compiti attribuiti all'EGE

La figura dell’EGE si differenzia da quella dell’Energy Manager (EM) in primo luogo per le diverse competenze. Infatti i compiti attribuiti all’Enegy Manager sono:

  • L’individuazione delle azioni degli interventi delle procedure e di quanto altro necessario per promuovere l’uso razionale dell’energia;
  • La predisposizione dei bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali

Mentre, con un approccio più integrato, la figura dell’EGE rappresenta il ruolo di promozione di una politica energetica propria dell’organizzazione dove opera o, se già presente, di un’attività di verifica dei requisiti della stessa in termini di rilevanza, di conformità alla legislazione, di impegno ad un miglioramento continuo.

La norma UNI-CEI 11339 richiama al suo interno un elenco completo delle competenze richieste all’EGE perché si possa definire tale. Tra queste riprendiamo le principali:

  • competenze in Sistemi di Gestione dell’Energia e delle tecniche di auditing in tale ambito;
  • conoscenza delle tecnologie tradizionali e innovative di efficienza energetica e uso delle fonti rinnovabili;
  • conoscenza della legislazione e normativa tecnica in materia ambientale ed energetica;
  • conoscenza del mercato dell’energia elettrica e del gas, degli attori coinvolti nel mercato stesso, della tipologia dell’offerta fornita, delle forme contrattuali, delle tariffe e prezzi correnti;
  • conoscenza delle metodologie di valutazione dei risparmi di energia conseguibili e conseguiti.

In ragione di una maggiore definizione dei campi di competenza, inoltre, sono definite due macro-attività specializzate: EGE settore industriale (con particolari competenze finalizzate ad applicazioni industriali e processi produttivi), EGE settore civile (con particolari competenze finalizzate agli utilizzi civili e della pubblica amministrazione).

La norma discussa dal CTI

Come anticipato, è attualmente in fase di formulazione un aggiornamento della norma da parte del CTI (Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente) relativa alla figura dell’EGE.  

Il documento, in fase di ultimazione, definisce i requisiti relativi all’attività professionale dell’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE).

 Il testo avrà lo scopo di:

  • Fornire le linee guida sui principi delle attività di gestione razionale ed efficiente dell’energia in termini di conoscenze e competenze degli "esperti in gestione dell'energia";
  • Consentire agli aspiranti "esperti in gestione dell'energia" di comprovare e mettere in evidenza il proprio livello di competenza ed esperienza attraverso un processo di qualificazione chiaramente definito;
  • Definire le modalità per il riconoscimento-mantenimento di tale livello di qualificazione.