Smart city e sostenibilità delle infrastrutture: la classifica italiana

È Trento la città più sostenibile d’Italia (per trasporti, energia e ambiente), seguita da Torino, Bologna, Mantova e Milano.

Milano invece è al primo posto per sharing mobility, mentre in Italia, negli ultimi quattro anni, sono triplicate le auto elettriche ed ibride.

Inoltre, dal 2002 al 2018 sono diminuiti i veicoli nelle città metropolitane (Milano ne conta oltre 100.000 in meno).

Sono alcuni dei risultati emersi dalla quinta edizione dello Smart City Index di EY.

La sostenibilità come driver della smart city

La quinta edizione dello Smart City Index di EY ha analizzato le 109 città capoluogo italiane, classificando il loro sviluppo in termini di reti e infrastrutture e misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini.

In particolare, i primi dati del rapporto 2020 analizzano il tema della sostenibilità urbana, calcolando quanto le infrastrutture delle città siano smart in tre diverse componenti:

  • reti di trasporto;
  • reti energetiche;
  • reti ambientali (acqua, verde e rifiuti).

Ma quando le infrastrutture di una città diventano più sostenibili?

A esempio, per quanto riguarda le reti di trasporto, la sostenibilità viene ricercata attraverso la riduzione del traffico, il calo dei veicoli inquinanti, la promozione della mobilità elettrica e ibrida e lo sviluppo di quella alternativa (sharing, ciclabile, pedonale).

Per quanto riguarda le reti energetiche invece la trasformazione "sostenibile" punta a utilizzare l'idroelettrico, l'eolico, il fotovoltaico, le biomasse o il geotermico per produrre energia, a diffondere il teleriscaldamento, a promuvere incentivi per il risparmio energetico e a modernizzare gli impianti di illuminazione pubblica.

Si parla anche di reti ambientali "sostenibili", in questo caso si fa riferimento alle reti idriche, agli impianti di depurazione, alla disponibilità di verde urbano e alle reti di raccolta differenziata dei rifiuti.

La mobilità sostenibile: "dolce", elettrica e condivisa

Secondo il report di EY, gli indicatori inerenti la mobilità sostenibile sono aumentati costantemente negli ultimi 6 anni.

La mobilità elettrica è l’ambito più nuovo, in cui si sono registrati gli incrementi più significativi. Le colonnine di ricarica mostrano dei tassi di raddoppio ogni due anni negli ultimi quattro anni e sono quindi più che quadruplicate dal 2014.

Le auto elettriche e ibride invece sono più che triplicate negli ultimi 4 anni

Anche la mobilità “lenta” o “dolce”, che riguarda biciclette e pedoni, ha fatto passi in avanti: sono aumentate le estensioni sia delle piste ciclabili sia delle aree pedonali.

Mentre la mobilità condivisa sta prendendo piede in un numero sempre maggiore di città italiane: i mezzi di trasporto in condivisione si moltiplicano (auto, biciclette, scooter, monopattini), gli operatori privati aumentano, si diversificano i modelli, con il modello “a flusso libero” che si sta progressivamente affermando a scapito di quello “station-based”.

Milano è la prima città italiana per intensità di sharing mobility: a fine 2019 erano oltre 3.000 le auto in condivisione gestite da 6 operatori, di cui 3 elettrici, mentre le biciclette erano 4.800 (+49% rispetto al 2017).

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Energia "green" tra illuminazione pubblica, rinnovabili e riqualificazioni edilizie

Anche gli indicatori relativi all’energia mostrano un trend crescente verso la sostenibilità.

Un esempio è l’illuminazione pubblica: i lampioni con LED hanno infatti raggiunto il 36,5% del totale, triplicando rispetto a due anni prima.

Seppur con un temporaneo rallentamento del 2018, anche le energie rinnovabili nelle città hanno seguito un andamento crescente.

Negli ultimi 5 anni la produzione di energia da fotovoltaico è aumentata del 17,4%, quella da eolico del 31% e quella da bioenergie addirittura del 52%. Infine, il teleriscaldamento è arrivato in 42 città capoluogo, prevalentemente al Nord.

Sono cresciuti anche gli interventi di riqualificazione edilizia, che negli ultimi 7 anni hanno riguardato 2.859 immobili nei Comuni capoluogo (circa 400 all’anno). Bologna, con 248 edifici, è al primo posto della classifica con il maggior numero di interventi.

Gestione sostenibile delle risorse ambientali

Acque, verde, aria, gestione rifiuti: la sostenibilità riguarda anche queste reti.

Le reti idriche sono da alcuni anni sotto i riflettori per la necessità di importanti investimenti di ammodernamento. Le perdite però sono ancora ingenti: nel 2018 nei capoluoghi italiani ammontavano al 37,3%, in leggera diminuzione rispetto al 39,1% rilevato nel 2016. Segno che gli investimenti sono ancora insufficienti.

Anche sul verde urbano le città concentrano molti sforzi, visto che negli ultimi anni la superficie dedicata a parchi e giardini nei comuni capoluogo ha raggiunto i 50 mq per abitante, in leggera, ma costante crescita (era 49,1 nel 2014).

I migliori risultati sono stati raggiunti sul fronte della gestione dei rifiuti: la produzione procapite è progressivamente diminuita, mentre la raccolta differenziata, nel complesso dei comuni capoluogo, è oggi al 51,6%.

Mobilità sostenibile: i risultati nelle città metropolitane

Da diversi anni le città hanno attivato iniziative per favorire la mobilità sostenibile, ma quali sono i risultati ottenuti?

Analizzando uno dei parametri più concreti, e cioè la variazione del parco circolante di autovetture nei Comuni capoluogo, e tenendo presente che le politiche per la mobilità sostenibile non sono l’unico fattore che le determina (la variazione del PIL, ad esempio, influenza la propensione ad acquistare o meno le auto), si nota come, in particolare nelle città metropolitane, gli investimenti in forme più sostenibili di mobilità e l’adozione di misure incentivanti hanno portato a dei risultati.

Nel grafico seguente è riportata la variazione del parco circolante di vetture nei 14 capoluoghi metropolitani dal 2002 al 2018: come si può notare, la maggior parte delle città registra una diminuzione di auto (addirittura Milano ha “tolto” oltre 100.000 veicoli dalla città), mentre sono solo 3 le città (tutte del Sud, peraltro) dove si è invece registrato un aumento.

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Elaborando i dati dello Smart City Index sulla mobilità sostenibile (e cioè 21 indicatori riguardanti le infrastrutture di mobilità elettrica, ciclabile, pedonale e condivisa, e gli incentivi alla mobilità sostenibile, come il PUMS il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile che tutte le città stanno varando e adottando, con tempistiche diverse, per cui alcune città sono più avanti di altre), si nota come il punteggio di “mobilità sostenibile” delle 11 città dove si registra una diminuzione di auto circolanti è significativamente superiore (52,1 su una scala da 0 a 100) rispetto al punteggio delle 3 città dove si è registrato un aumento di auto (15,1).

A dimostrazione che nel lungo periodo gli investimenti di mobilità sostenibile possono dare risultati concreti e tangibili. 

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Le performance delle città sulla sostenibilità delle infrastrutture urbane

Per quanto riguarda le performance delle città nei diversi ambiti, il grafico seguente mostra la posizione nella classifica generale di sostenibilità e quelle parziali nei tre ambiti che la compongono.

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