Pavimenti Resilienti: con la nuova Norma UNI 11515-1 cosa è cambiato?

Il 20 febbraio 2020 è entrato in vigore un aggiornamento della norma UNI 11515-1 “Rivestimenti Resilienti e Laminati per Pavimentazioni”. Abbiamo chiesto a Enrico Barison, coordinatore del GL UNI/CT 033/GL 18 Rivestimenti resilienti, tessili e laminati per pavimentazioni, cosa è cambianto rispetto alla precedente UNI 11515-1:2015.

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Pavimenti resilienti e normativa tecnica: quali sono i contenuti della UNI 11515-1:2020?

La nuova Norma UNI 11515-1 “Rivestimenti Resilienti e Laminati per Pavimentazioni” fornisce le istruzioni per la progettazione, la posa e la manutenzione di tutti questi rivestimenti e rappresenta un riferimento per la redazione del progetto, la stipulazione del contratto di appalto e i processi di realizzazione in opera e di manutenzione.

Le pavimentazioni resilienti sono chiamate a svolgere molteplici funzioni, infatti con il passare del tempo la sola resilienza non è la sola funzione richiesta. Il mondo della progettazione, ma non solo, approccia queste pavimentazioni come vere e proprie soluzioni; soluzioni che come tali, richiedono un processo di installazione altamente professionale.

Se pensiamo alle pavimentazioni di una struttura sanitaria, non basta una corretta progettazione per garantire una vera sicurezza antibatterica, ma è indispensabile eseguire un’installazione con procedure ed accorgimenti atti a facilitarne le operazioni di pulizia, igienizzazione e riparabilità.

UNI 11515-1:2020, quali sono le novità introdotte?

La norma è stata implementata inserendo il ripristino veloce, dal sottofondo alla pavimentazione, dedicato soprattutto ad aree che non consentono un blocco superiore alle 8 ore.

Inoltre sono state inserite le pavimentazioni LVT Click “Flessibili e Rigide” che negli ultimi anni hanno visto crescere in maniera importante la domanda, grazie alla possibilità di essere installate su pavimentazioni lapidee preesistenti; ma purtroppo molto spesso non installate correttamente.

Ci permettiamo ricordare, che già nella versione del 2015, avevamo inserito all’interno della norma tutta la documentazione da compilare per consentire la mappatura delle procedure e dei prodotti utilizzati.

Questa documentazione è oggi indispensabile sia per la disassemblabilità richiesta dai Criteri Ambientali Minimi, sia per la necessità di riciclare o addirittura riutilizzare le pavimentazioni resilienti rimosse.

Confidiamo che questa “norma di processo”, sia a tutti gli effetti un vero aiuto per tutta la filiera, dalla progettazione, alla realizzazione, ma soprattutto aiuti ad applicare le corrette procedure manutentive, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza.

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