Ponte Musmeci: prorogate le scadenze del concorso per il restauro conservativo

07/04/2020 1526

Avrebbe dovuto concludersi nella giornata di oggi la possibilità di inviare la propria candidatura al concorso per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale del Ponte sul Basento progettato dall'ingegnere Sergio Musmeci. L'emergenza Coronavirus ha prorogato i termini. C'è tempo fino al 26 maggio 2020 per candidarsi.

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Concorso: Restauro conservativo e valorizzazione del Ponte Musmeci

A gennaio 2020 il Comune di Potenza ha lanciato un importante concorso di progettazione in due fasi, aperto a architetti e ingegneri, per il restauro conservativo e la valorizzazione del Viadotto dell’Industria sul fiume Basento, conosciuto anche come Ponte sul BasentoPonte Musmeci, dal nome dell’ingegnere che lo ha progettato alla fine degli anni Sessanta, Sergio Musmeci.

Il Concorso di progettazione si pone come obiettivo l’acquisizione, dopo l’espletamento del secondo grado, di un progetto con livello di approfondimento pari a quello di un "Progetto di fattibilità tecnica ed economica" con la conseguente individuazione del soggetto vincitore a cui affidare, con procedura negoziata senza bando le fasi successive della progettazione dell'intervento.

Valorizzare il “patrimonio culturale materiale e immateriale" del Ponte Musmeci

Obiettivo specifico dell’operazione è quello di valorizzare il “patrimonio culturale materiale e immateriale", operando mediante un complesso di azioni integrate che comprendono interventi di conservazione, fruizione e valorizzazione anche a fini turistici del bene, così da consentirne l’inserimento nei circuiti nazionali e internazionali, avvalorate anche dal provvedimento di tutela che riconosce l’opera, tra le prime in Italia nel Novecento, “monumento di interesse culturale”.

Nella relazione che accompagna il decreto D.S.R. 2/12/2003 della Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali della Basilicata si sottolinea, infatti, “l’unicità dell’opera sotto il profilo dell’arte in quanto espressione delle più avanzate tecniche di calcolo e costruttive, esempio di una forma continua, organica e moderna che può senz’altro considerarsi tra le più rappresentative della cultura architettonica del XX secolo”.

Alla luce della volontà da parte dell’Amministrazione comunale di valorizzare l’opera, visto anche l’interesse manifestato da più fronti in sede di numerosi eventi culturali, da un lato l’operazione mira dunque a preservare l’unicità dell’opera e dall’altro a garantirne un continuo e duraturo utilizzo in sicurezza, a distanza di oltre 40 anni dal completamento.

Restauro conservativo del Ponte sul Basento: cosa prevede l'intervento

In generale, si tratterà di un intervento sul ponte che consenta la completa accessibilità e fruizione dell’opera, compresa la sua illuminazione, e che si integri con la riqualificazione ambientale/culturale delle aree sottostanti la struttura, prevista grazie al completamento della parte residua degli interventi già compresi nel progetto di “riqualificazione e recupero del Parco Fluviale del Basento”, relativi alle aree di pertinenza del ponte.

Nel suo complesso l’area costituirà un grande “attrattore” a livello internazionale.

Nell’intervento mirato di recupero/restauro del ponte, dopo una lunga serie di studi storici e scientificotecnici (storia del progetto e della costruzione del manufatto, analisi dello stato di conservazione dei materiali, prima valutazione della vulnerabilità sismica, ecc), data anche la necessità di manutenzione straordinaria degli appoggi gerber e dell’impalcato, e vista l’emergenza di intervenire su numerosi distacchi di calcestruzzo dall’intradosso dell’impalcato, l’operazione in progetto consisterà in un’approfondita analisi del degrado, nell’individuazione delle cause del degrado stesso e nella progettazione di un sistema integrato di interventi per la soluzione duratura del degrado.

Grande attenzione al calcestruzzo

Particolare attenzione dovrà essere riservata al calcestruzzo che, al completamento dell’intervento, dovrà mantenere l'aspetto originario cosi come ottenuto dalla conformazione impressa in origine durante il cantiere.

In particolare, il materiale originale dovrà essere conservato per quanto più possibile, evitando asportazioni generalizzate di materia; con l’intervento non dovranno essere alterate le dimensioni originali, in nessun punto; dovrà essere rispettato il cromatismo, per altro non omogeneo; dovranno essere conservati inalterati i segni delle casseforme originali ancora esistenti sull’intradosso (e sull’estradosso dove presenti), e ripristinati ove perduti nei distacchi di materiale o negli interventi precedenti.

La storia della costruzione è, infatti, rimasta impressa sul calcestruzzo lasciato a vista, nei segni che testimoniano il complesso cantiere per realizzare questa “forma senza nome”: questi segni dovranno essere preservati, in quanto parte rilevante dell’interesse culturale dell’opera.

>>> Tutti i dettagli sul bando di concorso sono disponibili sul sito awnconcorsi.it

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