#afterCOVID: le Operations e la Riapertura delle Scuole

La riapertura delle scuole, prevista o avvenuta in molti Paesi Europei, non senza le perplessità di molte famiglie, ha evocato, nel nostro Paese, in cui la ripresa è prevista, tranne che per tentativi sperimentali relativi agli asili nido e alla infanzia, a Settembre 2020, paradossalmente un rinnovato interesse per le metodologie educative anche digitalmente più avanzate, immaginabili su larga scala sul medio e sul lungo periodo, ben diverse da quelle caratteristiche della didattica a distanza predisposta emergenzialmente per il breve termine.

 

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Tutto ciò era evidente, peraltro, già in occasione di iniziative quale quella denominata delle scuole innovative, in cui si cercava di fare sintesi tra contenitori e contenuti, tra cespiti e occupanti.

... criteri normalizzati inerenti ai fabbisogni spaziali degli edifici scolastici

È immaginabile, peraltro, nell’immediato, che possano essere definiti criteri normalizzati inerenti ai fabbisogni spaziali richiesti agli edifici scolastici in funzione della condizione pandemica, ma, ancor prima, servirebbe disporre di indicatori parametrici sintetici, correlati alle basi di dati riferite all’edilizia scolastica, al fine di creare filtri valutativi finalizzati a individuare livelli di rischio o di propensione all’adattamento alla situazione emergenziale dei beni immobiliari adibiti a funzioni scolastiche, a partire dai quali effettuare simulazioni analitiche sui singoli casi, specie su quelli valutati critici.

Queste simulazioni, a parte la disponibilità effettiva di elaborati digitali in CAD o, meno frequentemente, di modelli in BIM, attendibili, potrebbero dipanarsi a partire da rilievi digitali tridimensionali speditivi, non concernendo solo i flussi e le interazioni, ma anche le percezioni e le esperienze di adulti e di giovani.

Queste considerazioni, unite alla pianificazione logistica che attiene alla riapertura settembrina, palesano la nuova centralità delle Operations.

Non si tratta, appunto, di riconfigurare le unità funzionali-spaziali dei beni immobiliari in funzione delle nuove metodologie pedagogiche, bensì di comprendere i meccanismi di funzionamento di un sistema integrato che ricomprende la vita familiare, le reti della mobilità e le attività scolastiche (per quello che oggi sono).

Se, infatti, guardando al distanziamento fisico e ai meccanismi di diffusione del contagio, sembrano contare, anzitutto, le distribuzioni funzionali all’interno degli edifici in relazione ai flussi di persone e di entità e gli impianti di climatizzazione, ci si rende conto che la predisposizione dell’apertura passa attraverso un approccio olistico di carattere sociale e logistico.

Un primo elemento riguarda, ovviamente, le catene di forniture di rilevatori e registratori della temperatura corporea, dei dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, ecc.), della segnaletica di distanziamento, dei prodotti igienizzanti e sanificanti, dei pasti preconfezionati (in taluni casi), delle lenzuola, dei giocattoli, e così via.

In realtà, la fornitura potenzialmente potrebbe includere il reclutamento di pool di insegnanti, di personale tecnico-amministrativo e di tate sostitutive, dedicate ai casi di insorgenza di sintomi patologici dei docenti e dei discenti.

Il che, naturalmente, non include i presidî sanitari permanenti né gli accertamenti sulla presenza di anticorpi o di positività, come previsto da alcuni protocolli aziendali.

Al contempo, a prescindere dalla programmazione temporale degli ingressi e delle uscite, dell’orario delle attività scolastiche, del tasso di occupazione delle aule, delle palestre, delle mense, dei laboratori e di quant’altro, ciò che si richiede è una vera e propria sincronizzazione dei tempi e delle modalità di vita domiciliare, di trasferimento e di didattica degli studenti e dei loro parenti o dei loro accompagnatori, che si interseca colla complessa disciplina della protezione dei dati personali.

A ciò si aggiunge la eventualità delle turnazioni tra didattica in presenza e a distanza o del ricorso alla assistenza parzialmente sullo schermo delle lezioni in aule separate vigilate.

Qui si comprende bene come, oltre alla Maintenance, relativa ai livelli prestazionali dei cespiti fisici, e al Core Business, incentrato sul personale tecnico-amministrativo e docente, oltre che sui discenti, le Operations riguardino la Continuity.

Il lascito più rilevante della vicenda pandemica sarà, dunque, dato, oltre che dallo stimolo per la riforma della didattica e da una implementazione della sensoristica ai fini cognitivi negli edifici, in grado di sovvertire classi, programmi, aule, da una enorme dilatazione delle Operations, sia in termini di produttività delle attività erogate sia riguardo al loro impatto culturale, psicologico e sociale.

In definitiva, ciò che si richiede di mettere in atto a Settembre è un sistema di regolazione statica dei servizi formativi erogati, accanto a un sistema dinamico di sorveglianza sanitaria.