Coronavirus, ANAMMI: «Rischia di saltare il Bonus facciate»

L'emergenza sanitaria dovuta al coronavirus rischia di creare problemi anche sul fronte dei lavori nei condomini, in questo caso per quanto riguarda la possibilità di usufruire del Bonus facciate previsto per il 2020.

L'Associazione nazional-europea amministratori d'immobili (ANAMMI) ha proposto al Governo d'introdurre una proroga fino al 2021.

Il blocco delle assemblee condominiali, reso necessario dal Covid 19, sta infatti rallentando l’iter della detrazione fiscale.

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Emergenza virus e condomini: a rischio il Bonus facciate

A causa dell’emergenza coronavirus il bonus fiscale potrebbe saltare.

È l’allarme lanciato dall’ANAMMI, l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili, che chiede la proroga dell’agevolazione, ampliando i tempi delle procedure fino a tutto il 2021.

La detrazione fiscale prevede infatti una serie di passaggi e di adempimenti che il blocco delle assemblee condominiali, reso necessario dall’emergenza coronavirus, ha ovviamente rallentato.

«Lo stop è sacrosanto e lo abbiamo ribadito ai nostri associati – osserva Giuseppe Bica, presidente dell’ANAMMI – tuttavia, il rallentamento dell’intero iter procedurale mette in forse i tempi delle ristrutturazioni e rischia di far saltare l’intera operazione».

La detrazione del 90%, prevista dall’ultima Legge di Bilancio, spetta infatti per tutte le spese sostenute esclusivamente nel 2020 per il rifacimento della facciata del condominio. Quindi, al fine di documentare gli esborsi, entro dicembre è necessario aver effettuato i pagamenti dei lavori.

Bonus facciate: «Dai condòmini grande interesse ma ora assemblee deserte»

«I condòmini ci avevano manifestato in queste settimane un grande interesse per questa detrazione – spiega il presidente Bica – in media, un immobile nelle grandi città, ha almeno 50 anni di età e non sempre è costruito con materiali di qualità. Il nostro patrimonio edilizio, ormai piuttosto invecchiato, ha dunque bisogno di queste iniziative».

Rallentare gli adempimenti, insomma, «significa bloccare una macchina che era già partita e che stava portando vantaggi ai condòmini di solito molto restii a spendere sulle ristrutturazioni condominiali e all’edilizia, che dopo anni di crisi, si stava risollevando» ha sottolineato Bica.

Oltre alle zone a rischio, parecchi amministratori stanno segnalando all’Associazione che è difficile organizzare assemblee anche in regioni prive finora di contagi, perché vanno deserte. È bene ricordare, inoltre, che le riunioni condominiali non sempre riescono a raggiungere i quorum necessari.


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