L'Acciaio per l'Università di Novara nel progetto di Ottavio Di Blasi Architects

Negli edifici per le attività didattiche e la mensa del campus di Novara dell’Università del Piemonte orientale, l’acciaio riveste un ruolo di grande rilievo, proponendosi, in modo particolare nell’edificio delle aule, come soluzione originale capace di riprendere e declinare in chiave contemporanea alcuni elementi caratteristici degli edifici ottocenteschi.

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Gli edifici per le aule (figura 1) e per la mensa (figura 2) del campus di Novara dell’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro fanno parte di un più ampio intervento di riqualificazione e riuso con destinazione ad attività di formazione universitaria dell’area dismessa della ex caserma Generale Ettore Perrone avviato nel 2006.

Vista del fronte ovest dell’edificio delle aule e quella del fronte sud dell’edificio della mensa dell'Università di Novara

La Caserma Ettore Perrone e il suo intervento di riqualificazione 

Qualche cenno al progetto originario

La caserma Perrone è un’imponente struttura originariamente militare situata in una posizione strategica all’interno del tessuto urbano di Novara, compresa tra il centro cittadino e l’antica cerchia muraria dei bastioni lungo la via Ettore Perrone e il Baluardo La Marmora. I lavori di costruzione della caserma ebbero inizio nel 1850, in pieno periodo antonelliano, sulla base di un progetto sviluppato dall’ingegner Giovanni Federico Pescetto, capo del Genio Militare.

Il cantiere durò soltanto quattro anni e nel 1854 la caserma fu ufficialmente inaugurata. La struttura della caserma, coerentemente con i caratteri tipici dell’architettura militare dell’epoca, era organizzata secondo un impianto insediativo a U nel quale i tre edifici principali, di tre piani fuori terra, si affacciavano sui lati nord, est e ovest di una grande corte aperta verso sud, destinata alle attività di addestramento. I tre corpi di fabbrica contenevano alloggi per tremila uomini, scuderie per trecento cavalli, scuole, uffici, spazi per gli ufficiali e magazzini. In epoca sabauda la caserma ebbe la funzione di appoggio logistico per le truppe del regno e negli anni a seguire fu oggetto di numerosi interventi di ampliamento e di riorganizzazione e di adeguamento funzionale. L’originario impianto a U venne completamente stravolto nel 1944, quando, durante un bombardamento, l’intera ala ovest e parte dell’ala nord vennero distrutte. Dalla fine della seconda guerra mondiale e fino al 1956 la caserma fu utilizzata come centro di raccolta e transito per gli ex internati militari nei campi di concentramento in Germania, e per ospitare gli sfollati e i profughi istriani e dalmati. Soltanto nel 1988 venne ufficialmente dismessa, restando in stato di abbandono fino alla fine degli anni ’90, quando furono effettuati i primi interventi di restauro dei due corpi situati a nord e ad est.

Nel 2006, attraverso un concorso internazionale, viene proposto il rilancio dell’intera area della caserma, destinandola a funzione universitaria. Il concorso viene vinto dal raggruppamento costituito dallo studio Lamberto Rossi Associati, con il ruolo di capogruppo, Ottavio Di Blasi Architects, Fabiano Trevisan, Alberto Tricarico,  Roberto Cagnoni.

Il progetto del nuovo Campus Universitario

Il progetto vincitore del concorso si basa sull’idea che un campus universitario di nuova generazione all’interno della città storica debba giocare un ruolo proattivo rispetto alle dinamiche urbane tra le parti vecchie e nuove della città, diventando un luogo vissuto non solo dagli studenti ma anche dai cittadini (figura 3).

La planimetria e il modello del nuovo Campus Universitario di Novara

Come sottolineato anche nella relazione descrittiva, il progetto si prefigge alcuni obiettivi finalizzati al superamento della fragilità che caratterizza il rapporto tra la città vecchia e la città contemporanea, restituendo nuova vita all’area della caserma, alla città di Novara e all’intero territorio piemontese. Innanzitutto la trasformazione dell’intera area della caserma in un vero e proprio ponte urbano per ricollegare fisicamente e funzionalmente la città vecchia con quella contemporanea; secondariamente, grazie alla ricca articolazione di funzioni pubbliche e semi-pubbliche connesse alla destinazione universitaria, il rafforzamento della struttura organizzativa e morfologica dell’area interessata dal progetto, aprendo il recinto della caserma alla città; infine, grazie alla presenza di attività di ricerca innovativa e di programmi di alta formazione, l’identificazione nell’area di progetto di un importante nodo di una rete di conoscenza estesa all’intero Piemonte orientale capace di connettere università e territorio.

Il progetto prevede il recupero degli edifici esistenti e la realizzazione di due nuovi edifici destinati alla mensa e alle aule didattiche.

Il primo, disposto a est, è addossato all’antico bastione e si affaccia sull’intersezione tra via Perrone e Baluardo La Marmora; il secondo, disposto lungo il lato sud dell’originaria corte della caserma, definisce una nuova corte, ora aperta verso ovest, nella quale trovano posto i parcheggi (figura 4). I vecchi edifici e i nuovi corpi delle aule (figura 5) e della mensa (figura 6) dialogano cercando di stabilire una relazione tra il nuovo e l’antico. I vecchi corpi di fabbrica della caserma, destinati a biblioteca, aula magna, aule studio e spazi di servizio, sono collegati tra loro e con i due nuovi corpi per mezzo di percorsi protetti che stabiliscono una costante relazione tra le varie parti che compongono il campus e allo stesso tempo individuano i punti di connessione tra il campus universitario e la città.

Le sezioni delle strutture delle aule e della mensa

Il progetto mostra una misurata relazione tra pubblico e privato offrendo una crescente apertura al pubblico man mano che dalla corte si procede verso le zone disposte lungo i bastioni. aule-universita-novara-4.JPGLa corte e gli edifici che vi si affacciano costituiscono la parte più intima, privata, dell’insediamento universitario: qui si svolgono le attività didattiche e gli spazi sono pensati per lo studio. A ridosso di questo nucleo trovano posto la biblioteca e l’aula magna: si tratta di una zona semi-pubblica, prioritariamente pensata per la vita universitaria ma inevitabilmente aperta a eventi di interesse più generale. Ancora più esternamente, a diretto contatto con la città, trovano posto tutti quegli spazi che ospitano le funzioni caratterizzate da una dimensione necessariamente pubblica: la mensa, i negozi, le sale pubbliche, gli impianti sportivi, le residenze universitarie (figure 7 e 8).

Il nuovo edifico delle aule realizzato con strutture in acciaio

Il nuovo edificio destinato alle aule del campus è costituito da un volume parallelepipedo con copertura a doppia falda lungo 120 m, largo 18 m e con un’altezza alla linea di gronda di 12 m disposto con orientamento est-ovest. L’edificio si affaccia lungo il fronte sud (figura 9) verso la biblioteca e l’aula magna e lungo il fronte nord verso la grande corte (figura 10).

A valle del concorso, la progettazione dei padiglioni destinati a ospitare la mensa e le aule è stata affidata a Ottavio Di Blasi Architects.

In entrambi gli edifici l’acciaio riveste un ruolo di grande rilievo propronendosi, in modo particolare nell’edificio delle aule, come soluzione originale e al contempo capace di riprendere e declinare in chiave contemporanea alcuni elementi caratteristici degli edifici ottocenteschi.

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L’edificio è organizzato in due ali di differente lunghezza, quella a est minore rispetto a quella a ovest, separate dal corpo principale dei collegamenti verticali (figura 11) posizionato in corrispondenza del varco nella cinta che delimita l’area dell’ex caserma, al fine di creare una connessione diretta tra la città e l’insediamento universitario.

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CREDITS

  • Inizio progettazione: 2006
  • Fine lavori: 2017
  • Superficie intervento: 22700 m2
  • Volumetria intervento: 145000 m3
  • Progetto di concorso:
  • Lamberto Rossi Associati (Capogruppo) – Ottavio Di Blasi Architects, Fabiano Trevisan, Alberto Tricarico, Roberto Cagnoni
  • Progetto architettonico definitivo ed esecutivo:
  • Padiglione C (Aule didattiche) – Ottavio Di Blasi Architects
  • Padiglione H (Mensa) – Ottavio Di Blasi Architects
  • Padiglione E (Biblioteca), F (Aula magna - Auditorium) – Lamberto Rossi Associati
  • Padiglione G (Residenze Universitarie) – Lamberto Rossi Associati – Ottavio Di Blasi Architects
  • Progetto Stutture: Studio Tricarico
  • Progetto Impianti: Manens-Tifs
  • Direzione dei lavori: Paolo Simonetti
  • Consulenti: Studio Delta (Prevenzione incendi), Alessandro Piacci (Acustica), Raffaella Rolfo- Geomat (Rilievi), Giorgio Miglio (Computistica)

Costruzioni Metalliche 5-2019.jpgSi ringrazia il CTA Collegio dei Tecnici dell'Acciaio per la gentile collaborazione.

Articolo tratto dal Costruzioni Metalliche n 5/2019

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