«Ponte operativo» e «ponte transitabile», le novità introdotte dalle Linee Guida

La seconda parte delle Linee Guida appena pubblicate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici prende in esame il tema della verifica accurata della sicurezza dei ponti. 

Come sottolineato dal Prof. Edoardo Cosenza, ordinario all’Università Federico II di Napoli, il documento è coerente con le Norme tecniche delle Costruzioni e con la relativa Circolare esplicativa e presenta alcune novità, tra queste le definizioni di «ponte operativo» e «ponte transitabile», nonché l’introduzione dei carichi definiti dal Codice della Strada e non quelli della Norma Tecnica. 

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Le Linee Guida sui ponti e le Norme Tecniche delle Costruzioni

Prof. Cosenza, qual è l'approccio generale delle Linee Guida sulla verifica accurata della sicurezza per la parte che ha coordinato?

«Tutto si basa sulle Norme tecniche delle costruzioni del 2018 e la relativa circolare. Si è trattato di prendere in considerazione le parti della Normativa che sono coerenti con i ponti e i carichi verticali, effettuando chiarimenti e limitate generalizzazioni. Inoltre abbiamo lavorato sulla base dei documenti internazionali più aggiornati, in particolare il Bollettino numero 80 della Federation internationale du beton (Fib) che è dedicato in buona parte proprio ai ponti esistenti. In coerenza con tali documenti, si è scelto un indice di affidabilità per la sicurezza strutturale per le verifiche dei ponti esistenti, ossia il valore 2,8 e in base a questo si sono rivalutati i fattori parziali di sicurezza, sia per le azioni sia per i materiali.
 Oltre alla definizione di ponte adeguato alla norma, e in tal caso è possibile solo la riduzione del fattore di amplificazione dei carichi fissi, abbiamo introdotto quelle di «ponte operativo» e «ponte transitabile», due nuovi concetti che guardano a orizzonti temporali più brevi.
 Nel caso di «ponte operativo» si guarda a un orizzonte temporale di trent’anni, invece per il «ponte transitabile» l’orizzonte è di cinque anni, periodi determinati entro i quali il gestore o il proprietario devono impegnarsi a intervenire sull’opera con opportuni lavori.
 Ciò significa che lo Stato dovrà avere un archivio di tutti i ponti in cui immagazzinare e fare rispettare tali informazioni temporali».

 

Che cos’è il valore 2,8?

«È una misura di probabilità di collasso, più è grande tale valore, più siamo lontani dal collasso; a esempio, si prende 4,3 per un ponte di nuova progettazione con elevate conseguenze in caso di crollo e si abbassa in altri casi».

 

Quali altre novità contiene la seconda parte delle Linee Guida?

«Una grande novità è l’introduzione dei carichi definiti dal Codice della Strada e non quelli della Norma Tecnica che prende in considerazione dei carichi che sono su base probabilistica. Lo scopo è fare riferimento alle limitazioni di carico che il Gestore o il proprietario può davvero imporre nella verifica di “transitabilità”, a esempio, vietando il passaggio su un ponte di un veicolo superiore alle tre tonnellate e mezzo oppure quarantaquattro tonnellate e cioè le usuali limitazioni.
 In funzione del grado di controllo che il gestore imporrà al peso dei mezzi, si applicheranno diversi fattori di amplificazione del carico. A esempio il gestore dovrà mettere in atto un sistema approvato di controllo, come la pesatura dinamica dei carichi attraverso la rilevazione fatta da sensori installati sotto il manto stradale, con un piano di blocco e trasferimento su altra viabilità nel caso che il fattore di amplificazione prescelto sia poco superiore all’unità».

 

In conclusione, cosa dovranno fare i gestori?

«Innanzitutto dovranno classificare il rischio dei loro ponti e per tutte le opere che pervengano a un livello 4 occorrerà fare la verifica accurata della sicurezza. In questo modo si stabilirà se l’infrastruttura è a norma, se è operativa o se invece risulta transitabile solo per un breve periodo, con il controllo dei carichi. 
Se i carichi sono quelli del Codice della Strada si dovrà chiarire qual è il tipo di controllo da fare e per la verifica accurata occorreranno indagini sui materiali, misurazioni geometriche e calcoli strutturali accurati».

 

Secondo lei all’interno del documento è più opportuno usare i termini di riduzione del rischio o sicurezza?



«Utilizzare il termine sicurezza potrebbe essere fuorviante per il cittadino. Gli ingegneri parlano di probabilità di collasso che non diventa mai zero, di rischio che si abbassa, ma che non si azzera mai. Se dovessi scegliere tra i due termini, anche io sarei dell’opinione che è meglio parlare di rischio e non di sicurezza, perché quest’ultima ispira idee troppo deterministiche. Personalmente preferivo che il titolo delle Linee Guida fosse completo».


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Vai allo Speciale sulle "Linee Guida per la Classificazione e Gestione del Rischio, la Valutazione della Sicurezza ed il Monitoraggio dei Ponti Esistenti.

Con le interviste a Massimo Sessa. Emanuele Renzi, Walter Lupi, Pietro Baratono, Walter Salvatore, Edoardo Cosenza, Andrea Del Grosso, Mario Nobili, ...


Sul sito del MIT è possibile scaricare i seguenti documenti

Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti

Appendici e allegati

  • allegato A. scheda di censimento ponti
  • allegato B. scheda descrittiva di ispezione
  • allegato B. scheda fenomeni di frana e idraulici
  • allegato B. scheda di valutazione dei difetti
  • allegato C. schede difettologiche
  • allegato D. scheda di ispezione speciale