UNI: il nuovo Statuto nel decennio della sostenibilità

Una norma UNI in genere non è cogente, ma il suo ruolo è di straordinaria importanza per il nostro Paese. La norma UNI, a prescindere dalla sua obbligatorietà o meno, è infatti il riferimento per ogni settore, per ogni comparto, su quali siano le regole della cosiddetta buona pratica. Senza il patrimonio di norme UNI vivremmo in una giungla in cui il valore della qualità, dell'esperienza, della competenza, della tutela dell'utilizzatore, sarebbe da tempo scomparso. Le norme UNI hanno anche un'altra caratteristica importante: sono predisposte direttamente da chi opera nel mercato. Questa caratteristica ha delle positività ma anche delle criticità: sta allo Statuto, al Regolamento e alle persone di UNI rendere più importante le une o le altre. Il Presidente Torretta, da sempre impegnato sul rispetto dei principi fondanti di un Ente di Normazione, oggi propone una ulteriore revisione dello statuto che - a mio parere - va ulteriormente in direzione delle "positività". Con INGENIO abbiamo voluto intervistarlo, per saperne di più.

Andrea Dari, editore di Ingenio


Un nuovo Statuto per l'UNI 

Uni, Ente Italiano di Normazione, si appresta ad approvare il nuovo Statuto

Le proposte di modifica sono già state presentate e discusse durante l’Assemblea ordinaria del 25 novembre 2019.

Ora la parola passa agli oltre 4mila soci che, dal 17 febbraio al 19 marzo 2020, si esprimeranno attraverso un referendum confermativo online. 

Piero Torretta, presidente UNI, illustra le principali modifiche che potrebbero essere apportate allo Statuto, tra cui un nuovo modello di governance con la creazione di un comitato d’indirizzo strategico aperto a tutti gli stakeholder pubblici e privati con particolare attenzione ai soggetti deboli, come a esempio le piccole e medie imprese. 

Le Informazioni sulle modalità di voto saranno rese disponibile sul sito internet dell’UNI.

 

La nuova Proposta di Statuto UNI - in sintesi

Fonte: circolare UNI ai Soci

Con la proposta di nuovo Statuto, UNI è chiamato ad agevolare gli attori economici e sociali, privati o pubblici, interessati a elaborare, promuovere e diffondere la normazione tecnica quale strumento di supporto per la crescita economica e il progresso sociale, nel rispetto degli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Tra questi attori, i Soci avranno una posizione più forte.

Saranno imprese, professionisti, enti tecnico-scientifici, di ricerca e di istruzione, consorzi ed enti pubblici, associazioni d’impresa, consigli e associazioni professionali, che potranno partecipare in esclusiva alle attività di normazione tecnica e accedere ai contenuti delle norme a condizioni favorevoli. Insieme, concorreranno alla diffusione della cultura della normazione e all’applicazione delle norme tecniche e delle prassi di riferimento.

Nella loro nuova Assemblea, i Soci potranno approvare i conti economici e i bilanci di sostenibilità dell’UNI e potranno eleggere il Presidente in forma diretta, esprimendo un esercizio della delega più esteso.

I soci saranno maggiormente rappresentati - passando da 8 a 12 membri - in un nuovo Consiglio Direttivo con una configurazione più snella, dove - tra le novità introdotte - potranno nominare il Presidente della Commissione Centrale Tecnica.

Con lo stesso elevato numero di rappresentanti potranno partecipare anche al futuro Comitato di Indirizzo Strategico, per definire la vision dell’UNI, individuare le linee strategiche di medio e lungo periodo ed i temi della normazione in relazione ai trend di mercato nazionale ed internazionale.

I soci avranno due rappresentanti in più in Giunta Esecutiva per coordinare l’attività di UNI, costituendo e monitorando le commissioni tecniche e vigilando la partecipazione italiana in CEN e ISO, nonché sviluppando l’utilizzo del Marchio UNI.

Così il nuovo Statuto sarà un’occasione per valorizzare il ruolo dei Soci.