Perchè il progetto MITO è così importante? Intervista a De Bernardinis, ISPRA

29/08/2013 4330

Intervista a Bernardo De Bernardinis, Presidente ISPRA

Gestire un nuovo sistema sulla "Long Term Digital Preservation" in un momento particolare come questo è un occasione rara.
Gli OpenData, l'OpenGovernment ed il tema dei BigData, così come l’interoperatività e la condivisione di dati ed informazioni in tempo reale, sono per ISPRA ed il Sistema nazionale delle Agenzie per la protezione ambientale, ma anche per molti altri a partire dalla Protezione civile per giungere alla Difesa attraverso la Ricerca , di fondamentale importanza ed assoluta necessità. Per l’Istituto altresì il fronteggiare ed il saper gestire tali tematismi rappresenta un compito istituzionale dettato dal fatto che siamo uno dei cinque Enti Cartografici dello Stato con specifiche competenze nella geologia e della geologia ambientale, ma soprattutto in quanto chiamati dall’art. 23, comma 12 quaterdicies della legge n.135/2012 a sovrintendere e gestire la piattaforma per la catalogazione e la raccolta dei dati geografici, territoriali ed ambientali generati da tutte le attività sostenute, anche in via parziale, da risorse pubbliche, provvedendovi con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e quindi con una visione di concorso federato di soggetti, nonché di risorse, giacimenti e fonti informative distribuite. E’ evidente che tale impegno è assunto dall’Istituto soprattutto verso gli altri e nell’ambito delle materie e delle problematiche ambientali.
Gli strumenti sono importanti per qualsiasi attività ed avere gli strumenti giusti aumenta in modo considerevole il livello di qualità e di efficienza, ma in questo caso potrebbe fare la differenza tra successo ed insuccesso. MITO nasce dal proposito di creare un ambiente quanto più vicino alle esigenze rappresentate dei soggetti che lo hanno ideato e proposto, ma quale proxy dei sistemi ben più ampi ed estesi presenti nell’ambito della Ricerca e della Pubblica amministrazione. La filosofia e le metodiche che sono dietro al progetto partono dall’esperienza di risultati positivi e molto importanti già conseguiti nell’ambito anche di servizi pubblici di pubblico interesse, complessi e di responsabilità, da fornire in tempo reale. L'idea di utilizzare i risultati del laboratorio geoSDI del CNR e di ampliarne le potenzialità è stata subito accolta, ma soprattutto ci permetterà di partire con una rete di collaborazioni e di potenziali partnership già consolidate anche a livello internazionale. Penso a NASA, Nazioni Unite ed al colosso di Mountain View Google con i quali possiamo da subito interagire e collaborare per realizzare qualcosa che può interessare anche loro e che possa soprattutto essere non un punto di arrivo, ma un ulteriore ed ancor più avanzato punto di partenza dove la ricerca italiana è leader di un gruppo così ben fornito.

Quali potenzialità ha il progetto?
Come dicevo prima il progetto offre grandi ed importanti potenzialità. Si pone infatti l’obiettivo di offrire una soluzione in grado di gestire il “complessivo” dei dati e delle informazioni, siano essi tematici, multimediali e/o cartografici, permettendo e garantendo nello stesso tempo ad ogni singolo soggetto la totale autonomia di gestione, di personalizzazione e di iterazione con altri soggetti , anche attraverso la generazione di gruppi tematici, gruppi ristretti e/o allargati. Insomma ogni singolo soggetto pubblico, privato o gruppo potrà gestire il flusso informativo di proprio interesse che quotidianamente viaggia nella rete, sarà nelle condizioni di “scambiare” i propri giacimenti informativi con quelli di altri e soprattutto di avere visibilità di quello che gli altri “costruiscono” e possono mettere a loro volta a disposizione per le proprie necessità e finalità. In un momento in cui tutti debbono dare il proprio contributo per superare la delicata situazione vissuta oggi dal nostro Paese, focalizzare attenzione e sforzi sullo sviluppo di strumenti, metodi e soluzioni che perseguono, oltre all’efficacia, l’efficienza e l’economicità degli stessi, visioni di condivisione e collaborazione, è fondamentale per la ripresa economica, ma soprattutto sociale del Paese stesso, che non può comunque più esimersi dal governare e meglio gestire il proprio patrimonio naturale, culturale, territoriale e produttivo attraverso la riproposizione di un pensare e di un agire comune, federato e cooperativo.
L'idea di mettere insieme molte tecnologie open esistenti è di creare un sistema modulare che ognuno possa usare per i propri scopi, che possa contenere e gestire qualsiasi tipo di dato, informazione, processo o forma di conoscenza, che soprattutto sia gestibile anche nello spazio e nel tempo, è stata giudicata da due soggetti internazionali diversi tra loro per finalità e compiti come la NASA e Google come un’idea tanto illuminata quanto semplice: il poter avere finalmente un “libro” di ciò che ci circonda che possa essere sfogliato per indice e, soprattutto ,contestualizzato nel tempo e nello spazio.
Se pensiamo ad ISPRA ed al Sistema nazionale per la protezione ambientale, tutto questo, attraverso la gestione di mappe, dati, flussi informativi e l’associazione di dati geospaziali di varia natura , anche in tempo reale, permetterà loro di meglio gestire non solo la quotidianità delle attività di monitoraggio, valutazione, controllo e reporting ambientale, ma anche quelle di assistenza tecnica e scientifica nelle crisi e nelle emergenze ambientali complesse, interagendo adeguatamente con gli altri soggetti istituzionalmente interessati per migliorare i processi e i livelli di efficienza operativa, così come con i cittadini, che potranno non solo acquisire, ma anche comunicare ed interagire contribuendo, ognuno con i propri dati e le proprie informazioni, ad alimentare i giacimenti di conoscenza e le informazioni che il sistema potrà e vorrà gestire in modo “aperto”.

Quali sono le sue finalità?
Le finalità tecniche del progetto sono quelle di creare un sistema certamente per la Long Term Digital Preservation finalizzato alla ricerca ed all’approfondimento della conoscenza, ma come ho cercato di evidenziare in precedenza, anche molto altro.
Un idea così non ha limiti di applicabilità. Ognuno può trovare qualcosa da fare o, meglio, da gestire con un sistema del genere. Gli Enti di ricerca e le università gestiranno i propri laboratori, i propri progetti , attuali e futuri, i ricercatori saranno in grado di trovare quello che non hanno mai avuto modo di trovare con facilità e così via, ma tanto vale per le pubbliche amministrazioni e, perché no, per la comunità nazionale in generale.
Una finalità non scritta è quella di iniziare un nuovo percorso partendo dall’esistente e dall’esperienza determinata dalla Direttiva europea INSPIRE per fondare e consolidare una piattaforma futura di sistemi per l’accesso, la condivisione e l’interoperatività di dati, informazioni e conoscenze, molto più solida e ampia, ma soprattutto unica nel suo genere. Quando è nato Facebook non si è inventato nulla di nuovo si è solo razionalizzato ed utilizzato qualcosa di esistente per far si che tutti parlassero con tutti e si scambiassero impressioni, dati, sensazioni e così via dicendo. Allo stesso modo con MITO si intende creare un ambiente che metta tutti nella condizione di poter interagire e di poter operare nel quotidiano senza avere grandi limiti tecnologici, interagendo nel modo con cui già da tempo si fa, ma in un ottica diversa, utilizzando razionalmente gli strumenti già in uso e soprattutto con la piena possibilità di gestire il proprio dominio informativo in completa autosufficienza.
 

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