Ricavi in nero: si possono presumere dalla delega sul conto della moglie (o del marito)

Cassazione: l’Agenzia delle Entrate può accertare i presunti ricavi in nero del professionista che opera con delega sul conto della moglie nel quale vi sono operazioni sospette e ingiustificate

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In materia di accertamento delle imposte sui redditi, al fine di superare la presunzione posta a carico del contribuente dall'art.32 del dpr 600/1973 (in virtù della quale i versamenti operati su conto corrente bancario vanno imputati a ricavi conseguiti nell'esercizio dell'attività libero professionale o di lavoratore autonomo), non è sufficiente una prova generica circa ipotetiche distinte causali dell'affluire di somme sul proprio conto corrente, ma il contribuente deve fornire la prova analitica della riferibilità di ogni singola movimentazione alle operazioni già evidenziate nelle dichiarazioni, ovvero dell'estraneità delle stesse alla sua attività.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione Civile nella recente sentenza 32427/2019, che ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la sentenza di primo grado, poi confermata dalla CTR, dove si erano considerati illegittimi gli accertamenti sul conto corrente della moglie di un professionista per il maggior reddito da lavoro autonomo.

Non solo: tale principio si applica in presenza di alcuni elementi sintomatici, come il rapporto di stretta contiguità familiare tra il contribuente e i congiunti intestatari dei conti bancari sottoposti a verifica, e anche alle movimentazioni effettuate su questi ultimi, visto che è molto probabile che le movimentazioni sui conti bancari dei familiari debbano, in difetto di specifiche e analitiche dimostrazioni di segno contrario, ascriversi allo stesso contribuente sottoposto a verifica.

Insomma: il Fisco può legittimamente controllare i movimenti sul conto corrente della moglie del lavoro autonomo ‘sospetto’. E la CTR non avrebbe dovuto escludere la riferibilità a ricavi conseguiti dal contribuente nell'esercizio della propria attività professionale e non contabilizzati, delle somme rinvenute sui conti correnti al medesimo riferibili, tra cui quello intestato al coniuge sul quale quello aveva la delega a operare.

LA SENTENZA INTEGRALE E' DISPONIBILE IN ALLEGATO