Perché il progetto MITO è così importante? Università Federico II e Università Parthenope

29/08/2013 3395

Intervista a Angelo Chianese, Federico II e a Elio Jannelli, Università Parthenope

Il progetto MITO ha in sé diverse specificità che lo rendono estremamente rilevante e per molti aspetti diverso. Per poter cogliere tali specificità, è necessario osservarlo da punti di vista complementari, quali quelli riguardanti aspetti tecnologici tipici del mondo dell’Information and Communication Technology (ICT), ma anche aspetti organizzativi, normativi e sociali.
Sul fronte tecnologico la scelta di sposare interamente soluzioni ed architetture Open ha lo specifico intento di favorire la crescita di competenze tutte territoriali e nazionali in scenari fortemente caratterizzati dal predominio di soluzioni il più delle volte importate. Aderire al mondo dell’Open Data, dell’Open Software e soprattutto usare Framework di sviluppo Open offre la possibilità di una crescita esponenziale e inimmaginabile. Essere Open, soprattutto nel mondo della ricerca, significa condivisione di dati, di software, di servizi o semplicemente di idee, tutti presupposti per un costruttivo confronto, utile non soltanto a chi scopre le proposte altrui e le usa, ma anche a coloro che ne sono gli artefici. Infatti l’effetto, considerato nelle logiche di mercato negativo, di permettere ad altri di utilizzare le propie idee, è controbilanciato dall’opportunità di fare altrettanto. Nascono così nuove proposte che non si disperdono, né confliggono tra loro, ma che si aggiungono integrandosi a quelle della comunità. E il continuo passaggio da utente a proponente incide nel miglioramento della qualità delle soluzioni, ma anche nel far crescere verso di esse l’interesse e quindi il numero di utilizzatori. Perfino nella scrittura del progetto si è scelto di adottare un approccio Open operando una scrittura condivisa a più mani, sperimentando gli attuali strumenti messi a disposizione dal mondo dei social network.
In un siffatto scenario, MITO si pone l’obiettivo di realizzare una piattaforma cloud-based per l’acquisizione, il trattamento e la fruizione di grandi moli di dati cartografici e multimediali su architettura Open. E lo vuole fare mettendo a disposizione del mondo della ricerca, ma anche e soprattutto del territorio, le competenze di ben sette università meridionali, di cui cinque campane (gli atenei di Napoli Partenope, Federico II, Suor Orsola Benincasa, l’ateneo di Salerno e la Seconda Università di Napoli), una siciliana (l’università di Palermo), il Politecnico di Bari e dell’ISPRA (Istituto Superiore di Ricerca e Protezione Ambientale). A questo già importante partnerariato si sono aggiunte le collaborazioni con il Distretto delle alte Tecnologie per i Beni Culturali (DATABENC), con l’Università IUAV di Venezia e con l'Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR IMAA).
Una compagine che non è nata a seguito di un bando ministeriale, ma che prosegue un cammino già in precedenza avviato sulle tematiche di ricerca proposte nel progetto. Così MITO diventa un ulteriore tassello di un progetto più ampio che vuole contribuire a costruire in Campania e nel meridione una rete di ricerca e di innovazione in merito alle tematiche della gestione della conoscenza, generata e condivisa dai diversi attori coinvolti nei processi di tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale e ambientale. Una conoscenza fatta di informazioni digitali diverse che si aggiornano continuamente attraverso reti di sensori tecnologici ma anche umani. Una conoscenza rappresentata secondo i moderni modelli degli OPEN-DATA (OD) e dei Linked OD, in cui i dati, verificati, formalizzati e aggregati, sono predisposti per essere accolti su una base univoca ed uniforme di informazione GIS oriented.
Se MITO avrà la capacità di coinvolgere il territorio, potrà diventare la piattaforma di scambio e di condivisione della conoscenza prodotta dalle autorità pubbliche e dal mondo della ricerca, consentendo lo sviluppo di un’infrastruttura informativa in grado di fornire a differenti amministrazioni, pubbliche e private, la base cognitiva strutturata, integrata, condivisa, costantemente aggiornata, per lo svolgimento e il governo delle proprie attività istituzionali.
Inoltre, l’infrastruttura, che il progetto MITO realizza, consente di agevolare la costruzione di rapporti e interazioni tra il mondo della Ricerca e il mondo dell’Industria, con l’obiettivo di innescare un processo di sviluppo economico incentrato sul trasferimento tecnologico e sulla valorizzazione dei risultati della ricerca, incrementando la quantità e la qualità delle competenze trasferite all’Industria e promuovendo lo sviluppo e la nascita di imprese ad alto tasso di innovazione.
Anche i cittadini godranno dei benefici del progetto. Infatti, potranno accedere alle informazioni o essere coinvolti direttamente, sia come fruitori di dati sempre aggiornati e trasparenti, sia, nei casi in cui l’approccio sarà percorribile, come depositari di una conoscenza a disposizione della collettività; in una logica di citizen science in grado di offrire l’accesso a informazioni particolarmente legate ai contesti locali, spesso difficilmente reperibili.
Infine la diffusione della conoscenza prodotta attraverso i LOD avrà una importante ricaduta sullo sviluppo dell’economia territoriale. Ad esempio, nel settore dei Beni Culturali, favoriranno lo sviluppo di applicazioni innovative soprattutto per la tecnologia mobile e più in generale per la produzione di contenuti digitali e la creazione di nuovi servizi sul web.

Quali potenzialità ha il progetto?
La prima priorità di MITO è procedere inizialmente al recupero e alla integrazione delle informazioni provenienti da fonti disparate per fornire una visione unificata e semplificata per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. A tal fine una componente significativa del progetto è la costruzione di una infrastruttura tecnologica rispondene alle indicazioni della Agenda Digitale Italiana che vede nel prossimo futuro la presenza di grossi centri di elaborazione di big data capaci di fornire servizi di cloud computing alle pubbliche amministrazioni del territorio. Oggi i servizi Internet ad alta velocità non solo si sono largamente diffusi, ma sono anche diventati stabili e di facile accesso, rendendo attuale la modalità del Data as a Service (DaaS) come servizio web appartenente alla tecnologia del cloud computing. Tramite la rete, il DaaS mette a disposizione degli utenti i dati rendendoli fruibili in vari formati e ad applicazioni diverse come se fossero presenti su dischi locali. Nel prossimo futuro il DaaS sarà la tecnologia che permetterà modi nuovi e più efficaci per la distribuzione e l'elaborazione dei dati. Inoltre il DaaS è strettamente legato ai servizi di Storage as a Service e di Software as a Service con i quali si integra per una offerta di servizi ancora più ampia. E il futuro delle infrastrutture informatiche si gioca proprio sulla capacità di consentire ad amministrazioni di qualsiasi dimensioni, dalle più piccole alle più grandi, la possibilità di avere un proprio sistema informativo, senza doversi preoccupare di sostenere la complessità e i costi di gestione della infrastruttura tecnologica fatta di macchine e di apparecchiature che tra l’altro vivono sempre più il problema della loro rapida obsolescenza.
MITO, integrandosi con altri progetti infrastrutturali finanziati dal ministero, provvederà alla costruzione di MITO-NET, l’infrastruttura in grado di sostenere la gestione di un serbatoio unico di informazioni, immagini e dati territoriali di fondamentale importanza per successive iniziative con obiettivo la promozione e la diffusione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico.
MITO-NET sarà una una rete di tre laboratori denominati MITO-LAB, collocati nelle tre regioni Campania, Puglia e Sicilia. I MITO-LAB avranno il compito di mettere a disposizione, per il territorio di riferimento, l’infrastruttura in grado di raccogliere le informazioni necessarie alla costruzione dei serbatoi informativi ai soggetti interessati e convenzionati con i laboratori. I MITO-LAB si andranno a integrare nei progetti dei tre distretti sui beni culturali presenti in Campania, Puglia e Sicilia, rappresentando per essi l’infrastruttura di certificazione dei modelli di lettura del territorio.
Le applicazioni di gestione e di analisi dei serbatoi informativi saranno quindi gli strumenti per la definizione di politiche capaci di un reale governo delle trasformazioni territoriali, della definizione degli interventi strutturali di consolidamento e messa in sicurezza, della realizzazione e gestione delle reti di monitoraggio, della redazione e attuazione dei piani di gestione del rischio e dei piani di emergenza. A ciò si aggiunga la comune visione delle questioni ambientali, da attuarsi attraverso un approccio integrato in grado di consentire a tutti di poter valutare la qualita? delle scelte politiche sulla base di elementi chiari e trasparenti.
Nel caso della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, e in particolare dei centri storici o delle aree archeologiche, solo per fare alcuni esempi, sarà possibile raggruppare le informazioni sulla base della omogeneita? dei contenuti informativi ad esse connessi secondo caratteristiche tipomorfologiche, funzionali, eco-ambientali, fisico-abitative, socio-economiche. Grazie alla nuova visione architetturale basata sul Cloud Computing, l’atlante potrà offrire a soggetti gestori, quali Comuni, Soprintendenze, Aziende Turistiche etc., un sistema informativo versatile in grado di configurarsi come terminale attivo di informazioni provenienti dai diversi enti possessori e certificatori delle informazioni secondo un modello di circolarita?. In tale ottica l’atlante assumerà il ruolo di aggregatore e di data hub di tutte le informazioni relativamente agli oggetti territoriali affidando ai proprietari delle stesse il compito della sua alimentazione e certificazione. La partecipazione di tutti, non soltanto alla fruizione, ma soprattutto all’alimentazione dell’atlante, consentirà la crescita e il continuo aggiornamento di una rappresentazione della conoscenza in cui fatti, documenti, immagini del mondo reale sono collocati nelle due dimensioni spaziali e temporali.
L’utilizzo di MITO nel settore ambientale da parte di ISPRA e in quello dei beni culturali da parte di DATABENC è solo un esempio tangibile delle potenzialità del progetto e di come esso potrà contribuire a rilanciare i sistemi economici non soltanto delle regioni della convergenza.

Quali sono le sue finalità?
Oggi, in una società basata sempre più sulla conoscenza, è importante l’adozione di modelli di gestione integrata e condivisa dell’informazione per competere in un mondo sempre più globalizzato. Negli ultimi anni molti investimenti hanno generato nei settori della produzione di contenuti multimediali e di informazioni territoriali tantissimo materiale, in alcuni casi anche di grande qualità e interesse, senza però approdare a una unica visione di sistema che ne evitasse scollegamenti, ripetizioni e obsolescenza. MITO intende, quindi, promuovere una soluzione di tipo OPEN in cui la condivisione della conoscenza rappresenti la linfa capace di evitare la dispersione o la perdità della vera ricchezza di un territorio, rappresentata dal suo patrimonio informativo.
MITO vuole diventare un luogo dove poter creare, condividere e archiviare una qualsiasi informazione. Una DashBoard in cui ogni singolo oggetto possa essere collocato nello spazio e nel tempo, sia per poterlo ritrovare facilmente, ma anche per ricordarne la storia. Oggi già esistono diverse piattaforme per la gestione di contenuti multimediali, di dati territoriali e di social networking. Tra le tante basta ricordare Google, con le sue diverse applicazioni acessibili a tutti. Ma ancora non sono state proposte soluzioni in cui le funzionalità dei sistemi informativi territoriali si integrano con quelle delle digital library, presentando modalità di accesso tipiche dei più diffusi social network. Nella visione di MITO delle Digital Library, vengono aggiunte alla funzionalità tipiche che realizzano il repository e la classificazione di tutti i tipi di contenuti (immagini, testo, filmati, ricostruzioni virtuali), quelle realtive alla possibilità di collocazione spaziale degli elementi, sia per la georeferenziazione in sede di definizione del contenuto, sia in sede di fruizione per la localizzazione in mappa degli oggetti selezionati.
L'integrazione di tecniche e tecnologie esistenti e lo sviluppo di un nuovo concetto di gestione dei giacimenti informativi rende disponibile una innovazione tecnologica e culturale di non poco rilievo. Soprattutto se ciò avviene nel rispetto degli attuali standard per i quali non sono state ancora formulate proposte pienamente rispondenti ad essi. Sul fronte della rappresentazione territoriale, la Direttiva INSPIRE impone a tutti gli uffici degli stati membri e a tutte le agenzie pubbliche e private che operano in ambito pubblico di adeguarsi alla normativa e di condividere i dati e le informazioni che rappresentano il territorio e l’ambiente. Al momento non esistono solide infrastrutture all’interno del network della ricerca europea che abbiano realizzato una piattaforma che sia INSPIRE compliant o che sia utilizzata a supporto delle politiche di controllo e gestone del territorio.
Sul fronte della catalogazione delle informazioni si opererà seguendo da una parte l’indicazione dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e dall’altra saranno introdotti protocolli di migrazione verso il modello degli Open Data e dei Linked Open Data (LOD), aderendo ai grandi progetti europei sulla digitalizzazione come EUROPEANA e Google.
La collaborazione in ambito industriale e l’edorsement avuto da Google, che ne seguira? gli sviluppi non solo per interessi commerciali ma anche perche? altamente interessata alle potenzialita? del sistema, di imprese italiane, come ad esempio la Planetek Spa, che e? stata delegata alla realizzazione del Geoportale della commissione europea INSPIRE, sono la garanzia delle grandi potenzialita? di creazione di network di ampio respiro attorno alla soluzione indicata.
Infine, l’obiettivo forse più importante di MITO è aver pensato e strutturato l’intero progetto secondo il ciclo completo dei dati, organizzati in modo condiviso, cooperante, riutilizzabile da tutti, interoperabile e gestito in Real Time. In altre parole MITO sarà interamente Open perche?:
• realizzerà un ambiente Open Data,
• utilizzerà soluzioni Open Software,
• sarà sviluppato con ambienti Open Framework
• tutti gli utenti in modo Open potranno condividere i propri risultati e la propria conoscenza Open Knowledge.
 

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