CORONAVIRUS, si va verso sospensione attività pubblici uffici

CORONAVIRUS, SOSPENSIONE PROCEDURE CONCORSUALI E ATTIVITÀ PUBBLICI UFFICI IN AREE FOCOLAI EPIDEMIA

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25 febbraio - Primo caso a Rimini, una persona rientrata dall'estero, ora ricoverata in Ospedale. Salgono così a 23 i casi in Emilia Romagna. Due casi anche in Toscana: positivo ai test un imprenditore 60enne di Firenze, rientrato da Singapore, un informatico rientrato in Toscana da Codogno. E una turista di Bergamo in vacanza a Palermo. L’Italia è il terzo Paese al mondo per numero di contagi, dopo la Cina (oltre 77 mila) e la Corea del Sud (893). In base all’ultimo bollettino, sono 283 i casi accertati nel nostro Paese (contando anche i decessi e chi era malato ma è poi guarito). Sono 20 le province che registrano casi di coronavirus, secondo i dati della Protezione civile. In dettaglio, in Lombardia, Lodi (101 casi), Cremona (39), Pavia (17), Bergamo (14), Milano (3), Monza Brianza (2), Sondrio (1); in Veneto, Padova (30), Venezia (7), Treviso (1); in Emilia Romagna, Piacenza (17), Parma (4), Modena (1), Rimini (1); in Piemonte, Torino (3); in Toscana, Firenze (1), Pistoia (1); in Trentino Alto Adige, Bolzano (1); in Sicilia, Palermo (1); nel Lazio, Roma (3). Riattivato il traffico ferroviario Lodi-Piacenza.

ROMA 24 febbraio - "Come Funzione pubblica, abbiamo stabilito nel decreto la possibile sospensione, nelle aree interessate, delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva la fondamentale erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Abbiamo anche previsto che l’accesso ai servizi pubblici essenziali possa essere condizionato all’utilizzo di strumenti di protezione individuale.

In cantiere abbiamo anche possibili provvedimenti di carattere organizzativo in favore del pubblico impiego, per esempio in merito a un ulteriore impulso relativo a forme di lavoro agile. Il monitoraggio prosegue H24. La salute è il bene supremo da tutelare. Teniamo alta la guarda, evitando al contempo di compiere scelte frettolose e irrazionali."

ROMA 22 febbraio - Possibile sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali possa essere condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

Sono queste le misure disposte dalla Funzione pubblica in seno al decreto per il contenimento e gestione delle emergenze epidemiologiche a livello nazionale e riferite ai comuni o le aree in cui risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque in cui vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio di virus.

Ecco l'evolversi dei comunicati di Fabiana Dadone, Ministro per la Pubblica Amministrazione.

Si passa quindi da una "possibile sospensione" a una sospensione. Poca chiarezza al momento di quali siano le aree interessate.

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Ecco il collegamento al portale messo a punto dal MINISTERO DELLA SANITA' per gli aggiornamenti sul Nuovo Coronavirus.

Però sul portale mancano informazioni aggiornati, basilari, come una mappatura delle zone in cui si è accertato un caso. Eppure sarebbe semplice integrare una piattaforma GIS con la situazione. Il nostro CNR ne ha sviluppato per ogni iniziativa, ne aveva sviluppato uno in Zambia per la malaria, e poi per l'EBOLA in Congo.

La domanda "retorica" è perchè in questo mese non si sia predisposto uno stumento analogo.

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Questa immagine è tratta da un sito privato.

Ma i sistemi di gestione di tracciatura digitale potrebbero fare anche di più. Oggi è possibile tracciare i cellulari e capire se ci sono flussi di persone dalle zone a rischio. Oggi è possibile tracciare e analizzare le  comunicazioni social, per esempio twitter, e quindi comprendere i comportamenti delle persone, anticipare situazioni di pericolo. In molti Paese del mondo si usano questi sistemi già per gestire il traffico, la programmazione delle attività in agricoltura, le situazioni di sicurezza. Anche in Italia. Eppure in questo mese di "preparazione" non si sono avviate procedure in tal senso.

"Ma perché non usiamo bene la tecnologia di cui disponiamo ?" è quanto ci ha dichiarato il dott. Dimitri Dellobuono, esperto internazionale sul tema "Oggi non appena un qualsiasi utente della rete scrive o legge un informazione viene profilato in meno di un secondo e varie piattaforme classificano e "vendono" l'informazione ad aziende che poi propongono offerte all'utente capendone gli interessi e le intenzioni. Oggi una delle più grandi aziende al mondo di gestione del dato legge oltre 7.5 miliardi di dispositivi e ne traccia profili utili per il geomarketing"


Si fermano Scuole e Università del Nord

Per prime hanno diramato l'annuncio di chiusura le università della Lombardia e quelle del Veneto, poi del Trentino Alto Adige, poi a seguire Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria.

Per gli atenei della Lombardia a deciderlo è la Conferenza dei Rettori delle Università lombarde, a seguito della seduta straordinaria del Consiglio dei ministri sulle misure contro l’epidemia di coronavirus. "Nei giorni da lunedì 24 febbraio a sabato 29 febbraio saranno sospese le attività didattiche (lezioni, esami e lauree)" spiega una nota del professore Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo. "In assenza di diverse indicazioni da parte delle autorità, tutte le attività potranno riprendere lunedì 2 marzo. Sedute di laurea ed esami saranno rinviati secondo calendari che verranno predisposti dalle singole sedi".

Nel frattempo sono arrivati i comunicati relativi alle ordinanze per la sospensione dell'attività di tutte le scuole di ogni ordine e grado, asili e asili nido - e quindi non solo Università - e di musei, manifestazioni ed eventi, e  come già detto di procedure concorsuali.


Ecco uno stralcio dell'Ordinanza dell'Emilia Romagna

Giunta Regionale - Agenzia di informazione e comunicazione

Prot. N. 66/2020  - Data 23/02/2020

Salute. Aggiornamento Coronavirus: da domani, e fino al 1^ marzo, in Emilia-Romagna sospensione dell'attività di tutte le scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, musei, manifestazioni ed eventi, procedure concorsuali. Ordinanza del presidente Bonaccini e del ministro Speranza

In primo luogo, si prevede la “Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, anche di natura culturale, ludico, sportiva ecc, svolti sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico”. Prevista poi la “Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza”

Inoltre, l’Ordinanza prevede la “Sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei museie degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 dei codici dei beni culturali e del paesaggio di cui al D.L. 42/2004, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi”.

Sospeso anche “ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero”.

C’è, inoltre, la “Previsione dell’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso in Emilia-Romagna da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”. Le Direzioni sanitarie ospedaliere “devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno”. Anche le RSA per non autosufficienti “dovranno limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti”. L’Ordinanza “raccomanda fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonchè alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali”.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, “deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aere e via acqua. Prevista, infine, la “sospensione delle procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario”.


Un Paese impreparato

Il problema del Coronavirus - o meglio, del COVID-19 - evidenzia un fatto drammatico per il nostro Paese: non siamo preparati ad affrontare emergenze di questo tipo e non siamo sufficientemente maturi per affrontarle e la prima conseguenza è che il Paese si blocca.

Preciso che non ci stiamo riferendo agli aspetti sanitari, lungi da noi la tentazione di entrare nel merito di un argomento che non conosciamo. 

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Anche in sanità però certe cose si potevano fare meglio, prepararsi per farle partire da subito. Per esempio si poteva prevedere una maggiore disponibilità di mascherine con l'obbligo, fin da un mese fa di utilizzarle all'ingresso - dove sarebbero essere dovute stare in modo gratuito - di ogni ospedale, pronto soccorso, ambulatorio medio e farmacia - con uno scatolone per buttarle all'uscita. E non si è fatto. Anzi. Ora sono introvabili.

Il numero 112 spesso suona a vuoto. Il numero 112 non funziona adeguatamente. Troppo spesso suona a vuoto. Ma nel 2020 si sarebbe potuto creare uno strumento di prenotazione digitale, senza dover costringere a dovere fare innumerevoli tentativi di chiamata. Un mese di tempo pre predisporla, eppure non c'è.


Ci stiamo riferendo all'organizzazione generale del Paese e al ruolo che le istituzioni sono in grado di svolgere per questa funzione. 

Come ho anticipato in un recentissimo editoriale su Ingenio - Allarme Coronavirus. Ordini, UNI, Associazioni, Fiere, formazione ... stop riunioni - siamo in un Paese in cui, oltre a organizzare al meglio il lavoro della Protezione Civile (attività sacrosanta), e bloccare gli aerei per e da la Cina (quando ormai tutti sanno che le principali rotte prevedono uno scalo per Monaco, Francoforte o Dubai) poco altro si è fatto.

E mentre Conte e Renzi litigavano su congressi e poltrone, probabilmente non ho notizie di uno, dico almento un ministero, che abbia avviato iniziative che potessero essere applicate nel caso, quanto mai probabile, di messa in quarantena del Paese.

Sto pensando alla creazione di procedure e alla individuazione di piattaforme digitali per consentire lo svolgimento di alcune funzioni fondamentali quali, ad esempio, la formazione, il telelavoro, alcuni servizi sociali e istituzionali. 

Certo, la difficoltà nasce anche dal fatto che questo Paese non è preparato, ha un tasso di digitalizzazione basso.

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Coronavirus: la (prima) peste dell’era digitale


Cittadini, c'è l'emergenza. Arrangiatevi !!!

Mi scuso per la violenza del titolo, ma la sostanza è questa.

Ieri sera - alle 18 e 30 - tramite un tam tam privato, è arrivata a casa delle mamme di Rimini la comunicazione della Regione Emilia Romagna (uno di noi abita a Rimini) sulla sospensione dell'attività di tutte le scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, musei, manifestazioni ed eventi, procedure concorsuali (quella pubblicata più in alto).

E' arrivata per tam tam perchè nel nostro paese questo è ancora il sistema che viene adottato: tramite Social. Ci scandalizziamo spesso inorriditi quando sentiamo che negli Stati Uniti il 60%della popolazione si aggiorna tramite Facebook ma poi viviamo in un Paese in cui non esiste ancora un sistema di informazione digitale del cittadino.

Troppe iniziative di organizzazione di comunicazione sociale sono lasciate al volontariato.

Nelle scuole le chat su whatsapp sono organizzate a discrezione delle mamme. Le insegnanti non sono mai collegate in queste liste. L'eventuale organizzazione di collegamento digitale con le insegnanti è regolato  solo dalla discrezione delle persone, tant aspetti come la gestione dell'assegnazione di compiti, le note, le assenze, le comunicazioni urgenti avvengono soloattraverso strumenti improvvisati. 

Nell'era delle piattaforme social le nostre scuole non sono in grado di realizzare lezioni a distanza.

Non serviva questo Coronavirus per capirne l'esigenza, è un mese che l'influenza normale ha falcidiato la presenza dalle scuole.

Avevamo un mese per preparare le scuole: non è stato fatto nulla. E' un mese che sappiamo che sarebbe arrivata, eppure il problema non è stato affrontato. 

Si sarebbe potuto prevedere l'utilizzo di piattaforme esistenti - come telegraph, workplace, facebook, bluejeans, skype ... - formare gli insegnanti e dotarli di un computer per fare lezione, creare una procedura da fare scattare in caso di emergenza la formazione a distanza. Ma non è stato fatto nulla.

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L'emergenza sanitaria che è intervenuta nel Nostro Paese ha portato in auge il tema dell'agile & smart working che, a sua volta, ha implicato anche la tematica relativa alla didattica a distanza.
Tutto ciò, oltre a evidenziare modalità "innovative" di lavoro, consente di enfatizzare come anche i cespiti, gli edifici, i contenitori, debbano essere adeguati a questa differente dimensione: come è ormai ben noto per gli spazi di lavoro e come, attraverso, ad esempio, gli assistenti vocali, sta riguardando sempre più gli spazi di vita.
Se, tuttavia, ci arrestassimo al piano della digitalizzazione abilitata attraverso i Building Management System o gli Home Speaker, probabilmente dovremmo porci una serie di interrogativi sollevati, tra gli altri, dalla rilevazione dei comportamenti e dall'ascolto delle conversazioni degli utenti o del livello di intensità sonora messe in atto dalle Technology Company (ivi incluse quelle che dis-intermediano le attività ricettive), dovremmo intravederne la serietà e la criticità in termini di capitalismo della sorveglianza.
L'attuale situazione potrebbe, però, anche suggerire che sia praticabile una via "cognitiva" nel rapporto tra beni immobili (e mobili) e fruitori in chiave positiva, decentrata e democratica: purché non si dimentichi che la digitalizzazione richieda uno spirito critico e che occorra una integrazione tra operatori economici e offerte merceologiche oggi attive in maniera poco interoperabile e non sempre rispettose della tutela e della protezione dei dati personali.
In definitiva, il mercato immobiliare che si prospetta, connotato dalla centralità della relazione, del servizio e dell'esperienza, riguarda sempre più il livello esistenziale: che l'attuale politica emergenziale ben evidenzia."

"Isolare il virus, non le persone"

L'ha appena detto - anzi twittato - il Ministro Paola De Micheli. Ma cosa significa ? ma che proclami sono se poi non c'è sostanza. Si dice di evitare i luoghi affollati ma in questo mese non ci si è attrezzati per la vendita a distanza, per la vendita su prenotazione digitale. Sarebbe stato semplice, avviare in questo mese un servizio - facendo squadra con la grande distribuzione - per la prenotazione digitale dei beni di prima necessità con la consegna fatta in modo programmato, eliminando occasioni di contatto tra cittadini e personale. E purtroppo, nelle aree in quarantena, se l'emergenza prosegue, in questa situazione sarà sempre più difficile garantire il servizio tradizionale.

Così abbiamo l'assalto ai supermercati, ulteriori momenti di presenza in spazi chiusi, disagio ... 

Telelavoro e aziende chiuse

Lo sapevamo, sarebbe arrivato. Ma non si è pensato a creare un supporto normativo per gestire poi, nell'emergenza, la chiusura delle fabbriche o la creazione di telelavoro temporaneo (nei casi in cui sia possibile). Ora nei telegiornali qualche politico afferma che nelle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri si comincerà a pensare come si gestiranno queste situazioni, questi problemi. Forse ci si sarebbe dovuti arrivare prima, invece di parlare di legge elettorale ...

In questo momento - in assenza di disposizioni precise - il dipendente costretto a rimanere a casa per motivi precauzionali, viene messo automaticamente in malattia. A meno che le singole imprese non decidano diversamente: è il caso di Eni, Snam e Saipem stanno contattando uno a uno i dipendenti che risiedono nei comuni in provincia di Lodi indicati tra quelli a rischio.  La formula per il congedo che scatta da lunedì potrebbe essere quella del lavoro agile (smart working), ma non è escluso anche il ricorso al permesso retribuito.

Ma la situazione del lavoro è in questo momento allo sbando: Cassa integrazione per le imprese ?

Come scrivevo il Governo "sta studiando interventi per le imprese". La prima rovviamente iguarda la cassa integrazione come strumento per aiutare le aziende che avranno problemi per l'assenza dei dipendenti. Lo ha anticipato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. "Uno strumento sarà concedere la Cassa integrazione ordinaria: trattandosi di un evento imprevedibile, non c'è bisogno di una norma ad hoc. E' un primo ma tempestivo intervento che possiamo mettere in campo e siamo pronti a predisporne altri qualora ve ne fosse la necessità". 

Ma non basta. Peerhcè ci saranno aziende costrette a sospendere o a limitare la produzione per motivi correlati. Chi organizza eventi, chi non riceve componentistica e materiali da aziende operanti nella zona rossa. Cassa Integrazione straordinaria e altri meccanismi dovrebbero essere utilizzati anche per queste aziende.

Sospendere tasse e tributi ?

Un'altro dei provvedimenti che viene proposto e discusso è quello di sospendere i versamenti e gli adempimenti tributari per i contribuenti e per i professionisti che abbiamo la sede dell'attività  oppure la residenza di titolari, soci, professionisti, associati, amministratori esecutivi, collaboratori o dipendenti nelle aree interessate dalle misure di quarantena introdotte per contrastare la diffusione del coronavirus. É quanto ha chiesto il Consiglio nazionale dei commercialisti al Ministero dell'Economia. Ma in una estensione su tutta la Lombardia - che produce il 20% del PIL italiano - che facciamo ?

E l'industria, è pronta ? 

DIGITALIZZAZIONE: una priorità, non da ora

La digitalizzazione è una priorità. Perchè consente  di accorciare le distanze, migliorare l'organizzazione, affrontare in modo migliore le emergenze.

Ma la digitalizzazione richiede professionalità.

Professionalità da parte di chi deve programmarla nel Paese. E questo non sempre accade. Per esempio, i fondi per realizzare una piattaforma digitale per le costruzioni sono 3 provvedimenti che sono previsti e poi eliminati nella notte che precede la firma del decreto. Per esempio, pensiamo alla scuola ...

Professionalità da parte di chi deve attuarla. Ma nel nostro Paese manca ancora una regolamentazione su questo tema: chi può firmare un progetto di piattaforma/strumento/hardware/software digitale ? chiunque. Manca una regolamentazione etica e sui profili di responsabilità. Oggi si può trovare in commercio una telecamera intelligente sicura e non sicura, senza alcuna etichetta riservata al cittadino. Oggi un software che gestisce il data base di un comune può essere realizzato da chiunque.

Professionalità diffusa, che consentirebbe poi una reale diffusione.

 

Articolo in aggiornamento