Sistemi impiantistici e BIM: normative, approfondimenti e ricerche

La progettazione BIM degli impianti avviene contestualmente alla progettazione BIM architettonica e strutturale di un edificio. Solo attraverso una progettazione integrata è possibile ottenere una visione d'insieme del sistema edificio-impianto con l’evidente vantaggio di poter valutare la coerenza dimensionale e spaziale degli impianti stessi a progetto ed evitare errori. In questo articolo riferimenti normativi, approfondimenti e ricerche in materia.

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L’acronimo BIM, da Building Information Modeling, è definito dal National Institutes of Building Science come la “rappresentazione digitale di caratteristiche fisiche e funzionali di un oggetto”; il BIM è una metodologia operativa che consente di realizzare - simultaneamente e in team - il “modello virtuale” (architettonico, strutturale e impiantistico) di un edificio per conoscere tutte le sue caratteristiche e criticità prima ancora che venga costruito.

In quanto tale, il BIM serve come risorsa di conoscenza condivisa per le informazioni relative a un’opera edilizia o infrastrutturale e costituisce una base affidabile per le decisioni da prendere durante il suo intero ciclo di vita, dalla sua progettazione a tutte le fasi successive (compresa la demolizione e la dismissione).

La progettazione BIM degli impianti avviene contestualmente alla progettazione BIM architettonica e strutturale di un edificio. Solo attraverso una progettazione integrata è possibile ottenere una visione d'insieme del sistema edificio-impianto con l’evidente vantaggio di poter valutare la coerenza dimensionale e spaziale degli impianti stessi all'interno della costruzione ed evitare errori. 

Il modello virtuale di un sistema impiantistico, allo stesso modo di un modello architettonico e strutturale, non sarà soltanto una ricostruzione tridimensionale, ma conterrà una serie di informazioni “dinamiche” relative all’impianto stesso: materiali, dimensioni, costi, interferenze costruttive, analisi strutturali ed energetiche, cicli di vita dei materiali, manutenzioni, visualizzazioni reali, ect.

Il BIM negli appalti pubblici

Il nuovo Codice Appalti (art. 23- Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi) ha introdotto l’uso di modelli informativi. Il decreto del Ministro delle Infrastrutture dei Trasporti (D.M. 560/2017), firmato a dicembre 2017, definisce le “modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche”.

Il decreto del Ministro delle Infrastrutture dei Trasporti (D.M. 560/2017), firmato a dicembre 2017, definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione del BIM negli appalti pubblici. Si prevede un’introduzione graduale dell’obbligo di adozione del BIM a partire dal 1° gennaio 2019 per le opere di importo pari o superiore a 100 milioni di euro, fino alle opere di importo inferiore a 1 milione di euro, per le quali il termine decorre dal 1° gennaio 2025. La procedura BIM dovrà garantire la massima trasparenza, condivisione dei dati e tracciabilità.

BIM e sistemi impiantistici: le normative

Le principali norme per il BIM sono riportate di seguito. Queste appartengono a livello italiano alla serie UNI 11337 e a livello internazionale alla serie ISO 19650.

UNI 11337-1:2017
Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 1: Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi

UNI/TS 11337-3:2015
Edilizia e opere di ingegneria civile - Criteri di codificazione di opere e prodotti da costruzione, attività e risorse - Parte 3: Modelli di raccolta, organizzazione e archiviazione dell'informazione tecnica per i prodotti da costruzione

UNI 11337-4:2017
Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 4: Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati e oggetti

UNI 11337-5:2017
Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 5: Flussi informativi nei processi digitalizzati

UNI/TR 11337-6:2017
Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 6: Linea guida per la redazione del capitolato informativo

UNI 11337-7:2018
Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 7: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa

UNI EN ISO 19650-1:2019
Organizzazione e digitalizzazione delle informazioni relative all'edilizia e alle opere di ingegneria civile, incluso il Building Information Modelling (BIM) - Gestione informativa mediante il Building Information Modelling - Parte 1: Concetti e principi

UNI EN ISO 19650-2:2019
Organizzazione e digitalizzazione delle informazioni relative all'edilizia e alle opere di ingegneria civile, incluso il Building Information Modelling (BIM) - Gestione informativa mediante il Building Information Modelling - Parte 2: Fase di consegna dei cespiti immobili

La gestione di modelli informativi in edilizia è diventata una necessità sempre più concreta. Ecco perché la commissione Prodotti processi e sistemi per l’organiamo edilizio ha curato il recepimento anche in lingua italiana della UNI EN ISO 19650-2. Il documento specifica i requisiti per la gestione delle informazioni, sotto forma di un processo gestionale, nel contesto della fase di consegna dei cespiti immobili e dello scambio di informazioni, quando si utilizza il Building Information Modelling (BIM).

La norma UNI EN ISO 19650 può essere applicata a tutti i tipi di edifici e da tutti i tipi e dimensioni di organizzazione, indipendentemente dalla strategia di appalto scelta. Tuttavia, i requisiti indicati nella norma dovrebbero essere applicati in modo proporzionale e adeguato alla portata e alla complessità dell’edificio o della commessa. 

La norma si applica congiuntamente alla serie UNI 11337, che si pone come norma complementare poiché rispondente alle specificità del nostro mercato/contesto nazionale. I lavori di revisione hanno, infatti, l’obiettivo di riscrivere la serie UNI 11337 in modo che sia allineata sia alla normativa internazionale che al codice degli appalti pubblici del nostro Paese.

È destinata principalmente all'utilizzo da parte dei seguenti soggetti coinvolti:

  • nella gestione o produzione di informazioni durante la fase di consegna dei cespiti immobili;
  • nella definizione e nell'affidamento (degli incarichi) nelle commesse;
  • nella definizione degli incarichi e nel favorire il lavoro collaborativo;
  • nella progettazione, costruzione, funzionamento, manutenzione e demolizione dei cespiti immobili; nella realizzazione di valore per la loro organizzazione - quali responsabili - partendo dalla loro base come cespite immobile.

Il gruppo di lavoro UNI sul BIM è ad oggi molto attivo e vede il coinvolgimento di diversi stakeholder tra cui progettisti, imprese, associazioni di categoria, etc. Ad aprile 2019 è stata presentata la Sottocommissione UNI/CT 033/SC02 “BIM e gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni” che, a partire dal 30 Maggio 2019 ha sostituito il Gruppo di Lavoro UNI/CT 033/GL 05 "Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia".

La sottocommissione a sua volta è stata suddivisa nei seguenti gruppi di lavoro:

  • GL 1 - Classi informative, codificazione e identificazione
  • GL 2 - Attributi informativi, struttura e schemi
  • GL 3 - LOIN, struttura per il mercato nazionale
  • GL 4 - Ambienti di collaborazione e condivisione e strumenti di gestione
  • GL 5 - Capitolato informativo
  • GL 6 - Qualifica del personale operante in BIM e flussi informativi
  • GL 7 - Fascicolo del costruito
  • GL 8 - Gestione amministrativa BIM.

BIM e i progetti di ricerca

Diversi sono i progetti di ricerca attivi (ma anche già conclusi sul tema del BIM). Tra questi vi è il progetto BIMReL, coordinato dal Politecnico di Milano e supportato da diversi soggetti interessati tra cui la Federazione ANIMA Confindustria Meccanica varia.

BIMReL è una BIM library evoluta che permette di associare tutte le informazioni tecniche dei prodotti agli oggetti BIM in essa presenti. Il suo utilizzo, totalmente gratuito, è pensato per generare e rendere disponibili delle schede tecniche standardizzate già conformi alla UNI 11337-3. Non è quindi una comune BIM library, ma una piattaforma volta alla valorizzazione dei prodotti attraverso interoperabilità, nonché esaustività e trasparenza dell’informazione tecnica.

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Progetto BIMReL

BIM e sistemi radianti

Il comparto impiantistico ma anche edilizio, del quale fanno parte i sistemi radianti risulta frammentato ed eterogeneo. Questo sicuramente per la sua complessità e con problematiche diverse rispetto ai sistemi passivi di un qualsiasi edificio. Sono ad oggi disponibili sul web diverse librerie di prodotti e sistemi radianti messe a disposizione dalle aziende del settore. 

Grazie alla collaborazione tra aziende del settore, associazioni, consorzi ed enti di ricerca vi è un grande lavoro sul tema del BIM che ha come obiettivo ...

.... Continua la lettura nel pdf allegato

L’autore ringrazia l’Ing. Daniela Lobosco – Area Tecnica Federazione ANIMA per l’aiuto e la disponibilità nella realizzazione del presente articolo.