Il gres porcellanto si "tuffa" in piscina

Una domanda ricorrente che viene rivolta dai progettisti ai tecnici del settore ceramico è: “Il gres porcellanato è adatto per essere utilizzato nella realizzazione di piscine?”. Ecco un articolo tecnico di approfondimento dedicato.

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Photo on Pinterest by Rosagres.com

Uso del gres porcellanato nei rivestimenti delle piscine

La domanda formulata dai progettisti è diventata ricorrente perché l’introduzione delle grandi lastre ha stimolato gli stessi all’uso di questo prodotto per il rivestimento del fondo e delle pareti delle piscine, in particolar modo per gli interessanti effetti estetici che si possono raggiungere e per la varietà cromatica e di superfici disponibili proposte dalle ditte produttrici.

Inoltre, il gres porcellanato offre la possibilità di coordinamento cromatico e grafico tra la vasca ed il bordo piscina, sia nel formato della pistarella standard e sia per il mosaico ceramico, quest’ultimo ottenuto dal taglio di piastrelle più grandi e assemblato su rete.

Per rispondere alla domanda “Il gres porcellanato è adatto per essere utilizzato nella realizzazione di piscine?” occorre valutare attentamente il progetto da cui nasce l’opera e distinguere bene due aspetti fondamentali:

  • Scelta e posa delle piastrelle per fondo e pareti della vasca;
  • Scelta e posa delle piastrelle per bordo piscina e servizi.

É fondamentale garantire, sia in fase di progetto che di posa, le seguenti caratteristiche, valide comunque per qualsiasi rivestimento scelto, ma che ci limitiamo ad elencare ed al cui approfondimento si rimanda ai testi specializzati: 

  1. Adeguata composizione del calcestruzzo (UNI 11104 – EN 206);
  2. Impermeabilizzazione della parte esterna della struttura;
  3. Sigillatura dei punti critici (riprese di getto, sistemi di ricircolo e filtrazione, scarichi, faretti);
  4. Rettifica, regolarizzazione e impermeabilizzazione della parte interna della struttura.

7 motivi per scegliere il gres porcellanato per il rivestimenti di fondo e pareti delle piscine

  1. Il gres porcellanato è resistente al cloro e agli agenti chimici.
  2. Il gres porcellanato non assorbe praticamente acqua (≤ 0,5%).
  3. Il gres porcellanato resiste agli sbalzi termici e al gelo.
  4. Il gres porcellanato resiste agli agenti atmosferici.
  5. Il gres porcellanato mantiene i colori inalterati nel tempo e resiste ai raggi UV.
  6. Il gres porcellanato non deperisce nel tempo e non rilascia sostanze in acqua.
  7. Il gres porcellanato è facile da pulire.

Possiamo quindi affermare che il rivestimento in gres porcellanato garantisce indubbiamente una durabilità superiore ad altri materiali.

Rivestimento ceramico della piscina: mosaico o formato standard?

La scelta è spesso dettata da fattori estetici e architettonici, oggi si costruiscono piscine rivestite di grandi lastre che creano effetti di continuità cromatica e di grafica molto apprezzati.

Possiamo dire però che l’uso del mosaico è adatto per piscine più piccole e di forma complessa mentre l’uso di formati standard, o più grandi, è adatto a piscine con forme più semplici o di grandi dimensioni (alberghi, impianti sportivi).

Per i formati standard medio grandi, è bene accertarsi che il terreno sul quale viene realizzata la piscina sia perfettamente consolidato e stabilizzato per evitare la formazione di crepe sulle piastrelle con conseguenti problemi di potenziale distacco e infiltrazione. In pratica, più il formato della piastrella è grande più la piastrellatura è rigida mentre se si utilizza un mosaico si ha più lavorabilità di forma ma anche una maggiore elasticità strutturale.

Per estrema prudenza si può consigliare di utilizzare materiali ceramici di colore chiaro perché è possibile che elementi presenti nell’acqua possono macchiare il bordo delle piastrelle tagliate incuneandosi tra supporto e smalto.

La posa di piastrelle di formato standard nelle piscine

La posa è un aspetto molto importante e delicato quando si utilizzano piastrelle di gres porcellanato. Committente, progettista ed operatore devono pertanto prestare particolare attenzione.

La norma sulla posa UNI 11493 è un riferimento obbligato per la posa dei rivestimenti ceramici per piscine e fornisce indicazioni su modalità e tempi di esecuzione e scelta dei materiali.

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Collezione Midlake - Ceramiche Keope

La posa del mosaico ceramico nelle piscine

Il mosaico è di solito fornito preincollato su fibra sul retro della piastrella con adesivi vinilici in classe D3 secondo la DIN EN 204 anche se oggi è più utilizzato il metodo di incollaggio della fibra sulla parte a vista della piastrella utilizzando adesivi removibili in acqua. In pratica questa tecnica garantisce un incollaggio migliore del mosaico ceramico al supporto senza fibra interposta in quanto la fibra è sulla parte a vista e viene tolta con acqua dopo il consolidamento dell’adesivo ceramico.

Avvertenza: il mosaico fornito su rete o carta deve essere adatto per il montaggio in piscina.

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Photo credit © Engin Akyurt on Pexels.com

Il giusto adesivo per la posa dei rivestimenti ceramici nelle piscine

Deve essere garantito il letto pieno, vale a dire la completa copertura di colla della superficie della piastrella con la tecnica della doppia spalmatura con adeguati adesivi (secondo norma UNI EN 12004), con una deformabilità e resistenza adeguata agli stati tensionali a cui il rivestimento sarà sottoposto (spinta del terreno, svuotamento e riempimento).

Le colle dovranno quindi essere scelte nella fascia degli adesivi ad alte prestazioni (vedi ad esempio in classe C2T secondo UNI EN 12004).

Le fughe nei rivestimenti ceramici delle piscine

La fuga è il punto più debole della piastrellatura per piscine in quanto, essendo esposte agli agenti chimici presenti nell’acqua, agli agenti atmosferici, agli stati tensionali presenti, possono danneggiarsi nel tempo.

La fuga deve essere quindi impermeabile e resistente. La maggior garanzia in tal senso è offerta da materiali epossidici bicomponenti con proprietà batteriostatiche e fungistatiche e da sigillanti siliconici antimuffa.

É comunque buona norma verificare ogni 4/5 anni lo stato di salute delle fughe e provvedere eventualmente al ripristino.

La larghezza delle fughe è dettata dalla norma UNI 11493 e comunque, per materiali rettificati, non si può in ogni caso scendere sotto i 2 mm.

Occorre fare presente che le piastrelle di dimensione più grandi limitano il numero di fughe presenti e quindi, in questo senso, sono preferibili a formati piccoli o al mosaico.

Suggerimenti tecnici in merito alla realizzazione dei giunti nelle piastrellature ceramiche delle piscine

Gli assestamenti strutturali, o eventuali movimenti relativi, vanno opportunamente compensati pertanto se le dimensioni, la natura del terreno o la dislocazione della piscina lo richiedono, è obbligatorio realizzare i giunti di dilatazione.

Bisogna rispettare i giunti strutturali della piscina (se ci sono) e realizzare giunti di dilatazione ogni 25 mq e/o 5 metri lineari come massimo.

I giunti vanno ovviamente sigillati.

Il rivestimento ceramico per bordo piscina e servizi annessi

Il settore ceramico ha sviluppato in questi ultimi anni una serie di prodotti studiati espressamente per le piscine. Si tratta di prodotti che tengono conto sia della funzionalità e valenza estetica delle superfici ma anche della dotazione di pezzi speciali indispensabili per il funzionamento, comfort e sicurezza di questo particolare manufatto costruttivo.

Vale la pena senz’altro ricordare che da un punto di vista estetico, oltre ad una scelta di innumerevoli variazioni di design di colore e formato, le migliori aziende del settore permettono di coordinare i pavimenti interni della casa con il bordo vasca e con la vasca stessa offrendo agli addetti ai lavori ampie soluzioni architettoniche.

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Villa Malta, rivestimento ceramico bordo piscina - Photo credit © Alessandro Peralta (Ales&Ales)

Uso di pavimenti ceramici galleggianti a bordo piscina

Circa le caratteristiche tecniche dei pavimenti galleggianti, valgono ovviamente le caratteristiche tecniche menzionate all’inizio ma occorre che aggiungiamo alcuni aspetti ulteriori fondamentali: il rischio di scivolamento a bordo vasca e l'indice di riflettanza solare.

La superficie deve garantire il più possibile una prestazione antiscivolo secondo due norme caratteristiche:

  • DIN 51130 per le zone dove vengono utilizzate le calzature ed “R” è l’indice di scivolostà.
  • DIN 51097 per le vasche e zone calpestate a piedi nudi e l’indice di scivolosità viene indicato con le lettere A + B + C.

Indici di scivolosità richiesti alle piscine

  • A+B per zone asciutte della piscina calpestate sia a piedi nudi che calzati (spogliatoi, servizi zone relax) e R=10 
  • A+B+C per zone umide calpestate prevalentemente a piedi nudi (bordo piscine e fondo vasche con profondità inferiori a 150 cm) e R=11

Se la resistenza allo scivolamento è ottenuta con superfici strutturate (vale a dire con rilievi) può essere tenuto in considerazione l’indice “V” in cm3/cm2 del volume d’acqua in relazione alla superficie della piastrella. Non esiste una norma in merito a questo valore ma un indice minimo V=8 potrebbe essere preso come limite minimo nelle piscine per fornire un attrito soddisfacente.

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In conclusione il gres porcellanato è dunque un materiale molto indicato per la realizzazione di piscine e i pregi possono essere riassunti in:

  • Durabilità;
  • Igienicità;
  • Impermeabilità;
  • Fruibilità di pezzi speciali, colori e formati.

Rimane comunque l’esigenza di un corretto progetto e di una realizzazione affidata a professionisti competenti possibilmente certificata da organi competenti come ASSOPOSA che raccoglie e comprova il grado di capacità dei posatori di ceramica.

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