AUTORIMESSE: il calcolo della resistenza al fuoco con soluzione alternativa mediante simulazione fluidodinamica

La progettazione antincendio delle autorimesse ricomprese nell’attività n. 75 del D.P.R. n.151/2011 ha subito importanti aggiornamenti normativi negli ultimi anni, soprattutto a seguito dell’emanazione del D.M. 21 Febbraio 2017, che permette l’utilizzo del nuovo approccio prestazionale secondo le indicazioni riportate nel Nuovo Codice di Prevenzione Incendi (DM 18/10/2019).

L’utilizzo della nuova Regola Tecnica può ottimizzare le soluzioni antincendio adattandole a ciascuna singola autorimessa in funzione delle specifiche caratteristiche che la definiscono, e raggiungere così, il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi. Si precisa che, come riportato nella Circolare VVF n. 15406 del 15.10.2019, per le autorimesse soggette ai controlli di prevenzione incendi è ancora in vigore il doppio binario, ovvero è possibile sia l’adozione del Decreto Ministeriale 1 Febbraio 1986 con approccio prescrittivo sia del Decreto Ministeriale 21 Febbraio 2017 con approccio prestazionale, sia per le nuove attività che per la modifica/ampliamento di quelle esistenti. 

La possibilità di seguire entrambi gli approcci fornisce una grande possibilità ai progettisti, perché di volta in volta, può essere ottimizzata la soluzione antincendio per la particolare autorimessa analizzata. 

In particolare seguendo l’approccio prestazionale, è possibile attraverso il giudizio esperto ed i riconosciuti metodi ingegneristici, studiare la misura antincendio più efficace nel rispetto degli obiettivi di sicurezza e delle esigenze di fattibilità realizzativa ed economica.

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RTV 6 AUTORIMESSE: un caso di soluzione alternativa per la resistenza al fuoco, con l’utilizzo della fire safety engineering 

Il caso analizzato è un’autorimessa interrata con superficie pari a 2300 m2, collocata a quota di -3,5 m rispetto al p.c.. L’altezza sotto trave è pari a 3,5 m. L’accesso è garantito da una sola rampa che funge da ingresso e uscita per i veicoli. Sono presenti aperture a bocca di lupo lungo il perimento pari a circa 1/40 della superfice in pianta. Sopra alla stessa è collocato un edificio destinato a civile abitazione con altezza antincendio pari a 16m. 

Nel presente articolo viene analizzato il solo requisito della resistenza al fuoco, seguendo quanto indicato nel D.M. 21 Febbraio 2017. 

Si precisa che il lavoro è diviso in due parti pubblicate separatamente

  • Nella prima parte, (trattata in questo articolo) vengono presentati i risultati che si ottengono con l’adozione della soluzione conforme e viene descritta la simulazione fluidodinamica.
  • Nella seconda parte, invece, vengono presentati i risultati che si ottengono con l’adozione della soluzione alternativa secondo progettazione prestazionale.

Solaio a travetti con alleggerimento

In base alle caratteristiche descritte e al progetto antincendio redatto secondo D.M. 21 Febbraio 2017, la resistenza al fuoco richiesta alle strutture, adottando la soluzione conforme è R60. Dal punto di vista strutturale, l’ossatura portante è costituita da pilastri e travi realizzati in cemento armato, che rispettano ampiamenti il requisito R60, grazie alle caratteristiche della sezione e alla posizione delle armature.

L’elemento strutturale oggetto dello studio dell’articolo è il solaio, che è realizzato con travetti ad interasse 50 cm con fondello in laterizio, armati con 1Φ12 per travetto e rete elettrosaldata Φ8/20x20 cm annegata nella soletta piena con altezza totale pari a 24 cm di cui 4 cm di soletta integrativa. La distanza tra la superfice esposta all’incendio e l’asse delle armature longitudinali è pari a 16 mm. 

La verifica di resistenza al fuoco con curva di incendio standard (ISO834)

Per la certificazione al fuoco, come ben noto, sono consentite tre tipologie di metodologia secondo DM 16 Febbraio 2007 all’articolo 2, comma 3:

  • Metodologia Tabellare;
  • Metodologia Sperimentale;
  • Metodologia Analitica.

Nel caso specifico, tenuto sempre conto che la distanza tra la superfice esposta all’incendio e l’asse delle armature longitudinali è pari a 16mm, secondo quanto indicato in Tabella S.2-44: Solai del D.M.19 Ottobre 2019, il solaio raggiunge al massimo la resistenza al fuoco di R30. 

Il metodo sperimentale potrebbe essere percorribile, a patto di trovare sul mercato, una soluzione di protezione passiva che sia stata testata, in laboratori accreditati, su questo tipo di costruzione. A tal proposito si sottolinea come sia fondamentale verificare i campi di applicabilità del test che vengono riportati nei test report disponibili. 

Il metodo analitico, infine, rappresenta una soluzione percorribile per verificare la resistenza al fuoco del solaio in base al reale tasso di utilizzo e alle specifiche risorse in condizione di temperature elevate.

E’ possibile usare tale approccio, svolgendo i calcoli secondo gli Annessi Nazionali agli Eurocodici e le Norme Tecniche delle Costruzioni 2018. 

Si procede al calcolo della classe di resistenza al fuoco con utilizzo del software CPI win REI della società Namirial spa.

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