Gestire la sicurezza nei cantieri ai tempi del COVID-19 tra Fase 1 Fase 2: l'esempio della Metro di Torino

L’articolo si ricollega al precedente, con l’obiettivo di mettere a fattor comune l’approccio che ha consentito di riavviare il cantiere del primo lotto funzionale della Tratta “Ovest Collegno-Cascine Vica” salvaguardando la salute e la sicurezza dei lavoratori in una visione a 360°, attraverso la collaborazione di tutti gli attori del processo; INFRATO, quale Committente con le funzioni di RUP-RL e DL, L’UCSE, l’ATI affidataria con “ICI” Mandataria. 

COVID – 19 & CANTIERI: il cantiere della Linea 1 della Metropolitana di Torino

Breve riassunto degli avvenimenti del cantiere nel loro sviluppo temporale a partire dall’inizio dell’emergenza sino ad oggi

Lo scorso 15 Aprile 2020 sono ripresi i lavori al cantiere della Metropolitana Automatica di Torino che l’emergenza COVID-19 aveva portato a sospendere, temporalmente e parzialmente, alla fine dello scorso mese di Marzo 2020 [sono rimaste sempre attive tutte le attività di progettazione costruttiva, pianificazione e interfaccia fra i vari soggetti impegnati nella realizzazione dell’opera].

Si tratta del primo cantiere che, a Torino, riprende le attività anticipando di fatto la tanto attesaFASE DUEdi ripresa dei lavori nei cantieri; questo obiettivo è stato raggiunto grazie al lavoro congiunto di tutti i tecnici della società committente INFRATO, che, al suo interno, esprime anche la Direzione Lavori, del team di Coordinamento Sicurezza in fase di Esecuzione e dell’ATI affidataria dei lavori con il necessario coinvolgimento delle imprese esecutrici.

Per capire meglio l’importanza di questo lavoro di seguito si procederà con un inquadramento dell’opera ripercorrendo gli avvenimenti nel loro sviluppo temporale facendo quindi un passo indietro.

Inquadramento dell’opera del prolungamento ovest della Linea 1 della Metropolitana Automatica di Torino

La nuova tratta Collegno-Cascine Vica costituisce il prolungamento ovest della Linea 1 della Metropolitana Automatica di Torino. Partendo dall’attuale capolinea “Stazione Fermi”, il tracciato si svilupperà in galleria nel territorio dei comuni di Collegno e Rivoli per una lunghezza complessiva di 3,4 km, con quattro nuove stazioni: Certosa; Collegno Centro; Leumann e Cascine Vica.  La costruzione dell’opera si articola in due lotti: “Fermi-Collegno Centro” e “Collegno Centro-Cascine Vica” [Fig.1]. 

Tracciato prolungamento linea 1 con l’individuazione dei due lotti

Figura 1- Tracciato prolungamento linea 1 con l’individuazione dei due lotti

Per il primo lotto, i lavori sono iniziati lo scorso mese di luglio 2019 con l’avvio dei lavori propedeutici, così come previsti nel progetto di appalto e consistenti: nell’allestimento dell’area logistica; nello spostamento dei sottoservizi; nella bonifica ambientale e bellica; nell’esecuzione di scavi; nella realizzazione di opere provvisionali.

Il cantiere alla fine del mese di Febbraio 2020 si apprestava a completare la fase preliminare per entrare nel vivo della produzione con l’avvio delle operazioni di scavo della stazione Collegno Centro e del primo tratto della galleria artificiale in via DeAmicis. Ed a questo punto che è arrivata inaspettatamente la notizia del “paziente n. 1 in Lombardia” ed improvvisamente l’emergenza che fino ad allora aveva riguardato, pur con notizie assai poco rassicuranti, solo paesi lontani e i pochi connazionali che là vivevano, arriva in maniera prepotente anche da noi con la conseguente emanazione delle prime misure contenitive inserite nel primo D.P.C.M. del 23.02.2020 “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19“ che identifica la prima “zona rossa” italiana nell’area del Lodigiano e del comune di Codogno.

Le prime azioni anticontagio nel cantiere

Il team dell’ufficio di coordinamento della sicurezza, guidato dall’ing. G.G. Amaro, si attiva conseguentemente ed immediatamente per verificare la provenienza delle maestranze e concordare, con l’impresa mandataria dell’ATI affidataria, le misure da mettere in atto al fine di contenere e scongiurare i rischi che potevano originarsi in cantiere in relazione alle conseguenze del virus con l’obiettivo di allineare la gestione del cantiere alle nuove esigenze di prevenzione degli aspetti epidemiologici.

10-comportamenti-anticontagio.jpgE nonostante il primo momento di disorientamento, dovuto al fatto che il tema della protezione da “contagio”, riferibile ad un rischio “biologico generico”, non era mai stato contemplato nel contesto degli studi antinfortunistici, il “cantiere prosegue”, mettendo in campo, su indicazione dell’ufficio CSE, tutte quelle “azioni informative” [ Fig.2], sulle corrette modalità comportamentali ed organizzative, così come indicate dal Ministero della Sanità, quali tra le altre:

  • privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto, quindi tenere gli incontri con fornitori e subappaltatori con queste modalità;
  • regolamentare l’accesso agli spazi di lavoro programmando il numero di accessi contemporanei o dando disposizioni di rispettare il “criterio di distanza droplet” (almeno 1 metro di separazione tra i presenti), quindi modificare l’uso degli uffici, baracche di cantiere e zone di attività;
  • aggiornare il piano di emergenza con le azioni da attuare in caso di malore o febbre.

La situazione si modifica sostanzialmente con l’emanazione del D.P.C.M. del 09.03.2020 che estende a tutta l’Italia le misure restrittive, costituendo quella che è stata da subito chiamata la “zona arancione”. Il nuovo decreto, ed i successivi testi che lo hanno completato, ha infatti un effetto significativo sull’andamento del cantiere soprattutto nelle confusione iniziale in cui le imprese devono affrontare crescenti difficoltà nell’approvvigionamento del materiale e dei DPI e nella logistica delle maestranze fuori sede. 

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Emanazione del D.P.C.M. del 09.03.2020 ma il cantiere continua

Responsabile dei Lavori, Direttore Lavori, CSE ed impresa affidataria sono stati tuttavia concordi nell’approccio di proseguire i lavori provando a riorganizzare le attività lavorative sulla base dell’emergenza e delle conseguenti misure di sicurezza a carattere prettamente igienico - sanitario, anche perchè le norme nel frattempo emanate lasciavano intendere che vi fosse la volontà di preservare l'attività produttiva, non contemplando espressamente un fermo dei cantieri.

Va detto che la particolarità di questo cantiere, così come di altri cantieri infrastrutturali, è la frammentazione e dispersione delle aree di lavoro, che in particolare in questa fase iniziale sono per la maggior parte all’aperto e con poche lavorazioni ben distanziate. L’analisi delle aree di lavoro per le singole imprese ha permesso di affermare che tra le imprese esisteva la possibilità di mantenere la distanza definita nel D.P.C.M.08.03.20 richiamata dal D.P.C.M.09.03.20. Si è quindi richiesto ad ogni datore di lavoro delle imprese esecutrici, con la supervisione dell’impresa affidataria, di valutare con il proprio MC e RSPP la possibilità di rispetto delle disposizioni contenute nei D.P.C.M. sopra richiamati e di informare il CSE, il RL ed il DL sulle risultanze dell’analisi compiuta e sulle eventuali azioni compensative che possono essere intraprese per garantire la sicurezza dei lavoratori.

Ed infatti nei successivi giorni vengono emessi dal MIT i primi protocolli di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus. Di nuovo l’approccio partecipativo del team CSE garantisce supporto all’appaltatore nel commento e nella valutazione della modalità di applicazione del protocollo, a tale scopo si tengono riunioni di coordinamento con la committenza e con l’impresa di natura straordinaria, confronti e valutazioni congiunte che portano all’emissione di una appendice al PSC.

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Figura 3- Andamento presenza maestranze (media settimanale)

Col Decreto del Presidente della Regione Piemonte n. 34 si blocca il cantiere

L’emergenza sanitaria però nel paese dilaga ed i successivi provvedimenti normativi Decreto n. 34 del Presidente della Regione Piemonte del 21.03.2020 e il D.P.C.M. del 22.03.2020 portano ulteriori misure restrittive. Ma mentre il secondo riporta tra le attività produttive che non sono sospese il codice ATECO 42 – costruzione di opere di pubblica utilità – che consentirebbe quindi al cantiere di proseguire, il decreto Regionale dispone il fermo delle attività nei cantieri. Il RUP dispone quindi in data 22.03.2020 il fermo delle attività di cantiere, previa concessione di un termine congruo (2 giorni) per la sua messa in sicurezza sospensione delle attività richiedendo la messa in sicurezza delle aree di lavoro.

L’ufficio CSE e la Direzione Lavori si attivano per guidare e verificare la messa in sicurezza preliminare alla chiusura. Durante la fase di sospensione delle lavorazioni, l'ufficio CSE ha continuato a supportare l’impresa affidataria con la verifica e l’allineamento dei protocolli anti-contagio anche in relazione alla pubblicazione del Protocollo condiviso misure di contrasto coronavirus per i cantieri EDILI (del 19.03.2020 e del 24.03.2020). Per tale motivo sono proseguite riunioni straordinarie della sicurezza effettuate da remoto, allo scopo di assistere l’impresa affidataria nel prepararsi ad una pronta ripartenza delle attività. L’impresa affidataria ha svolto una preliminare riorganizzazione garantendo la sorveglianza del cantiere e nel contempo procedendo alla redazione del protocollo di cantiere, alla verifica (ex art. 97 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) dei protocolli specifici delle imprese esecutrici ed all’approvvigionamento dei DPI e dei materiali di sanificazione necessari per la ripresa delle lavorazioni.

In seguito all'emanazione del nuovo Decreto della Regione Piemonte n. 43 del 13.04.2020 che prolunga ulteriormente le restrizioni, la Stazione Appaltante, valutato il tempo trascorso - che ha necessariamente rafforzato il carattere di urgenza dei lavori in oggetto, nell’ambito del me9desimo quadro normativo, richiamando i “motivi di urgenza” indicati al  punto 24 del Decreto regionale, dispone la parziale ripresa dei lavori a partire dal 15.04.2020.

L’attività di verifica della documentazione, svolta dall’ufficio del CSE durante il periodo di chiusura del cantiere, nonché di assistenza all’impresa mandataria dell’ATIaffidataria siaper l’approvvigionamento delle necessarie attrezzature e DPI sia per la programmazione delle attività di pulizia e di sanificazione dei locali e delle attrezzature nonché l’analisi delle modalità operative delle attività potenzialmente eseguibili, ha permesso al cantiere di essere pronto a riavviare le attività in piena sicurezza ed in conformità ai Protocolli condivisi dalle parti sociali.

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Team CSE: ATI IEC srl – Mandataria, GAe Engineering srl – Si.me.te srl – Studio O. Siniscalco - Mandanti