Posa Parquet: protezione dall'acqua e dall'umidità

Il pavimento in legno si manterrà in perfetto stato purchè legno e massetto siano protetti da qualunque tipo di infiltrazioni d’acqua, diffusioni di vapore o condense.

parquet-umidita-700.jpg

Acqua e umidità, le conseguenze sui pavimenti in legno

Le conseguenze nella pavimentazione finita provocate dall’umidità e dall’acqua vanno dal semplice fenomeno del rigonfiamento delle liste in legno, con più o meno evidente formazione di una superficie ondulata, eventualmente ad eccezione stagionale, sino al sollevamento del pavimento stesso, talvolta con danni irreparabili.

Come sopra riportato il massetto deve essere asciutto al momento della posa in opera e deve mantenersi asciutto nel tempo per proteggere il parquet da risalite o infiltrazioni di umidità sotto qualunque forma. Al momento della misurazione del contenuto di umidità è opportuno verificare la presenza di schermo o di barriera al vapore sotto al massetto.

La norma UNI 11371:2017 “Massetti per parquet e pavimentazioni di legno - Proprietà e caratteristiche prestazionali” definisce che un’idonea barriera al vapore deve essere costituita per esempio da un doppio strato di fogli di polietilene da 150 µm ciascuno, con fattore di resistenza al passaggio del vapore µ = 100.000, sormontati per almeno 100 mm – 150 mm e opportunamente nastrati sulle congiunzioni.

La mancanza di schermo o barriera al vapore sotto al massetto o la presenza di umidità eccessiva deve essere notificata alla direzione lavori o al committente.

Se è comunque necessario eseguire la posa di pavimento di legno su un massetto mancante di barriera o schermo al vapore è opportuno verificare il contenuto di umidità di tutti gli strati sottostanti al massetto, prestando particolare attenzione a quelli contenenti materiali espansivi o igroscopici, nonchè ai solai e ai tavelloni su muricci e simili elementi strutturali.

Questo perché l’umidità residua contenuta in tali materiali non è sempre rilevabile da una semplice determinazione di quella contenuta nel massetto. Dopo la posa in opera della pavimentazione, essa può risalire per capillarità o per evaporazione fino al massetto, causando rigonfiamenti o distacchi del pavimento in legno. Se gli strati sottostanti al massetto risultano umidi è necessario procedere, ove sia possibile, a trattamenti impermeabilizzanti superficiali.

Occorre tener presente che i trattamenti impermeabilizzanti superficiali non sono possibili su massetti di anidride. Per uso dei trattamenti impermeabilizzanti superficiali seguire con attenzione le istruzioni fornite dai rispettivi fabbricanti.

Tipologia di umidità presente nei massetti

L’umidità presente nei massetti può avere diverse origini:

  • Eccesso di umidità residua: è quella che non ha avuto tempo per evaporare e che rimane ancora inglobata nel massetto. Deriva dall’accesso di acqua, rispetto a quella necessaria per l’idratazione, utilizzata durante l’impasto della malta per la formazione del masseto e qualche volta dalla incuria agli agenti atmosferici. Lentamente essa diminuirà per evaporazione fino al raggiungimento del valore di equilibrio.
    Soluzione: se possibile, trattamento impermeabilizzante superficiale.

  • Umidità di condensazione: si rileva soprattutto in certi periodi dell’anno in massetti non opportunamente isolati termicamente, posti tra ambienti in condizioni termiche molto diverse. Per esempio: solaio compreso tra porticato esterno e locali abitati e riscaldati; tra scantinato non riscaldato e locali riscaldati.
    All’interno dello spessore del massetto in ragione della differenza di temperatura delle due superfici esterna ed interna e dell’umidità relativa dell’aria nell’ambiente caldo, si possono formare condensazioni d’acqua. In questi casi prestare particolare attenzione al posizionamento della barriera o dello schermo al vapore (se presenti).
    È da tener presente che la condensa si può formare anche in supporti contenenti barriere al vapore, se questa è posta sulla parte “fredda” dall’isolamento termico, sotto il punto di rugiada, cioè sotto quella zona nella quale, in relazione alle condizioni di temperatura e di umidità relativa dell’aria, l’umidità in questa contenuta si condensa in forma liquida.
    Soluzione: opportuna coibentazione della superficie fredda e trattamento impermeabilizzante superficiale, se possibile.

  • Umidità di capillarità: si rileva soprattutto nei masseti posti su vespai o camere d’aria non ventilate e in mancanza di barriera al vapore. La condensazione di umidità sulla faccia inferiore dei supporti è aspirata in superficie a causa della capillarità dei materiali.
    Soluzione: barriera al vapore o nuovo massetto.

  • Umidità di infiltrazione: può essere permanente (e quindi facilmente rilevabile), od occasionale (e quindi di più difficile rilevazione). Per quest’ultima va prestata particolare attenzione, soprattutto nelle vecchie costruzioni, a ballatoi o balconi esterni, molto spesso non impermeabilizzati, che con la pioggia possono, a causa di false pendenze o per fenomeni di capillarità, trascinare acqua all’interno, spesso sotto ai pavimenti già esistenti.
    Soluzione: in tutti i casi vanno allontanate le cause delle infiltrazioni.

Fonti e bibliografia

  • “Tecnologia del legno” autore prof. G. Giordano, edizione Utet, Torino gennaio 1971
  • Manuale per la posa di pavimenti di legno per uso civile – Edito da Gruppo Pavimenti in legno aderenti a Edilegno e Associazione Italiana Posatori Pavimenti in Legno