Riaprire le Scuole a Settembre? Ulteriori Note

In un precedente recente intervento dello scrivente, si affrontava preliminarmente il tema delle modalità di riapertura delle scuole per la continuità didattica, presumibilmente all'inizio del prossimo anno scolastico.

La questione, nel frattempo, ha avuto una certa eco nella stampa nazionale, poiché, nonostante che l'attenzione dell'opinione pubblica sia ancora concentrata, naturalmente, sulle modalità di conclusione del presente anno scolastico, concernente presumibilmente otto milioni di studenti, un milione di esponenti del personale docente e tecnico-amministrativo e, indirettamente, i familiari, specie i più anziani.

E' palese che, da un lato, gli studenti potrebbero generare importanti focolai di contagio o di infezione, mentre, da un altro, potrebbero rendere indisponibile una parte del corpo docente.

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Scuole dopo l'emergenza: criteri da adottare per assicurare la mitigazione del rischio da contagio

L'argomento si presta a numerosi risvolti che necessitano di apporti specialistici: ciò che è possibile proporre, in questa sede, è una ulteriore riflessione su alcuni aspetti di maggiore competenza disciplinare. E' possibile, in effetti, distinguere alcune sfere, alcune delle quali hanno un particolare significato specialmente per i cicli dell'Infanzia e della Primaria.

La prima sfera riguarda la dimensione domestica, in cui si trovano gli studenti, sotto il duplice profilo del monitoraggio dello stato di salute degli stessi e dei loro familiari, che potenzialmente ricade nell'ambito dei sistemi di accertamento, di tracciamento e di cura di carattere più generale, che pertengono al tele-rilevamento agevolato da apposite app ovvero alla indagine sierologica o di altra natura, alla ricostruzione dei contatti avuti dalle persone e dalla tempestività della somministrazione delle terapie a domicilio, nonché del trasferimento presso i presidii ospedalieri o altrove.

Da questo punto di vista, il tema attiene al sistema informativo che permetta al plesso scolastico o all'istituzione scolastica di far fronte all'eventuale sopravvenire del contagio riguardante lo studente o un suo prossimo, nonché, nel rispetto della legislazione relativa alla protezione dei dati personali, in connessione con basi di dati, gestite dalle ASST e dai Comuni, relative ai dati sanitari.

Si tenga presente che, ad esempio, in merito al monitoraggio delle assenze scolastiche, occorrerà stabilire relazioni informative sistematiche tra la comunità dei discenti e la comunità dei docenti.

D'altra parte, le attività domiciliari, non solo per coloro che sono ritenuti asintomatici, paucisintomatici o convalescenti, possono prevedere l'integrazione delle attività didattiche e formative in presenza con quelle in tele-didattica, grazie al distance learning, attività che, ovviamente, dovranno essere erogate su basi maggiormente sistematiche e meno emergenziali di quelle attuali, una sfida di enorme impegno da conseguire in pochi mesi. Ciò vale sia per la possibilità di ruotare gli studenti in presenza con quelli connessi a distanza.

Una seconda sfera inerisce ai flussi di mobilità, attuata con diverse modalità (tra cui il ricorso a mezzi pubblici e privati collettivi o, comunque, in presenza di altre persone), diretti verso l'insediamento scolastico o proveniente da esso. Tale aspetto ha evidentemente a che fare sia col contatto con altri individui nonché coll'impiego dei dispositivi di protezione individuale sia con la necessaria sanificazione e pulizia periodica dei veicoli.

Sin qui si tratta di tematiche che presuppongono conoscenza disciplinari specialistiche e che, ad esempio, attraverso mappe del calore del contagio, specie per i primi livelli di insegnamento, renderebbero possibile individuare le aree a maggior livello di rischio, così come disponendo di sistemi informativi geo-spazializzati in grado di localizzare il domicilio dei discenti, sarebbe possibile comprendere i probabili flussi di mobilità.

In una terza sfera, che riguarda la relazione diretta dei discenti e dei loro accompagnatori eventuali con i cespiti immobiliari, occorre immaginare le modalità di ingresso nello stabile sia in termine di distanziamento sia di rilevazione della presenza di mascherine, di guanti e di altri dispositivi, oltreché di misurazione di alcuni parametri fisiologici (ad esempio, la temperatura corporea o il livello di ossigenazione).

E' immaginabile, peraltro, nel primo periodo, un certo disorientamento sia dei discenti sia degli accompagnatori in relazione alla procedura di accettazione che, in base alla numerosità della popolazione scolastica e del numero degli accessi, potrebbe richiedere un tempo non indifferente, così come allorché un familiare fosse informato della contrazione dell'infezione da parte del docente, dell'addetto o del discente nel corso dell'orario scolastico si creerebbero criticità specifiche.

Una volta che gli studenti fossero stati ammessi nei locali dell'insediamento scolastico, occorrerebbe, prima di tutto, definire le modalità di distanziamento, certamente problematiche per il livello dell'Infanzia e, in parte, della Primaria.

Distanziamento sociale, pulizia e sanificazione in ambito scolastico

A questo fine, sarebbe utile disporre di dispositivi indossabili che permettano di generare allerte rivolte ai discenti stessi e ai loro docenti, oltre che al personale tecnico-amministrativo, in funzione di un immediato intervento di distanziamento.

La regolazione dei flussi all'interno degli edifici dovrà essere prevista in precedenza: il che potrebbe suggerire che, per ciascun insediamento, sia svolta una rilevazione rapida nei mesi precedenti, in questi pochi mesi, attraverso sistemi di laser scanning o di digital imaging, al fine di avviare una simulazione dei percorsi individuali e collettivi, delle idonee soluzioni distributive e delle disposizioni degli arredi mobili.

E' opportuno, a questo proposito, definire la numerosità massima delle classi in funzione delle dimensioni degli spazi di connessione (oggi con funzioni poli-valenti), delle aule, delle palestre, delle mense, dei servizi igienici, dei laboratori e di altri spazi, così come determinare le caratteristiche e la disposizione delle forniture mobili.

Naturalmente, spazi di connessione, aule e tutti gli altri ambiti, dovrebbero, così come superfici, arredi e dispositivi (maniglie o altro), essere sottoposti quotidianamente periodicamente a pulizia e a sanificazione periodica e sistematica, così come, a maggior ragione, i servizi igienici e le mense.

Parimenti, sarebbe opportuno determinare le modalità di fuoriuscita dallo stabile al termine delle attività scolastiche, nonché di trasferimento ai luoghi di destinazione:anche in situazioni di insorgenza, nei discenti o nel personale scolastico, di sintomi patologici e di notificazione tempestiva alle famiglie e alle autorità sanitarie.

Non indifferenti sarebbero alcune considerazioni sulle modalità di sensibilizzazione alle procedure di igiene personale che il corpo docente dovrebbe porre in atto nei confronti dei discenti.

Tutto ciò vale per un arco temporale che ci si augura il più breve possibile, in dipendenza della disponibilità di soluzioni terapeutiche e di strategie vaccinali apposite.

Riguardo la riqualificazione degli edifici scolastici

Con riferimento alla tematica, ma, soprattutto, oltre a essa, occorre, probabilmente, ragionare sulla riqualificazione degli edifici scolastici non solo in termini di miglioramento sismico o di efficientamento energetico, ma anche di sensorizzazione e di connessione degli stessi, tanto degli ambienti (di unità e di vani) quanto dei componenti edilizi e impiantistici o degli arredi, al fine di favorire una maggiore interazione cognitiva tra i cespiti e i suoi fruitori.

Occorrerà, infine, comprendere quale retaggio, in termini di percezione spaziale e di relazione comportamentale, sarà generato nei confronti degli utenti nel periodo post-emergenziale, nonché di cultura digitale.

E' chiaro, altresì, che i criteri da adottare per assicurare la mitigazione del rischio comportino la definizione del sistema di responsabilità che investe sia le entità proprietarie e gestori degli stabili sia la dirigenza scolastica, nei confronti dei familiari e delle rappresentanze sindacali, in funzione di possibili vertenze legali in materia di risarcimento o di altro.


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