Fase 2 Coronavirus: le proposte degli Ingegneri per la ripartenza dei Cantieri Edili

Il CNI propone, in 5 punti, il metodo per una riapertura che garantisca ai cantieri edili salute, sicurezza e rispetto dei vincoli normativi

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In attesa di notizie certe in merito al "lockup Coronavirus" (Fase 2), ovverosia alla ripartenza post lockdown che dovrà essere definita dal piano Conte-Colao (teorica 4 maggio 2020, ma per alcuni settori, forse, già dal 27 aprile 2020), anche il Consiglio Nazionale Ingegneri si è espresso ritenendo corretto l’approccio previsto per i cantieri dove è presente il Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione, a cui è richiesto di predisporre e fare applicare un Piano di Sicurezza e Coordinamento integrativo finalizzato a definire le misure da adottare con i relativi costi.

Ecco lo schema di azione del CNI con le proposte inviate al Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli:

  1. Ogni attività produttiva dovrà predisporre un Piano di Sicurezza Anticontagio (PSA) in cui definire qualitativamente e quantitativamente le misure da adottare.
  2. L’estensore del PSA sarà un Tecnico Abilitato ad espletare il ruolo di Coordinatore della Sicurezza secondo l’attuale schema normativo definito nel D.Lgs. 81/2008 artt. 91-92 Titolo IV.
  3. La verifica del corretto adempimento dei contenuti del PSA sarà di competenza del Coordinatore della Sicurezza in stretto coordinamento con il Comitato di Crisi.
  4. Il PSA dovrà essere pensato come un documento dinamico e scalabile in grado di recepire tempestivamente le previsioni del comitato tecnico scientifico o della task force covid-19.
  5. La quantificazione dei costi delle misure anticontagio sarà riportata nel PSA in riferimento a listini ufficiali ovvero a preventivi forniti dal Datore di Lavoro.

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