Buone Pratiche in Edilizia: strumenti efficaci per la Prevenzione e la Sicurezza nei Cantieri

Il Consiglio Nazionale Ingegneri, le Regioni, l'INAIL e la Rete Professioni Tecniche hanno promosso un Concorso nazionale per individuare nuove buone pratiche nel settore edile

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Le buone pratiche e il Piano Nazionale di Prevenzione in Edilizia 

Uno dei macro obiettivi individuati nell’ultimo Piano Nazionale della Prevenzione (PNP), approvato con Intesa Stato Regioni del 13 novembre 2014, è stato identificato nel “Prevenire gli infortuni e le malattie professionali”; in attuazione di tale macro obiettivo, il Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro ha predisposto il “Piano Nazionale della Prevenzione in Edilizia 2014/2019” (PNE), con la finalità di fornire alle Regioni precise indicazioni per l’espletamento omogeneo delle attività di vigilanza, formazione ed assistenza finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza nei cantieri edili. Del resto, l’analisi degli ultimi dati relativi agli infortuni sul lavoro occorsi nel settore edile, fornisce un quadro non confortante: nel 2019 l’INAIL ha ricevuto denunce per un totale di 32.409 infortuni avvenuti in cantieri edili e, di questi, una notevole incidenza hanno avuto i cosiddetti infortuni “gravi” che hanno comportato assenza dal lavoro superiore a 40 giorni o conseguenze più gravi quali postumi permanenti o, nella peggiore delle ipotesi, la morte del lavoratore.

Per cercare di ridurre tale numero di infortuni, il PNE prevede che vengano poste in essere attività di assistenza, informazione e formazione nei confronti dei lavoratori e dei vari soggetti a vario titolo operanti all’interno dei cantieri edili, attraverso anche iniziative di collaborazione interistituzionale; il medesimo PNE assegna un valore strategico alla creazione e diffusione di “buone pratiche” per la realizzazione delle varie attività lavorative, scaturenti sul campo dall’analisi e riproduzione delle migliori esperienze pratiche attuate da soggetti pubblici o privati. Oltre a focus specifici, relativi a caduta dall’alto, grandi opere, spettacoli, palchi e fiere, entrando nel dettaglio si sintetizzano di seguito le azioni individuate nel “PNE”.

Vigilanza e controllo

L’azione di vigilanza è fondamentale per dare sostanza alla prevenzione ma anche per stabilire la certezza del diritto e per scongiurare il rischio che investano in sicurezza solamente le imprese culturalmente motivate che però, al contempo, rischiano di trovarsi penalizzate sul mercato rispetto a quelle che intendono risparmiare proprio sulla sicurezza e la salute dei lavoratori. Sulla base di quattro parametri (popolazione residente, infortuni gravi, addetti al comparto, notifiche preliminari) ad ogni regione e provincia autonoma è stata assegnata la quota di cantieri che devono essere ispezionati ogni anno, al fine di raggiungere l’obiettivo di 50.000 cantieri/anno sull’intero territorio nazionale, a fronte delle circa 300.000 notifiche preliminari di apertura cantiere che annualmente sono inviate agli organi di vigilanza. E’ stata programmata un’azione di vigilanza le cui procedure risultino quanto più uniformi possibili su tutto il territorio nazionale e, a tal fine, è stata predisposta un’apposita “linea di indirizzo per la vigilanza nei cantieri temporanei o mobili” con allegata specifica check list, atta ad omogeneizzare le procedure ispettive.

Comunicazione/informazione

Il Piano prevede molteplici iniziative di comunicazione, informazione e promozione della salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri edili e viene sottolineata l’importanza delle collaborazioni interistituzionali (Inail, Ministeri, Regioni, Parti sociali, Ordini professionali, etc). Obiettivo del Piano è raggiungere un’ampia e diffusa acquisizione di conoscenze finalizzate ad incidere sui comportamenti di imprese e lavoratori. Sono stati attivati specifici percorsi informativi e assistenziali dedicati ad ogni categoria di operatori (lavoratori, imprenditori, professionisti, committenti, etc) ed iniziative di comunicazione per aumentare la sensibilità al problema e informare sulle possibilità offerte dal sistema della prevenzione. Per garantire una sempre migliore comunicazione, è stato potenziato, reso dinamico e costantemente aggiornato il portale telematico istituzionale nazionale dedicato alla salute ed alla sicurezza in edilizia.

Formazione

Sono stati avviati appositi percorsi formativi rivolti a tutti i soggetti che a vario titolo partecipano al processo produttivo del cantiere edile (datori di lavoro, lavoratori, professionisti, etc..) oltre ad azioni di assistenza qualificata soprattutto nei confronti dei tecnici, delle microimprese e dei lavoratori autonomi, in un ottica di condivisione e partecipazione, effettuata con la collaborazione di Istituzioni pubbliche, Parti sociali, Ordini professionali, etc.. Nel medesimo ambito vanno ricomprese le specifiche attività di promozione/assistenza/formazione negli istituti scolastici e universitari a sostegno dello sviluppo della cultura della sicurezza all' interno dei curricula scolastici, con particolare riferimento al settore dell’edilizia, con l’obiettivo di plasmare le menti degli alunni già dai banchi di scuola e far sì che i comportamenti rispettosi delle regole della sicurezza sul lavoro divengano degli automatismi quando che gli alunni di oggi diventeranno lavoratori di domani. Percorsi formativi specifici sono stati rivolti al personale ispettivo degli organi di vigilanza, con lo scopo di uniformare quanto più possibile le modalità di ispezione all’interno dei cantieri in tutto il territorio nazionale ed evitare il diffondersi della percezione di attività di vessazione, in particolare nel caso di duplicazione di controlli.

Archivio delle soluzioni di sicurezza

Al fine di valorizzare competenze, esperienze e professionalità del settore, Inail e il Coordinamento Tecnico Interregionale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e la Rete delle Professioni Tecniche, hanno avviato un Concorso Nazionale per raccogliere le buone pratiche di tipo tecnico-organizzativo-procedurale che presentino le caratteristiche della concreta e realistica attuazione, cui è dedicato il prossimo paragrafo.

Il concorso nazionale “Archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza nei cantieri”

Nell’ambito fin qui rappresentato, il Piano Nazionale della Prevenzione in Edilizia 2014-2019 ha previsto varie azioni, da realizzare congiuntamente tra Inail e il Coordinamento Tecnico Interregionale, ai sensi dell’Accordo quadro stipulato il 15 dicembre 2015 tra l’INAIL, la Conferenza delle Regioni e Province autonome e il Ministero della Salute, insieme agli Ordini professionali. E tra queste, particolare rilievo ha assunto la costituzione e la periodica implementazione di un archivio di buone pratiche e soluzioni di sicurezza contenente procedure di prevenzione ed esperienze di eccellenza presenti nel territorio, scaturenti sul campo dall’analisi e riproduzione delle migliori esperienze pratiche attuate da soggetti pubblici o privati, da condividere e mettere a disposizione del sistema. E a tal fine, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, insieme alla Rete delle Professioni Tecniche, si è fatto soggetto attivo e propositivo mettendo a disposizione la propria esperienza ed offrendo il proprio contributo per l’organizzazione del concorso nazionale “Archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili”. Il concorso intende creare un archivio facilmente consultabile di buone pratiche per la prevenzione degli infortuni nei cantieri, in grado di favorire la diffusione di soluzioni innovative volte a garantire la sicurezza dei lavoratori. 

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Figura 1 – Locandina del concorso, promosso da CNI, Regioni, INAIL e RPT

L’iniziativa nasce dalla considerazione che, al di là del rispetto della mera norma di legge, sovente vista quale elemento prescrittivo, le buone pratiche assumono sempre più un ruolo strategico per la promozione della salute e della sicurezza nei cantieri e, se adeguatamente applicate, possono contribuire in modo significativo all’abbattimento degli infortuni e delle malattie professionali. La finalità del concorso è perseguire l’obiettivo e contemporaneamente valorizzare competenze, esperienze e professionalità del settore, per raccogliere tutte le buone pratiche di tipo tecnico-organizzativo-procedurale che presentino le caratteristiche della concreta e realistica attuazione.

La prima fase del concorso relativa alla presentazione delle proposte progettuali, ufficialmente avviata nel mese di Luglio 2019, ha previsto la possibilità di partecipazione di tre tipologie di concorrenti: Imprese del settore edile, Coordinatori per la Sicurezza nei cantieri, Amministrazioni/Enti Pubblici – costituendo prerequisito l’essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi ed il non aver pendenti procedimenti penali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ad esclusione di quelli sospesi ai sensi del d.lgs. 758/94. Il format di presentazione della proposta di buona pratica è riportato in figura 2.

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Figura 2 – Format per la presentazione della proposta di “buona pratica in edilizia”

Al modello di cui sopra andava allegata la documentazione di presentazione della buona pratica, nella forma di relazione tecnica, filmato, elaborato grafico o documentazione fotografica.

E’ stata, inoltre, data la possibilità a ciascun partecipante di compilare una apposita scheda di autovalutazione, finalizzata a evidenziare la maggiore o minore rispondenza del progetto alle finalità del concorso, assegnando un punteggio a ciascuno dei seguenti indicatori:

  • Originalità (massimo 10 punti)
  • Innovazione (massimo 15 punti)
  • Replicabilità (massimo 15 punti)
  • Efficacia prevenzionale (massimo 25 punti)
  • Facilità di applicazione (massimo 20 punti)
  • Fattibilità tecnica ed economica (massimo 10 punti)
  • Requisiti tecnico-scientifici (massimo 5 punti)

Al termine di questa prima fase, avvenuta lo scorso mese di Gennaio, è stato riscontrato un elevato interesse per l’iniziativa dimostrato dal notevole afflusso di proposte presentate che, allo stato, sono in fase di valutazione per l’ammissibilità da parte della segreteria organizzativa del concorso. Le tematiche presentate abbracciano un vasto spettro e spaziano dalle tecniche puntuali di esecuzione di determinate e specifiche attività lavorative alla valutazione del benessere organizzativo nel cantiere, dalla proposta di check list e procedure operative agli aspetti legati alle relazioni interpersonali e psicologiche, dalla gestione delle emergenze all’utilizzo di nuove tecniche digitali. Successivamente, una prima valutazione da parte di un comitato tecnico scientifico all’uopo nominato provvederà ad effettuare una prima selezione cui seguirà, entro il prossimo mese di Maggio, la valutazione finale con l’individuazione dei vincitori da parte di una giuria composta da autorevoli rappresentanti dell’Inail, delle Regioni, del CNI/RPT e da rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale ed accademico.

Potranno essere riconosciute vincitrici fino a tre proposte di buone pratiche per ogni categoria e la cerimonia di premiazione avverrà durante un apposito evento nazionale. Tutti gli elaborati riconosciuti di interesse dal Comitato Tecnico Scientifico e dalla Giuria andranno ad implementare l’archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili, saranno rese disponibili e liberamente consultabili sui portali telematici degli organizzatori oltre che sul portale ufficiale del Piano Nazionale Edilizia - www.prevenzionecantieri.it – e ne sarà assicurata la diffusione tramite convegni e seminari regionali/locali organizzati nell’intero territorio nazionale . Ricorrendone i presupposti, infine, le migliori buone pratiche potranno essere trasmesse alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, al fine di essere sottoposte alla procedura per la eventuale validazione come Buone Prassi.

L’importanza delle Buone Prassi nel D. Lgs. 81/2008

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 assegna un ruolo di particolare rilievo alle cosiddette "buone prassi" ai fini del miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro; in particolare, all’art. 2, vengono definite come “soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle Regioni, dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici, validate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, previa istruttoria tecnica dell’INAIL, che provvede a assicurarne la più ampia diffusione”

Nel corpo del testo della legge le stesse buone prassi vengono più volte richiamate: nella programmazione dei controlli sulle attrezzature di lavoro (art. 71), nella individuazione di metodiche e tecniche di lavorazione atte ad evitare le problematiche connesse alla insorgenza di malattie professionali derivanti da movimentazione manuale dei carichi ( art. 168), nella valutazione dei rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici - in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione (art. 181) – con particolare riferimento ai campi elettromagnetici (art. 209) e alle radiazioni ottiche artificiali (art. 216); le buone prassi vengono addirittura ricomprese fra le misure generali di tutela (art. 26) che, in particolare nel settore edile, sia i committenti che i datori di lavoro delle imprese sono tenuti a considerare nell’ambito della programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. Anche gli Organi di Vigilanza, nell’effettuare le proprie attività ispettive, devono tenere in debita considerazione le buone prassi: in particolare è espressamente previsto che, salvo che il fatto costituisca reato, gli organi di vigilanza sono tenute ad impartire disposizioni esecutive ai fini dell’applicazione delle buone prassi, laddove volontariamente adottate dal datore di lavoro e da questi espressamente richiamate in sede ispettiva, qualora ne riscontrino la non corretta adozione.

In considerazione dell’importanza assegnata dal legislatore ed al fine di incentivarne la volontaria adozione da parte delle imprese , è previsto che le aziende che realizzano buone prassi o che adottano interventi migliorativi coerenti con le stesse, validate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e pubblicate sul sito internet del Ministero del lavoro, possono accedere alla riduzione del tasso di premio Inail dopo il primo biennio di attività utilizzando il relativo modulo di domanda, secondo le indicazioni riportate sul sito internet dell’Inail.

Per l'avvio della relativa procedura di selezione, è prevista la compilazione completa di uno specifico modello elaborato dalla Commissione di cui sopra, avendo cura di specificare la problematica e relativa soluzione, i risultati raggiungibili/attesi , i costi, il grado di coinvolgimento del personale e le indicazioni relative alla trasferibilità della procedura (caso unico o replicabile). Allegato al modello, oltre alla documentazione di supporto, è previsto che venga predisposta una relazione riassuntiva, sintetica e facilmente comprensibile, al fine di consentire una più efficace e rapida divulgazione della buona prassi.

Si ringrazia il Gruppo di Lavoro sicurezza CNI per la gentile collaborazione

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