Perché il progetto MITO è così importante? Università di Palermo

29/08/2013 3245

Intervista a Goffredo La Loggia
Università di Palermo

Coloro che si occupano dei temi di carattere ambientale, che possono spaziare dalla previsione e prevenzione dei rischi, alla viticoltura di precisione, al monitoraggio di ambienti terrestri e marini mediante l'uso di sistemi innovativi, al controllo delle perdite idriche nei sistemi di distribuzione dell'acqua sia irrigua che civile, e quant'altro, sentono la necessità che la conoscenza, sotto i suoi molteplici aspetti, possa essere nota e condivisa.
Il passato, anche recente, ha visto una enorme proliferazione di studi a supporto delle pianificazioni e delle iniziative più disparate: studi che hanno spesso sviluppato attività già svolte nel passato, talvolta ripercorrendo strade che documenti sepolti nell'oblio di enormi casse piene di carte polverose avevano già delineato. Questi costituiscono i cosiddetti "Giacimenti Informativi".
La possibilità di condividere basi di conoscenza, di operare in team e sinergia, fa del progetto MITO e del sistema di apprendimento che questo intende introdurre, un mezzo che dovrebbe finalmente consentire di accedere facilmente ai Giacimenti Informativi, evitando ridondanze e inutili sovrapposizioni.
Certo sarà anche necessario che, a partire dalle pubbliche amministrazioni che raccolgono dati ambientali utilizzando risorse pubbliche, tutti si convincano che i dati vanno condivisi, e che il valore aggiunto si ottiene quando essi diventano informazione.

Quali potenzialità ha il progetto?
La piattaforma MITO, sempre per coloro che dell'ambiente fanno la propria sfera di azione principale, è da vedere come un sistema utile a raccogliere i dati più diversificati, consentendo poi di studiare le loro relazioni, ovvero di utilizzarli per gli scopi più svariati.
Si guardi ad esempio al "Road Frustration Index", progetto dell'MIT di Boston che mette insieme dati sul traffico in tempo reale, incidenti, condizioni meteorologiche e stato d'animo dei guidatori in differenti città degli USA per valutare lo stress indotto dalla guida. Ovvero si pensi alla quantità di dati generati dalla proliferazione delle tecnologie digitali, che possono gettare nuova luce sul funzionamento delle città, e sull'interazione fra le persone e l'ambiente in cui esse vivono. O al contrario possono aiutare a scoprire alcune delle complessità nascoste nelle città.
Questo ed altro il progetto dovrà sviluppare, azionando anche meccanismi di brain-storming che, a partire da questa struttura innovativa, consentano di mettere a fuoco e studiare meccanismi di interrelazione inattesi.

Quali sono le sue finalità?

La realizzazione del progetto MITO faciliterà la gestione spazio-temporale dei Giacimenti Informativi, permettendo così di integrare e condividere la conoscenza attraverso la partecipazione degli attori che la stessa producono.
In questo quadro si potrà anche sviluppare l'integrazione fra settori scientifici differenti, e potrà realizzarsi una contaminazione utile ad aprire nuovi orizzonti per l'interpretazione dei fenomeni che ci circondano.