Che cosa è la sicurezza partecipata? ecco com'è stata applicata al cantiere di Porta Nuova Garibaldi

Il coordinamento della sicurezza per edifici complessi e ad elevato sviluppo verticale

PARTE 6

L’articolo tratta del lavoro svolto in Team costituente l’Ufficio di Sicurezza e di Coordinamento, in cui l’ing. Amaro ha rivestito il ruolo di Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione e di Esecuzione e della metodologia applicata dallo stesso per lo svolgimento del servizio anche attraverso il coinvolgimento delle imprese quali parti attive dello sviluppo e dell’evoluzione del cantiere di porta Nuova Garibaldi a Milano avviato nel 2008 e concluso nel 2013. L’articolo rappresenta la parte 6 parte del programma di divulgazione del lavoro e delle tematiche trattate e sviluppate nel contesto dell’intervento di cui trattasi.


Il coordinamento della sicurezza nel Cantiere di Porta Nuova Garibaldi a Milano: il cantiere partecipato e la sua evoluzione 

La sicurezza partecipata un processo condiviso che ha visto sullo stesso tavolo e in campo tutte le figure che il testo unico della sicurezza individua quali responsabili, attuatori, controllori della sicurezza dei lavoratori.

Fra l’autunno del 2009 e la primavera del 2011, nel cantiere di Porta Nuova Garibaldi a Milano, l’ing. Giuseppe G. Amaro si è fatto promotore di un percorso pilota che ha coinvolto attivamente i lavoratori nella costruzione del progetto “sicurezza partecipata” attraverso una raccolta di idee utili per migliorare la sicurezza in cantiere e l’approccio nei confronti della stessa da parte degli addetti ai lavori.

Il processo, ideato e sviluppato da l’ing. Giuseppe G. Amaro in partnership con Avventura Urbana e Hilson Moran Italia, è stato supportato da Hines Italia e da Colombo Costruzioni (General Contractor del cantiere) con la collaborazione di alcuni importanti enti che si occupano di prevenzione in materia di sicurezza del lavoro: Inail Lombardia, Ministero Del Lavoro – Dipartimento di Milano, Asl Milano, Filca – Cisl, Provincia di Milano e Cpt.

Il progetto è stato avviato con l’intento di costruire delle regole della sicurezza condivise con gli operai anche attraverso un’autocritica ed un’analisi delle difficoltà operative radicate nel sistema di approccio dei lavoratori nei confronti della sicurezza.

Già all’avvio di questo percorso, si è constatato che:

  • l’approccio alla sicurezza era spesso basato sulla prescrizione di norme e sanzioni;
  • vi era un’ampia divergenza tra regole e prassi di comportamento;
  • vi era una necessità di risparmio di tempo e risorse economiche;

Certo il cantiere risulta spesso caratterizzato da modifiche nelle condizioni di lavoro scarsamente prevedibili legate all’andamento del cantiere, mentre spesso vi è una valutazione errata del rischio da parte di singoli operatori. 
Accertate quindi i dubbi e le incoerenze spesso affrontate in cantiere, sono state attuate pertanto alcune indagini di ascolto ed osservazione dei comportamenti di addetti e tecnici.
L’indagine ascolto è stata svolta attraverso un ciclo di interviste ad esperti, tecnici di cantiere, preposti, attraverso giornate in cantiere di shadowing, ovvero osservazione di comportamenti e di focus group con gli addetti ai lavori.
Al termine di queste attività di raccolta di opinioni si è pensato ad una partecipazione attiva e si è promosso un concorso di idee sulle buone pratiche da applicare per lavorare meglio in sicurezza, nonché varie attività di confronto creativo su lavorazioni, attrezzature e procedure specifiche.
Sono state effettuate anche delle mediazioni su problemi specifici, ma soprattutto è stato elaborato il PSC partecipato di un’opera passerella podio Porta nuova Varesine – podio Porta Nuova Garibaldi.

Di seguito si riportano le sintesi e i contenuti emersi dalla fase di ascolto da parte degli addetti:

  • Sicurezza e tempi
  • Sicurezza e burocrazia
  • Sicurezza e cultura
  • Sicurezza ed ergonomia
  • Sicurezza e committenza
  • Sicurezza e lavoro sommerso

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Figura 1 – opinioni raccolte in merito alle tematiche evidenziate

A seguito delle risultanze acquisite ci si è posti l’obiettivo di elaborare un documento metodologico da sottoporre al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La finalità di tale documento era quello di costituire la “guida per la fase di sperimentazione ed applicazione pratica nei cantieri studio su temi specifici quali:

  • migliorare i rapporti con la Committenza
  • migliorare l’informazione esterna e interna al cantiere
  • migliorare il coinvolgimento dei lavoratori
  • valorizzare il rapporto del cantiere con il contesto

Il lavoro svolto non poteva non prescindere dalla constatazione che ogni singolo individuo ha una percezione soggettiva della sicurezza, tale assunzione è stata determinante per evidenziare gli strumenti condivisi per trasformare le prescrizioni in prassi. 

Da cui la domanda è sorta spontanea nei confronti degli addetti operai e tecnici: Se tu avessi tutte le leve, che cosa faresti per migliorare la sicurezza del cantiere in cui lavori?

Ne sono derivate le diverse azioni che hanno quindi costituito il progetto della sicurezza partecipata:

Azione 1 - Comunicare la sicurezza

  • Azione 2 - Laboratori di cantiere
  • Azione 3 - Premio “Zero Incidenti Zero sanzioni”
  • Azione 4 - Il cantiere è casa mia: le famiglie e la città in cantiere
  • Azione 5 - Personalizzare i DPI: “io disegno il mio casco”

I risultati finali sono stati i seguenti:

  • 34 idee creative per migliorare la sicurezza in cantiere;
  • 15 idee per rispondere a dei bisogni specifici di sicurezza in cantiere;
  • un manifesto con " 7 regole da ricordare ";
  • Il 1° PSC partecipato.

Abbiamo quindi raccolto le valutazioni degli operai coinvolti attraverso i gruppi di confronto su temi proposti spontaneamente.

Sono nate le 7 regole della sicurezza da ricordare, da cui il manifesto della sicurezza partecipata:

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Figura 2 – Il manifesto delle 7 regole della sicurezza

E poi anche una pubblicazione Gae Engineering - Avventura Urbana con le IDEE CREATIVE del concorso a premi, di cui si riportano alcuni estratti:

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Figure 3-4 – Due proposte per migliorare la sicurezza durante specifiche attività lavorative

La metodologia così sviluppata è stata presentata nel contesto della campagna EU-OSHA 2012-2013 e dalla stessa è stata premiata fra le buone prassi della campagna Italiana.

La Safety Box

Da una suggestione dell’Ing. Giuseppe G. Amaro, collegato all’iniziativa della Sicurezza Partecipata, nasce questo esperimento di spettacolo in “scatola”, sul tema della sicurezza sul lavoro. 

La Safety Box fa parte di un progetto articolato che ha per committenti l’Ingegnere stesso e i grandi cantieri di Porta Nuova Garibaldi a Milano e di Torre Regione Piemonte Torino. 

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Figure 9-10 – Safety Box in cantiere

Si tratta sostanzialmente dell’estensione di un progetto di sviluppo della tecnica del Teatro in Scatola di Chiara Trevisan, attraverso un processo di sviluppo della comunicazione «uno-a-uno», ovvero in un micro spettacolo in scatola inerente la sicurezza sul lavoro rivolto ai lavoratori del settore edile.
Il micro cantiere della «Safety Box» ha trovato posto nei macro cantieri, proponendo un empatico e surreale percorso di affezione ai DPI attraverso il lavoro delle pulci e lo sguardo laterale della visione artistica di un’esperta. 

La programmazione operativa attraverso lo strumento del coinvolgimento e della partecipazione

Un altro strumento finalizzato alla partecipazione e coinvolgimento delle ditte operanti in cantiere è la condivisione di una programmazione delle attività settimanali dettagliate per:

  • impresa ed attività 
  • localizzazione attività
  • tempistiche di intervento

Attraverso la programmazione di dettaglio si è reso possibile focalizzare le interferenze delle sub fasi operative e delle procedure occorrenti per lo svolgimento corretto delle stesse.
A seguire un esempio di programmazione esemplificato proposto dall’impresa, lo stesso è altresì implementato da tavole grafiche distinte in planimetrie, sezioni e prospetti indicanti:

  • percorsi e viabilità
  • aree di stoccaggio
  • mezzi di sollevamento
  • accessibilità alle aree ed ai piani

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Figura 11 – La programmazione in cantiere

La condivisione tra i partecipanti ed il Team di Coordinamento delle attività di ciascuna impresa consente l’esecuzione di una puntuale gestione delle interferenze nel corso delle ordinarie attività di coordinamento settimanali e le verifiche durante i sopralluoghi in cantiere

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