Coronavirus - stop alle fabbriche: l'industria meccanica ha bisogno di certezze

Coronavirus, l'industria meccanica ha bisogno di certezze

In linea con il governo chiudiamo attività non strategiche, ma servono tempo e condizioni adatte

«Comprendiamo la decisione di chiudere le attività produttive ritenute non fondamentali per garantire servizi essenziali», dice Marco Nocivelli, presidente di Anima Confindustria Meccanica.

«Chiediamo però al governo le condizioni e il tempo necessari per poter mantenere il motore al minimo senza compromettere il futuro delle aziende. In particolare», continua il presidente Nocivelli «mentre attendiamo una lista chiara e precisa delle attività strategiche, chiediamo il tempo necessario per poter fermare le attività in sicurezza. Riteniamo, inoltre, fondamentale il mantenimento delle attività di post vendita e di manutenzione. Chiediamo, infine, la flessibilità nel poter gestire la spedizione di eventuali merci già in partenza e/o destinate all'export. Chiediamo poi flessibilità anche per i settori della meccanica, come per esempio valvole, climatizzazione, riscaldamento, componentistica, destinati alle filiere ritenute strategiche dal governo».


ANIMA Confindustria Meccanica Varia e Affine è l'organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 221.000 addetti per un fatturato di 48,7 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 58,3% (dati riferiti al consuntivo 2019).

I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: edilizia e infrastrutture; movimentazione e logistica; produzione alimentare; produzione di energia; produzione industriale; sicurezza e ambiente.

 

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